Il Tirreno

Versilia

Strage, dopo due anni arriva l’incontro col direttore di Ansf

di Donatella Francesconi
Strage, dopo due anni arriva l’incontro col direttore di Ansf

Ad un anno dalla sentenza oggi i familiari nella sede dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie

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VIAREGGIO. Due anni di richieste e di tempo, ma oggi è il gran giorno: a Firenze i rappresentanti dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio incontreranno Amedeo Gargiulo, direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie.

«Dopo varie richieste inviate, e a seguito dell’incontro avvenuto a Firenze tra il nostro presidente (Marco Piagentini, ndr) e lo stesso Gargiulo - si legge nella nota dell’associazione “Il mondo che vorrei” - siamo finalmente arrivati ad un appuntamento importantissimo. La presenza dell’associazione, i temi e le domande che vorremmo portare all’attenzione della Agenzia nazionale saranno rivolti soprattutto all’argomento ampiamente illustrato nelle 1.200 pagine delle motivazioni della sentenza della strage di Viareggio, ovvero la sicurezza che non c’è stata e che ancora oggi continua ad essere carente». Sentenza arrivata ormai un anno fa, il 31 gennaio del 2017, e che vedrà il processo d’appello tenersi - con tutta probabilità - nel 2019.

Un incontro, quello con Ansf - ricordano insieme “Il mondo che vorrei” ed Assemblea 29 giugno - cui si arriva «perché da oltre 8 anni e mezzo siamo impegnati in questo fondamentale settore. Da quando quel 29 giugno del 2009 sono morti i nostri cari e molti altri hanno riportato, per sempre, le conseguenze di gravissime ustioni».

Se fossero necessarie altre motivazione, ricorda la nota, oggi ce n’è una in più: «La sentenza di 1° grado del Tribunale di Lucca che ha sancito le pesantissime responsabilità dell'ex ad Moretti, degli altri dirigenti di Ferrovie e Ansf (Elia, Soprano, Margarita, e altri) e delle aziende coinvolte, fra cui: la mancanza della valutazione dei rischi per il trasporto di merci pericolose, la mancanza delle misure (antisvio, minor velocità, muro) che avrebbero, se non evitato, di gran lunga ridotto le conseguenze del disastro».

I familiari delle vittime delle strage di Viareggio assicurano: «Non ci fermeremo. Sappiamo che se vogliamo invertire questo percorso, se vogliamo che si concretizzi un giorno "Mai più", dobbiamo impegnarci in prima persona e "sollecitare" chi ha responsabilità nel campo della sicurezza a fare la propria parte».

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