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Cannavacciuolo e i Rolling Stones: sui carri piccoli non c’è solo la satira

di Simone Pierotti
Cannavacciuolo e i Rolling Stones: sui carri piccoli non c’è solo la satira

La politica resta protagonista fre le costruzioni di seconda categoria, ma c'è anche chi punta su cucina e musica

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VIAREGGIO. Il quesito è più complicato di quanto si possa credere: chi raccoglierà in seconda categoria l’eredità di Jacopo Allegrucci, il dominatore incontrastato dell’ultimo quinquennio, appena salito tra i carri grandi? La risposta è tutt’altro che scontata, anche alla luce dell’aumento del numero di costruzioni in concorso (da quattro a cinque). Si riparte da zero con il neopromosso Luca Bertozzi, con la nuova coppia formata da Priscilla Borri e Andrea Patalano, con il retrocesso Franco Malfatti e con Edoardo Ceragioli e Luciano Tomei, coloro che sono quasi sempre finiti sul podio nel recente passato: saranno loro a concorrere in seconda categoria per le prossime tre edizioni.

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Satisfaction di Luca Bertozzi. Per il gran debutto fra i carri il giovane Bertozzi, considerato all’unanimità uno dei migliori giovani talenti della Cittadella, rende omaggio al Sessantotto e in particolare al tormentone dei Rolling Stones che diede il via alla stagione delle contestazioni giovanili e dell’immaginazione al potere. «In questa canzone si canta, o meglio, si sputa rabbia, si grida, e si lamenta l’impossibilità di essere soddisfatti per un giovane dell’epoca», è il pensiero del carrista. Un’insoddisfazione sociale, un senso costante di inquietudine che si ritrovano a distanza di mezzo secolo anche nei ragazzi di oggi. Dai viali a mare si alzerà così un nuovo canto di rivolta proprio sotto i mascheroni con i volti di Mick Jagger e degli altri componenti della band, protagonista pochi mesi fa di un memorabile concerto a Lucca.

Una curiosità legata ai costumi, rigorosamente in stile anni Sessanta e Settanta: ogni figurante l’ha potuto personalizzare a modo suo, con abiti usati e rimanenze d’armadio.

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Rifiuti da incubo di Priscilla Borri e Andrea Patalano. Dopo aver saltato un anno, Borri riparte dalla seconda categoria con una nuova avventura e un nuovo braccio destro: si tratta di Andrea Patalano con cui ha ideato e realizzato questa satira sull’inefficienza nell’Italia attuale, in particolare sulle pensioni d’oro e sui vitalizi. Lo Stivale viene qui raffigurato come un ristorante sull’orlo del fallimento: la pentola bolle eccessivamente, il coperchio sta per saltare e c’è dunque bisogno dell’intervento salvifico di qualcuno. E così a dominare la scena è il gigantesco faccione di Antonino Cannavacciuolo: lo chef stellato napoletano getterà via i rifiuti, cestinerà i piatti a base di diritti acquisiti e sprechi e riporterà alla luce le eccellenze del “ristorante Italia”. Il ‘vero’ Cannavacciuolo, oltretutto, è arrivato proprio in questi giorni in città per registrare una puntata della sua trasmissione “Cucine da incubo”.

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La mafia non esiste di Edoardo Ceragioli. Concepito originariamente come un progetto dedicato alla memoria di Peppino Impastato, il giovane attivista siciliano assassinato da Cosa Nostra esattamente quarant’anni fa, il nuovo carro di Ceragioli è diventato una denuncia non tanto contro la criminalità organizzata quanto contro l’omertà che continua ad alimentarla. La figura centrale è un Pinocchio vestito alla don Vito Corleone, adagiato su una poltrona scalcinata che poggia sui cumuli di macerie delle stragi di Capaci e via D’Amelio in cui persero la vita i magistrati Falcone e Borsellino: come nel racconto scritto da Collodi non mancano la fata turchina, qui rappresentata da Giulio Andreotti, e il grillo parlante, la voce della coscienza che viene però imbavagliata. “La mafia uccide, il silenzio pure: noi ci dobbiamo ribellare prima che sia troppo tardi, prima di abituarci alle loro facce, prima di non accorgersi più di niente” ammonisce Ceragioli citando uno scritto di Impastato.

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Lo spaventapasseri di Franco Malfatti. Sprofondato in seconda categoria dove mancava dal 1995, Malfatti tenta la risalita con questa satira politica sul ruolo egemone della Germania in Europa a discapito dei Paesi più poveri che s’ispira al mondo delle campagne. In un immaginario campo di grano, simbolo del potere economico e del benessere, un vecchio contadino decide di costruire uno spaventapasseri per allontanare uccellacci malintenzionati: in soffitta trova però abiti e cimeli che rievocano un passato da dimenticare come il regime di Hitler e mettono davvero paura. Le spighe oscilleranno a seconda del vento che spira, proprio come un vero campo di grano.

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Io sono io e voi non siete un K… di Luciano Tomei. A poche settimane dalle elezioni politiche Tomei si affida alla satira politica prendendo di mira il Movimento 5 Stelle e il suo leader Beppe Grillo, ritenuto la figura perfetta per recitare il ruolo del marchese del Grillo, il personaggio interpretato da Alberto Sordi che nell’omonimo film diretto da Mario Monicelli pronuncia la celebre frase che dà il titolo al carro. Qui il comico genovese gongola tutto stravaccato su una cornucopia colma di denaro: davanti a lui da un gigantesco schermo escono il candidato premier Luigi Di Maio e l’onorevole Alessandro Di Battista, sorta di cani da guardia di Grillo. Alle sue spalle appare un’enorme ragnatela - la Rete di Internet - dove si annidano gli elettori del Movimento 5 Stelle, anonimi manichini intenti a spippolare sul proprio personal computer e a votare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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