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Il caso Carbonaie in Regione Interrogazione 5Stelle
Giannarelli: «Se la situazione è pericolosa i cittadini devono saperlo» Il Movimento chiede le relazioni Arpat sullo stato del sottosuolo dell’ex discarica
VIAREGGIO. Approda in Regione la vicenda della bonifica delle Carbonaie. O meglio, “torna” in Regione visto che la bonifica è stata pagata da Firenze a suon di milioni. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interrogazione dopo che il Tirreno aveva reso nota l’esistenza di un fascicolo della Procura di Lucca che ha preso il via - ricorda il consigliere regionale Giacomo Giannarelli - «da rilievi Arpat mai pubblicati».
La campagna elettorale - scrive Giannarelli - «non è una giustificazione per tenere nascosta la verità ai cittadini su quanto li riguarda. Con 6,5 milioni di euro dei toscani il capitolo bonifica dell’ex discarica Carbonaie doveva essere chiuso. Invece la Procura lo sta riaprendo ipotizzando fatti gravi come che l’intervento non sia stato risolutivo. Se Arpat ha notizie dell’inquinamento di falda deve pubblicarle. L’ex discarica delle Carbonaie è ad un passo dal Lago di Massaciuccoli: se la situazione è pericolosa per i cittadini e per l’ambiente abbiamo il diritto di saperlo e la giunta Pd-Rossi ha il dovere di dirlo pubblicamente».
I Cinque stelle avanzano alla Regione una richiesta precisa: «Vogliamo leggere i rapporti Arpat sul tema e capire cosa intenda fare la Regione per risolvere una situazione che sulla stampa è stata già battezzata, senza smentite, un “bomba ambientale”. Dopo anni dove l’area era rimasta una discarica a cielo aperto di rifiuti abbandonati, servono risposte e soluzioni anche su questo punto».
L’area della discarica è oggi della Viareggio Patrimonio dichiarata fallita e affidata al curatore Donato Bellomo. Il quale è stato il primo a chiedere chiarezza su cosa sia stato effettivamente fatto o non fatto alla ex discarica.
Il sospetto - tutto da verificare - è che la bonifica non abbia toccato solo la matrice soprasuolo, lasciando al di sotto di essa una vera e propria bomba ambientale ad un passo dal Lago di Massaciuccoli. Come dimostravano le analisi delle acque tutto intorno alla ex discarica nell’imminenza del completamento dei lavori, tra 2014 e 2015.
Senza contare che per l’ex discarica furono acquistati tutti gli arredi esterni che oggi sono andati distrutti a distanza di meno di tre anni e fu costruita una casa in legno che avrebbe dovuto essere utilizzata come punto informativo, ma anche ristoro per l’area che avrebbe dovuto avere destinazione turistica, con tanto di escursioni in bicicletta e mountain bike.
Niente di tutto questo si è invece realizzato, con buona pace del denaro pubblico che è stato speso inutilmente.
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