Il mercatino spostato non piace
Protestano gli ambulanti e anche i commercianti del mercato al Piazzone
VIAREGGIO. Una scelta, quello del trasferimento di sede per il mercatino artigianale, che scontenta tutti. Gli ambulanti, portati nel primo tratto di via Fratti, lato canale, e nei giorni di lunedì e martedì che è tutto un non lavorare rispetto ai giorni di sabato e domenica quando potevano esporre in Passeggiata. ed i commercianti del Piazzone, il cui rappresentante - Stefano Lazzerini - così ricorda: «Con l’assessore Patrizia Lombardi eravamo rimasti in parola che lo spazio per il mercatino artigianale sarebbe stato ricavato all’interno del Piazzone, dove ormai il posto non manca. Questo per valorizzare il mercato».
Così, invece, non è andata. I banchi del mercatino artigiano sono stati relegati nella parte meno affollata della zona pedonale limitrofa al mercato, in due giorni della settimana che non sono il top per gli acquisti. Mentre il Piazzone langue dopo gli annunci dell’amministrazione comunale di un’operazione di ristrutturazione, da affidare ad un privato, operazione che non ha visto la luce visto che la stessa amministrazione - come dichiarato dal vice sindaco Valter Alberici in consiglio comunale - non ha ancora trovato l’escamotage giuridico per l’intervento preventivato da effettuarsi su un bene pubblico.
Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: i fondi chiusi da anni non vengono messi a bando ed il Comune in dissesto rinuncia dunque ad incassare; e l’area di piazza Cavour è desolata come non si è mai vista. «Dovrei fare gli acquisti per la primavera estate», racconta un operatore: «Ma non so che fare, perché non abbiamo più idea di cosa stia facendo l’amministrazione».
Anche i lavori, dei quali si era visto un accenno, su asfalti e chioschi da rimuovere sembrano essersi fermati, senza un perché. «Dopo svariate lotte per andare avanti in un mercato abbandonato - scrive su Facebook una commerciante - abbiamo deciso di lasciare in Comune la licenza. Siamo stati costretti dalla mancanza di sicurezza, assistenza, controlli, gestione, pulizia, progetti fantasma, programmi invisibili». Da gennaio 2017, ricorda la commerciante, «sono stati abbattuti e smantellate circa 28 bancarelle e chiusi circa 5/6 negozi sotto il loggiato. E poi c’è chi è stato costretto, nonostante l'essere sempre stati in regola con i pagamenti, a chiudere perché il mercato è diventato come il Bronx».
Donatella Francesconi
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