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L’Anpi si dissocia dai manifestanti di Massarosa

 L’Anpi si dissocia dai manifestanti di Massarosa

MASSAROSA. Gli scontri di giovedì sera a Massarosa sono stati stigmatizzati da Anpi che ha preso le distanze dal gruppo degli antagonisti accorsi per contestare la presentazione dei candidati al...

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MASSAROSA. Gli scontri di giovedì sera a Massarosa sono stati stigmatizzati da Anpi che ha preso le distanze dal gruppo degli antagonisti accorsi per contestare la presentazione dei candidati al parlamento del partito di estrema destra Casa Pound. Alcuni manifestanti hanno ricevuto anche alcune manganellate dalla polizia durante il corteo. L’associazione dei partigiani ha ribadito che «manifestare in difesa degli ideali antifascisti è un diritto, farlo ricorrendo alla violenza non è nella natura dell’Anpi. I fascismi - spiegano in una nota - si sconfiggono con la fermezza delle istituzioni. Nulla cambia rispetto alle posizioni espresse sulle liste che si richiamino al fascismo o al nazismo, purtroppo a suo tempo non è stato evitato a formazioni simili di avere la possibilità di presentarsi alle elezioni, quindi secondo le vigenti leggi, hanno lo stesso diritto a utilizzare gli spazi pubblici. Tutto questo solo grazie alla libertà riconquistata col sacrificio di tanti antifascisti e partigiani».

Forte però la critica che arriva dai rappresentanti Potere al Popolo rimasti coinvolti nelle cariche della polizia: «L’amministrazione non ha mantenuto la promessa di negare gli spazi a forze neofasciste. Abbiamo deciso di sostenere un antifascismo popolare che si riprende le piazze con decisione e coerenza affrontando i manganelli della polizia che a freddo senza alcuna motivazione ha caricato provocando diversi contusi. Dopo queste tensioni abbiamo deciso di occupare simbolicamente la sede del Pd che giudichiamo tra i principali responsabili dello sdoganamento fascista. Come Potere al Popolo continueremo a presidiare le piazze e i quartieri per impedire agibilità a chi spaccia odio e intolleranza».

Anche altri gruppi antifascisti stigmatizzano il sindaco: «Una nostra compagna di 70 anni è stata colpita da una manganellata in modo vigliacco mentre parlava - fanno sapere - quanto è accaduto è principalmente responsabilità del sindaco Franco Mungai del Pd che poteva trovare alternative legali per non concedere ai fascisti del terzo millennio la sala».

(cbm)

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