L’incubo guerra è anche di cartapesta
Scenari apocalittici e scheletri non trionfano soltanto sui carri. Ma c’è anche qualcuno che si rifugia nella poesia
VIAREGGIO. E ora si riparte da zero. Concluso il dominio di Luca Bertozzi scattato il meccanismo di avanzamenti e retrocessioni fra le varie categorie, nelle mascherate di gruppo si volta pagina: chi, tra i nove in concorso, scriverà il proprio nome sull’albo d’oro?
La guerra è un gioco di Silvano Bianchi. Satira politica in piena regola con Trump, Putin e Kim Jong-un impegnati a giocare a Risiko: si presenta così il giovane Bianchi, neopromosso dalle maschere isolate.
E-venti di guerra di Michele Canova. La mascherata è ispirata a un’opera di Enrico Baj: l’invito di Canova agli spettatori è di ritrovare la propria umanità nello sbeffeggiare questi grotteschi generali.
A che ora è la fine del mondo? di Emilio Cinquini. Si parla di Trump e degli arsenali nucleari americani, ma anche delle grandi potenze che minacciano la pace tra le nazioni con la loro personale corsa agli armamenti.
What about Earth? di Roberto De Leo e Vania Fornaciari. È l’inquinamento il tema di questa mascherata, resa ancora più esplicita dall’utilizzo di veri rifiuti come bottiglie in plastica e sacchetti.
Il gregge di Marzia Etna. Trump è il pastore che deve proteggere le sue pecore con i volti dei capi di Stato europei dalle insidie del lupo, qui rappresentato dal leader nordcoreano Kim Jong-un.
La natura siamo noi di Giampiero Ghiselli e Maria Chiara Franceschini. Una dolce e poetica mascherata che esorta gli spettatori a riscoprire il profondo legame con la natura, da molti dimenticato.
Día de los muertos di Libero Maggini. Omaggio all’omonima antica tradizione popolare messicana che, secondo Maggini, ben si riallaccia al Carnevale di Viareggio.
Veleno di Giacomo Marsili. Il protagonista è un serpente, simbolo di chi incanta la mente umana tenendola all’oscuro del male che ci circonda: per nostra fortuna ci pensa Pinocchio a domarlo.
Danza! di Adolfo Milazzo. Gioca ancora una volta con i colori Milazzo, in particolare con l’alternanza tra bianco e nero e tonalità policromatiche: la nostra vita è vista come metafora di una danza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

