Sicurezza a Massarosa, il sindaco: «Più pattuglie finché servono» - Video
Centinaia di persone all’assemblea convocata dopo i troppi furti avvenuti a Massarosa
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PIANO DI CONCA. Due punti. Irremovibili. Sono le promesse del sindaco Franco Mungai alla cittadinanza: «Rimarranno i rinforzi alle pattuglie fino alla fine dell’emergenza, nel frattempo lavoreremo per i controlli di vicinato». Nessuno ha paura di parlare di un allarme nel territorio né l’amministrazione, né il maresciallo dei carabinieri di Massarosa Massimo Merlo.
«L’amministrazione sta facendo il possibile per fare la sua parte: ci sono le telecamere che riprendono le targhe e, dopo l’incontro con il prefetto Maria Laura Simonetti, siamo riusciti ad avere più macchine per fare controlli nel territorio. Ma il problema è molteplice: i farabutti vanno catturati e bisogna fare in modo che quando vengono presi non siano subito rimessi in libertà. Questo – ha detto il sindaco a una sala gremita – non solo crea un clima di paura nella gente ma svilisce anche il lavoro delle forze dell’ordine il cui lavoro viene vanificato».
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Che poi siano tre, quattro, una banda o più gruppi, questo non è chiaro. Ma il problema c’è ed è per questo che centinaia di persone ieri sera sono accorse all’auditorium della scuola di Piano di Conca. E le istanze erano diverse ma tutte guidate da una sola necessità: quella di sentirsi tranquilli in casa propria.
«Siamo qui perché abbiamo paura – hanno detto passandosi il microfono – non possiamo chiamare l’esercito? Carabinieri sono troppo pochi e non riescono a coprire tutto il territorio. Siamo disposti a organizzarci per aiutare nelle indagini: possiamo fare ronde, andare in giro in macchina». Qualcuno addirittura propone di mettere una quota per assoldare una vigilanza privata. Proprio Merlo ha voluto dare alcune dritte su come segnalare i casi di reati e sulle persone sospette.
«Venite in caserma se sapete qualcosa – ha consigliato alla folla – venite a fare denuncia. Noi non facciamo indagini con chiacchiere da bar: in certe situazioni viene sempre fuori dopo che qualcuno sapeva o che qualcuno ha visto. In occasioni come questa sembra che tutti sappiano. Ma in realtà nessuno parla quando siamo noi ad andare nei posti a chiedere». Si è spiegato come i malviventi siano ladri di professione e segnalare in maniera corretta serve per le indagini: «Servono dati per valutare la situazione e noi sappiamo cose che non possiamo divulgare per non intralciare il lavoro. Si facciano segnalazioni ma non in maniera discriminata: si prendano i numeri di targa dei veicoli sospetti, anche parziali. E – un consiglio su come agire – chiamate subito i carabinieri, solo dopo postatelo sui social network». Merlo conferma la presenza di pattuglie in borghese. Sui vari oggetti trovati nei luoghi dei furti svela che «i ladri prendono sul posto gli attrezzi per lo scasso e non passano quasi mai dalla strada».
Questo è solo un primo incontro: la seconda assemblea, rivolta agli abitanti delle frazioni nella parte sud, è fissata per martedì prossimo alle ore 21 all’auditorium della scuola media di via Cavalieri di Vittorio Veneto a Massarosa.
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