Il presidio
Ginecologia senza 4 medici rischio disagi per le visite
Il reparto del Versilia perderà a breve anche il primario Cima che va in pensione Attività ambulatoriale sempre più complicata. Il sindacato Fials: l’Asl intervenga
LIDO DI CAMAIORE. Mancano quattro medici al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Versilia, che in teoria dovrebbe avere a disposizione una squadra di diciotto. Influiscono anche le assenze a lungo termine, dovute a malattie più rilevanti del previsto. E a breve le defezioni, se così si possono chiamare, saranno cinque: ad aprile il primario Giovanni Paolo Cima lascerà il reparto per raggiunti limiti d’età. Se ne va in pensione uno dei primari storici del “Versilia” (leggi box), che peraltro ha fatto presente all’Asl la situazione di difficoltà della sua squadra. Che deve sostenere, oltre all’attività di routine – parti compresi: al “Versilia” ce ne sono circa 1. 200 all’anno – anche il lavoro del Centro di procreazione assistita.
Per ora l’attività prosegue, anche se a fatica. Ma dal reparto hanno fatto presente come l’equilibrio sia sempre più sottile e che prima o poi i medici potrebbero essere costretti a rinunciare a prestare alcuni servizi. Col risultato di causare disagi alle pazienti, in particolare sulle visite. Una circostanza che è stata segnalata anche al sindacato Fials. «Oltre al cosiddetto “comparto”, cioè infermieri, operatori sociosanitari, tecnici – afferma Daniele Soddu del Fials – ora anche i medici iniziano ad avere il fiato corto: tutto dovuto a situazioni di organici non più sostenibili. In ostetricia e ginecologia, un fiore all’occhiello del Versilia, a breve andrà in pensione il primario Cima. Inoltre un medico è in gravidanza (non sostituita) e a questo si affiancano problematiche importanti di salute per alcuni. Purtroppo questa situazione rischia di compromettere un settore che, come dicevamo, risulta essere un reparto di punta del nostro presidio. Al momento le difficoltà sono tamponate dai medici, che con senso di responsabilità cercano di garantire tutte le attività, dalle ambulatoriali, alla sala parto e quanto altro. Tutto questo non potrà, però, andare avanti per molto tempo: occorrono rinforzi di medici e quindi assunzioni. Siamo preoccupati e lo abbiamo detto anche in consiglio comunale congiunto, con testuali parole: servono uomini e mezzi. Una volta di più ne abbiamo la prova lampante. Il nostro sindacato si è battuto con forza nel momento in cui, a fronte di dotazioni organiche un poco più corpose, si inviavano i nostri medici presso il presidio di Pontedera a dar manforte ai colleghi pisani. Come possiamo vedere la cosa inversa al Versilia non sta accadendo, con buona pace di chi credeva in una organizzazione nuova e ben oliata. Crediamo – conclude – che la direzione Asl debba intervenire subito in questa situazione e non a posteriori».
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