Un’impresa su cinque in Versilia è gestita da donne
Si trovano sulla costa quasi la metà delle aziende lucchesi. Ma il loro numero è sceso dell’1,4 per cento rispetto al 2017
VIAREGGIO. Versilia regina lucchese per l’imprenditoria al femminile. È questo è il dato che emerge dall’ufficio Statistica della Provincia di Lucca. Nei sette Comuni della Versilia ci sono infatti 3.734 imprese gestite da donne su un totale di 16.670. Un bel traguardo se si considera che in tutta la Provincia di Lucca ci sono 8.298 imprese “rosa”.
I dati. A guidare la classifica e conquista quindi il fiocco rosa per le imprese è ovviamente Viareggio con 1.468 imprese gestite da donne. Viene seguita da Camaiore con 720 imprese. Seguono Pietrasanta con 610 imprese femminili, Massarosa con 368, Forte dei Marmi con 284 imprese registrate che sono gestite da donne, Seravezza con 233. E infine Stazzema con 51 aziende guidate dal gentil sesso. Ma se da una parte il numero assoluto ci può far capire dove sono collocate le imprese, dall’altra è più rilevante constatare il tasso d’incidenza, ovvero la percentuale che queste imprese che definiamo “rosa” hanno rispetto al totale delle aziende registrate. Ed è qui infatti che notiamo qualche cambiamento. Se Viareggio è prima per numero assoluto, l’incidenza maggiore si trova a Forte dei Marmi con il 28, 3% delle imprese al femminile, quasi una su tre. Segue poi Pietrasanta con una percentuale che si stabilisce al 22,8%, segue poi Viareggio con il 22,4%. In coda ci sono Camaiore con il 21,9%, Massarosa con il 20,6%. Fanalino della Versilia è Seravezza: qui appena una su cinque è un’impresa femminile. Qui la percentuale è la più bassa dei sette Comuni costieri: il 20,1%.
I settori. Turismo e commercio solo gli ambiti in cui le donne eccellono e dove preferiscono spendere la propria forza lavoro. Per questo troviamo che delle 3.734 aziende femminili in Versilia circa un terzo sono nle commercio all’ingrosso e al dettaglio con oltre 1.153 aziende. Segue poi il settore Turismo che conta 562 attività di servizi per l’alloggio e la ristorazione (uno su tre rispetto al totale). Il dato interessante viene fornito dall’incidenza sul totale: nel settore dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca le donne guidano 284 aziende che corrispondono al 35,1% di tutte le imprese. Al primo posto dell’incidenza però c’è la Sanità e i servizi di assistenza: 26 aziende in Versilia corrispondono al 40% dell’intera offerta della nostra zona.
Tempi duri. Ma non è tutto oro quello che luccica. I lunghi strascichi della crisi non fa distinzione di genere e, rispetto al 2016, si è registrata una flessione dell’1,4%. Si sono perse nell’arco di un anno 53 imprese femminili. A farne maggiormente le spese è stato il Comune di Stazzema che ha visto chiudere il 7,3% delle sue attività femminili. Anche il Comune di Forte ha avuto discrete perdite con un 2,1% di imprese chiuse. In generale in nessuna zona della Versilia c’è stato tra il 2016 e il 2017 un segno più. Perdite contenute a Seravezza che ha perso solamente un’azienda (lo 0,4% del totale).
Cos’è un’azienda “rosa”. Si considerano “imprese femminili” le imprese partecipate in prevalenza da donne. Il grado di partecipazione di genere viene calcolato sulla base di più fattori: dalla natura giuridica dell’impresa, dall’eventuale quota di capitale appartenente a ciascun socio donna e dalla percentuale di donne presenti tra gli amministratori o titolari o soci dell’impresa. In generale si considerano femminili le imprese la cui partecipazione di donne risulta complessivamente superiore al 50%. Il grado di imprenditorialità femminile viene definito in base alla maggiore o minore partecipazione delle donne negli organi di controllo e nelle quote di proprietà dell’impresa.
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