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Sì del Comune all’ostello della Pace «È un nostro sogno»
Il vicesindaco dopo la promessa di Renzi ai superstiti «Faremo un sopralluogo nella casa che Pieri vuole donare»
STAZZEMA. I giovani, prima di tutto. I giovani come punto di partenza e di approdo per non disperdere la memoria, «per far capire che la violenza è sempre sbagliata». Il Comune di Stazzema lo sa bene. Per questo, quando ha saputo del progetto di Enrico Pieri, presidente di associazione martiri di Sant’Anna, di donare all’ente una casa per trasformarla in un ostello della gioventù, ha esultato. «È quello che volevamo fare anche noi. Quella struttura chiuderebbe il cerchio dell’accoglienza insieme alla fabbrica dei diritti. Quindi siamo stracontenti della sua volontà di donare la casa al Comune», commenta Egidio Pelagatti, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici di Stazzema.
Giovedì mattina è stato compiuto un passo avanti nella realizzazione del sogno. L’ex presidente del consiglio Matteo Renzi ha infatti garantito a Pieri che il progetto verrà preso in considerazione. «Sicuramente manderemo i tecnici anche per fare un calcolo dei costi», spiega il vicesindaco. La palazzina su tre piani potrebbe ospitare fino a quindici giovani di passaggio a Sant’Anna. Quell’ospitalità che adesso manca nel paese dell’eccidio del 12 agosto 1944.
Adesso si tratta quindi di ricevere l’atto di donazione (in cui Pieri indicherà il vincolo di utilizzo a ostello della gioventù) e poi può iniziare la ricerca fondi. Fondi che, come detto, sono stati promessi anche dal segretario nazionale del Pd nella giornata in cui è salito a Sant’Anna per iscriversi all’anagrafe antifascista. «Quella del Partito democratico è stata una sfilata elettorale – attacca Massimo Mallegni, candidato di Forza Italia –. È andato a Stazzema con i candidati per farsi un selfie davanti al monumento Ossario di Sant’Anna, simbolo del dolore e della furia cieca. È stata una parata imbarazzante». Il Pd, continua, «ha usato Sant’Anna per scopi elettorali. Erano tutti assiepati dietro il segretario per entrare nei tg». Mallegni (che si è iscritto all’anagrafe antifascista a gennaio) prosegue: «Non intendo continuare a far offendere un momento tragico della nostra storia che da sindaco di Pietrasanta e da cittadino della Versilia ho sempre onorato con sobrietà e grande rispetto. Mi meraviglio, e sul punto non dirò più nulla, che il sindaco di Stazzema si sia sentito in dovere di indossare la fascia tricolore per ricevere il capo del suo partito. Se non avete argomenti – ha concluso Mallegni rivolgendosi al Pd – non sfruttate la tragedia di famiglie e di un territorio. Sant’Anna di Stazzema non è la Leopolda».
La città virtuale, intanto, dopo la visita dei ministri dem, ha visto schizzare gli iscritti. Si sono iscritte quattromila persone in un giorno. Ieri sera avevano sfiorato i 40 mila. «L’anagrafe sta raccogliendo adesioni da tutto il mondo e di continuo. L’antifascismo è un valore che non deve essere strumentalizzato politicamente ma non dobbiamo aver paura di tenerlo alto in qualsiasi momento», dice il vicesindaco di Stazzema.
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