Decine di scarichi abusivi sulla Fossa dell’Abate
Partite le prime ordinanze per metterle a norma, poi scatteranno le sanzioni Il Comune continua l’ispezione delle fognature bianche: trovate tre irregolari
LIDO DI CAMAIORE. Mentre da una parte continuano i monitoraggi del Comune sulle fognature bianche, stanno arrivando nella cassetta delle lettere dei lidesi che si affacciano sulla Fossa dell’Abate le prime ordinanze che impongono ai cittadini che hanno un allaccio irregolare di contattare Gaia per le verifiche. Un provvedimento che è preliminare perché, dopo di questo, scatteranno anche le sanzioni. Chi ha un allaccio di fognatura nera non regolare deve prendere contatti con l’azienda dell’acqua entro sette giorni.
Così, mentre dieci utenti si sono già messi in regola, sette ricevono adesso l’ordinanza e su altri dieci gli uffici comunali stanno facendo verifiche per rintracciare i proprietari degli immobili trovati non in regola. Contemporaneamente l’amministrazione è ancora attivo sulla seconda fase del monitoraggio, quello che riguarda le fognature bianche che sono di sua competenza.
Secondo i dati in possesso all’amministrazione al momento sono stati controllati circa 700 metri lineari di tubi che corrispondono al 20% del totale da controllare. Già da queste prime ispezioni sono già state rilevate tre situazioni critiche. Ma per il momento per queste utenze non scatterà alcun provvedimento. Si dovranno attendere gli esiti finali dei controlli.
«Il nostro impegno per risolvere la situazione sulla Fossa dell’Abate - dice il vicesindaco di Camaiore, Marcello Pierucci - è costante. Abbiamo messo in campo 50mila euro per la parte di controlli di Gaia e altri 50 mila per le videoispezioni che ci competono. Ma questo è solo l’ultimo step degli interventi: entro giugno verrà messo a bando un cantiere importante che porterà al rifacimento completo di alcuni tratti di fogna. L’80% di questi cantieri si svolgerà proprio a Lido di Camaiore dove il problema è più significativo».
Pierucci spiega anche che dopo Pasqua si partirà con la sperimentazione dell’acido peracetico sull’alveo del Motrone: «Le prescrizioni ci impongono di installare dei congegni che verifichino l’effetto aerosol, ovvero le eventuali esalazioni durante l’immissione - dice - questo ha causato dei ritardi per quanto riguarda la partenza di questa fase. Ma il progetto sta andando avanti a passo spedito».
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