Il Tirreno

Versilia

Il giudice ordina di sgomberare l’accampamento rom a Querceta

di Gabriele Buffoni
Il giudice ordina di sgomberare l’accampamento rom a Querceta

Il provvedimento chiesto dalla procura ha anticipato quello programmato dal Comune  Sequestrati tende, teloni e tutto il materiale raccolto nel terreno privato occupato abusivamente 

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QUERCETA. L’accampamento rom in via Rotta, a Querceta, è stato ancora una volta smantellato. Tende da campeggio, bombole piene di gas, fornelli, suppellettili, materassi e un cumulo di biciclette. Ci sono anche due sacchi – uno pieno di scatole ancora intere di chewing-gum e l’altro di vecchi cellulari smontati – nella quantità ingente di materiale portato via ieri dal campo abusivo. Stavolta però il provvedimento non è partito dall’amministrazione di Seravezza ma direttamente dall’ufficio del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca.

In seguito proprio allo sgombero attuato dalla polizia municipale seravezzina lo scorso 27 settembre, le famiglie rom cacciate dalle baracche erano tornate in breve tempo a presentarsi sul territorio. Poco oltre, sempre lungo via Rotta, il gruppo di nomadi aveva ricreato – ancora una volta abusivamente – un nuovo accampamento: nonostante l’iniziativa di raccolta differenziata avviata privatamente – e con discreto successo – con Ersu, il proprietario del terreno aveva comunque presentato il 7 ottobre scorso la dovuta segnalazione al comando della polizia municipale di Seravezza e l’amministrazione comunale poco più tardi aveva avviato la lunga trafila di procedure burocratiche per ottenere dalla questura l’autorizzazione a un nuovo sgombero.

Ad anticipare i tempi tecnici, tuttavia, stavolta ci ha pensato la procura della repubblica del tribunale di Lucca che ha chiesto e ottenuto dal gip Antonia Aracri il sequestro preventivo di tutto il materiale presente nell’area in cui si erano accampati i 17 individui di etnia rom identificati – in seguito a due sopralluoghi distinti – dai vigili urbani seravezzini: il reato contestato è quello di concorso in “invasione di terreno al fine di occuparlo”, stabilito dall’articolo 633 del codice penale.

Ieri mattina alle ore 8 quindi i carabinieri del comando provinciale di Lucca – coordinati dal comandante del gruppo investigativo e coadiuvati dai militari delle stazioni di Querceta e Viareggio – insieme al corpo forestale di Pietrasanta e alla polizia municipale di Seravezza si sono presentati presso l’accampamento abusivo in via Rotta disponendo i lavori di smantellamento e, successivamente, conducendo i rom presenti alla stazione dell’Arma di Viareggio per il fotosegnalamento. Presente sul posto anche l’assessore alla sicurezza del territorio Dino Vené, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul provvedimento. «Non si tratta di un’iniziativa dell’amministrazione – si è limitato a dire – il comando della polizia municipale è stato avvisato solo alcuni giorni fa e il Comune provvede unicamente al supporto logistico con i suoi operai per lo sgombero e fornendo i locali dove riporre i materiali per tutta la durata del sequestro».

Sul piede di guerra invece Silvano Tartarini, presidente del Coordinamento Rom Versilia. «Ci muoveremo per vie legali chiedendo il dissequestro – dichiara l’ex numero uno dei Berretti Bianchi – qui si sta inasprendo la situazione e non c’è una logica in questi interventi da parte delle autorità. In quest’area i rom stavano seguendo anche un progetto di raccolta differenziata, adesso va tutto in fumo».

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