Il presidio
Troppe nascite premature: proseguono le indagini sul tallio
La Regione ha finanziato un’altra fase di analisi sui residenti di Valdicastello e delle zone esposte anche se la prevalenza di neonati sottopeso riguarda soprattutto la zona del Pollino
PIETRASANTA. Tallio: nelle zone esposte alla contaminazione la percentuale di neonati prematuri e sottopeso è maggiore rispetto al resto del territorio. Da qui il via libera, da parte della Regione – d’intesa con Asl – alla terza fase di analisi epigenetiche sui residenti di Valdicastello e delle zone esposte. Via libera, certificato con una delibera del 29 gennaio scorso, che era da tempo nei programmi e che riguarderà la popolazione dei minori che si trovano nelle aree a rischio. Con una postilla di rilievo: secondo i dati resi noti da Asl e Regione, la problematica in questione emerge soprattutto in zona Pollino e non a Valdicastello o nel centro storico. E al Pollino più che il tallio a finire sotto accusa, sempre nel leggere la delibera della Regione, è l’inceneritore oggi dismesso.
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«Lo studio epidemiologico retrospettivo ha evidenziato che dei 2.102 nati nel periodo 2000 – 2015, 1.056 maschi e 1.046 femmine, 117 sono residenti a Valdicastello e 393 in una delle tre zone di esposizione. La prevalenza di nati con basso peso – sotto i 2 kg e mezzo – è del 5, 2% a Valdicastello, del 7,8% nell’area di esposizione complessiva e del 6,1% nel resto di Pietrasanta. La prevalenza di nati pretermine (entro le 37 settimane di gestazione) è del 2,6% nella frazione di Valdicastello – precisa la delibera –, del 5,7% nell’area di esposizione complessiva e del 4, 5% nel resto del comune. Nelle aree interessate dall’inquinamento dell’acquedotto si rileva un aumento di rischio ai limiti della significatività statistica del 43% per il basso peso alla nascita e del 40% per la nascita pretermine, sempre rispetto al resto del territorio di Pietrasanta. Per Valdicastello le numerosità dei casi di basso peso alla nascita e di nascite pretermine sono talmente ridotte da non consentire un’affidabile interpretazione dei risultati.In una ulteriore analisi è stato escluso il Pollino in quanto si tratta di un’area che potrebbe avere risentito anche di altre esposizioni ambientali, in particolare alle emissioni di un inceneritore, oggi non più attivo. Uno dei segnali più frequentemente riportati in letteratura sull’impatto degli inceneritori di nuova generazione è proprio il basso peso alla nascita. Nell’analisi che, dunque, include solo la frazione di Valdicastello e il centro storico di Pietrasanta, l’aumento di rischio di basso peso alla nascita scende dal 43% al 24%, e di nascita pretermine dal 40% all’11%. Alla luce di questi dati, si può quindi ipotizzare – spiegano dalla Regione – un’esposizione prenatale che, seppure minima, potrebbe interferire, mediante meccanismi epigenetici, con l’insorgenza di altre patologie nel corso della vita». Da qui l’esigenza di una nuova fase di controlli.
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