Sindaci in pressing sull’Asl «Basta disagi per i pazienti»
di Matteo Tuccini
Il 1º febbraio consiglio comunale unificato della Versilia a Villa Bertelli Chiesta la verifica su macchinari e personale per velocizzare visite ed esami
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VIAREGGIO. I sindaci della Versilia vanno in pressing sull’Asl. L’obiettivo è ridurre i disagi subiti dai pazienti, in particolare velocizzare i tempi d’attesa di visite ed esami medici. Partendo da una verifica, chiesta dai sindaci stessi, su quanti macchinari ci siano a disposizione della diagnostica dell’ospedale, quanto lavorano e con quale personale. Ma i Comuni vogliono anche capire dall’Asl quale sia la situazione dei posti letto del “Versilia”; che cosa debba aspettarsi un pronto soccorso da oltre 80mila accessi all’anno in termini di possibili rinforzi e nuove macchine a disposizione; che cosa si intenda fare per la consegna a singhiozzo di farmaci e attrezzature, che mettono in difficoltà l’attività quotidiana. Con i primari e i responsabili di settore a lamentarsi, neanche troppo velatamente: lo hanno raccontato nei questionari sottoposti dal Sant’Anna di Pisa a proposito di come vanno le cose nella sanità nostrana.
Il primo approccio diretto con l’Asl ci sarà il 1º febbraio a Villa Bertelli, dove intorno alle 17 si terrà il consiglio comunale unificato sulla sanità: un’esperienza simile a quella del 2011, quando al Pucciniano di Torre del Lago si riunirono le assemblee comunali, su idea dell’allora sindaco di Viareggio Luca Lunardini. Rispetto ad allora il ruolo di Viareggio sembra più defilato, nonostante il sindaco Giorgio Del Ghingaro sia appena stato rinominato alla presidenza della Conferenza dei sindaci: ieri Il Tirreno lo ha cercato per capirne di più, senza ottenere risposta. Di sicuro parteciperanno i consiglieri di Camaiore, Massarosa, Seravezza, Stazzema e Forte dei Marmi; il Comune di Pietrasanta è commissariato, quindi non può partecipare. Secondo quanto si apprende da Adolfo Del Soldato, presidente del consiglio di Massarosa che sta coordinando l’iniziativa, «l’assemblea sarà, per motivi di forza maggiore, diversa da un consiglio comunale qualunque: troppi i partecipanti. Gli interventi saranno limitati ai rappresentanti dei lavoratori Asl o a soggetti che hanno specifico interesse». I cittadini, dunque, non potranno intervenire. Di sicuro ci sarà anche la stessa Asl, rappresentata ai livelli massimi dalla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis.
È soprattutto a lei che i Comuni cercheranno di mettere il sale sulla coda. Siamo ancora lontani da una marcatura di quelle asfissianti, che impediscono di ragionare e costringono a gettare il pallone fuori. Senza considerare che il consiglio comunale unificato è una richiesta partita dalle opposizioni in Versilia, in primis la seravezzina Vanessa Greco. Ma sindaci e consiglieri non possono rimanere inerti di fronte a un clima che non è proprio il massimo. Anche all’interno dell’ospedale stesso. Nessuno discute la qualità del “Versilia” e dei suoi professionisti, in media nettamente migliori rispetto ad altre strutture. Ma l’impressione è che sia diventato sempre più difficile accedere al servizio sanitario pubblico. Su visite ed esami i tempi restano lunghi «e non a caso – afferma il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto – spuntano come funghi in tutta la Versilia studi medici privati. Rispettiamo l’iniziativa imprenditoriale, ma l’Asl dovrebbe farsi qualche domanda». L’ospedale lavora tantissimo in tutti i settori, dal pronto soccorso alla chirurgia, ma l’impressione è che non ci siano le forze adeguate. Né la strumentazione. A questo proposito i sindaci hanno chiesto una verifica dei macchinari a disposizione della diagnostica, oltre che dei posti letto e del personale del “Versilia”.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo approccio diretto con l’Asl ci sarà il 1º febbraio a Villa Bertelli, dove intorno alle 17 si terrà il consiglio comunale unificato sulla sanità: un’esperienza simile a quella del 2011, quando al Pucciniano di Torre del Lago si riunirono le assemblee comunali, su idea dell’allora sindaco di Viareggio Luca Lunardini. Rispetto ad allora il ruolo di Viareggio sembra più defilato, nonostante il sindaco Giorgio Del Ghingaro sia appena stato rinominato alla presidenza della Conferenza dei sindaci: ieri Il Tirreno lo ha cercato per capirne di più, senza ottenere risposta. Di sicuro parteciperanno i consiglieri di Camaiore, Massarosa, Seravezza, Stazzema e Forte dei Marmi; il Comune di Pietrasanta è commissariato, quindi non può partecipare. Secondo quanto si apprende da Adolfo Del Soldato, presidente del consiglio di Massarosa che sta coordinando l’iniziativa, «l’assemblea sarà, per motivi di forza maggiore, diversa da un consiglio comunale qualunque: troppi i partecipanti. Gli interventi saranno limitati ai rappresentanti dei lavoratori Asl o a soggetti che hanno specifico interesse». I cittadini, dunque, non potranno intervenire. Di sicuro ci sarà anche la stessa Asl, rappresentata ai livelli massimi dalla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis.
È soprattutto a lei che i Comuni cercheranno di mettere il sale sulla coda. Siamo ancora lontani da una marcatura di quelle asfissianti, che impediscono di ragionare e costringono a gettare il pallone fuori. Senza considerare che il consiglio comunale unificato è una richiesta partita dalle opposizioni in Versilia, in primis la seravezzina Vanessa Greco. Ma sindaci e consiglieri non possono rimanere inerti di fronte a un clima che non è proprio il massimo. Anche all’interno dell’ospedale stesso. Nessuno discute la qualità del “Versilia” e dei suoi professionisti, in media nettamente migliori rispetto ad altre strutture. Ma l’impressione è che sia diventato sempre più difficile accedere al servizio sanitario pubblico. Su visite ed esami i tempi restano lunghi «e non a caso – afferma il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto – spuntano come funghi in tutta la Versilia studi medici privati. Rispettiamo l’iniziativa imprenditoriale, ma l’Asl dovrebbe farsi qualche domanda». L’ospedale lavora tantissimo in tutti i settori, dal pronto soccorso alla chirurgia, ma l’impressione è che non ci siano le forze adeguate. Né la strumentazione. A questo proposito i sindaci hanno chiesto una verifica dei macchinari a disposizione della diagnostica, oltre che dei posti letto e del personale del “Versilia”.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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