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Stazzema, Pieraccioni si iscrive alla città antifascista: "Per me è un onore"

Il regista e attore aderisce all'iniziativa lanciata dal Comune in cui si consumò l'eccidio nazista. L'adesione con una mail inviata al sindaco: "In un momento di totale sbandamento per quello che sono gli ideali del futuro, almeno il passato ci ha dato delle risposte precise su quello che era giusto e quello che era sbagliato"


20 gennaio 2018


STAZZEMA «Ciao sindaco! È stato per me un onore andare subito ad iscrivermi alla vostra anagrafe». Stazzema chiama e anche il mondo dello spettacolo risponde. Adesso fra i cittadini del registro antifascista c’è anche il regista e attore fiorentino Leonardo Pieraccioni (in foto). Questa volta la comicità però non c’entra, il tema è serio. E anche Pieraccioni, con il suo fare toscano, si è saputo calare nella parte. Poche, ma chiare, le righe di commento con cui ha motivato la sua adesione.

«In un momento di totale sbandamento per quello che sono gli ideali del futuro, almeno il passato ci ha dato delle risposte precise su quello che era giusto e quello che era sbagliato. Ricordarselo, anche con la vostra anagrafe, è una cosa doverosa». Pieraccioni ha scritto questo messaggio in una email indirizzata al sindaco di Stazzema Maurizio Verona, fautore con la sua amministrazione di questa iniziativa. Così, mentre il numero degli iscritti al registro antifascista sale a quota 9 mila, la platea di personaggi si amplia. Leonardo Pieraccioni – diventato celebre nel 1996 con il film il Ciclone – è fra i professionisti del cinema italiano più riconosciuti. Ma si attende nei prossimi giorni anche l’adesione di altri big del mondo dello spettacolo. L’importanza di avere certe icone iscritte al registro antifascista lo spiega il sindaco. «È tutto positivo – dice Verona – perché quotidianamente stanno crescendo gli iscritti. Ed è interessante il fatto che stiano aderendo anche persone del mondo dello spettacolo e della cultura: fa presagire il fatto che sia un qualcosa che tendenzialmente crescerà nel tempo, perché grazie a loro l’iniziativa verrà conosciuta anche dai loro fan e sostenitori».

Fra gli iscritti ci sono anche politici, giornalisti e scrittori. Ad esempio la vice presidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi, e la sottosegretaria al ministero dell’Ambiente Silvia Velo, lo scrittore, regista e conduttore della trasmissione Blu notte Carlo Lucarelli. I deputati Paolo Fontanelli e Vannino Chiti. Inoltre, dalla metà della prossima settimana potranno aderire al registro anche gli enti pubblici. Fra i primi a fare questo passo c’è il comune di Carrara. «L’iniziativa si sta implementando: si potrà registrarsi anche come ente. Alcuni comuni – racconta Verona – hanno già deliberato questa adesione. Ad esempio Carrara, il comune di Castiglion Fibocchi (in provincia di Arezzo) il cui sindaco ci ha scritto». C’è poi il comune di Collesalvetti, che come giunta ha preso parte al registro antifascista, e ancora l’Anpas e l’Anpi. «Insomma, c’è stata una risposta da parte di personaggi di valore e provenienza diversi, da quello politico, dallo spettacolo a quello istituzionale». L’idea di realizzare un comune virtuale, di soli antifascisti, è nata per due motivi. Da una parte per imporre un’azione di memoria e di conoscenza dei valori di democrazia e libertà su cui si è fondato l’antifascismo.

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