Delitto Iacconi, la Procura fa ricorso contro la sentenza
di Matteo Tuccini
Bianchi e Fialdini condannati a 15 e 18 anni: il pm Polino ne aveva chiesti 30 Gli avvocati difensori: «Ne prendiamo atto, confidiamo nel giudizio di appello»
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VIAREGGIO. La Procura di Lucca fa ricorso in appello contro le condanne di Federico Bianchi, 23 anni, e Alessio Fialdini, 22, i cosiddetti “maggiorenni” – così chiamati perché gli altri due accusati erano minorenni all’epoca dei fatti – finiti sotto processo per la morte di Manuele Iacconi, 34. Il giudice del tribunale di Lucca aveva inflitto 15 anni e 8 mesi di carcere a Bianchi e 18 anni a Fialdini per l’omicidio di Manuele e il tentato omicidio del suo amico, Matteo Lasurdi, fatti avvenuti il 31 ottobre del 2014.
Secondo quanto si è potuto apprendere il pm Sara Polino ha deciso di rivolgersi alla Corte d’Assise d’Appello, dove si andrà per discutere il processo di secondo grado a carico di Bianchi e Fialdini, dopo il mancato accoglimento della richiesta di condanna di 30 anni fatta dall’accusa: il massimo, considerato che il processo si celebrava con rito abbreviato e quindi non poteva essere dato l’ergastolo. Che con l’abbreviato diventa 30 anni di carcere. Il giudice, come detto, ha optato per pene più ridotte.
Della scelta della Procura prendono atto gli avvocati difensori dei due ragazzi, Massimo Landi (Fialdini) e Maria Laura Bitonte (Bianchi), che a loro volta hanno fatto ricorso contro la sentenza. «Confidiamo nel giudizio di appello e nelle motivazioni che abbiamo proposto a sostegno delle nostre impugnazioni», affermano i due legali.
Per l’omicidio di Manuele Iacconi, morto dopo un pestaggio a colpi di casco in Darsena nella notte di Halloween del 2014, sono quattro i giovani, tutti di Viareggio, condannati almeno in primo grado. Oltre a Bianchi e Fialdini, ci sono due ormai ex minorenni finiti sotto accusa, a cui sono già stati inflitti dodici anni di carcere a testa. Tutti i giudici di primo grado hanno creduto alla ricostruzione che hanno fatto gli inquirenti: la squadra Anticrimine del commissariato di Viareggio diretta da Lucio Chelotti, la Procura di Lucca e quella minorile di Firenze, quest’ultima competente perché due degli imputati avevano, come detto, diciassette anni. Proprio i due ormai ex minorenni avrebbero massacrato Iacconi e Lasurdi a colpi di casco: Manuele morirà un mese dopo, l’amico riuscirà a sopravvivere. Il primo colpo di casco a Manuele, secondo la ricostruzione dell’accusa, lo avrebbe dato Fialdini. Che poi avrebbe passato lo “strumento” nelle mani dell’amico, invitandolo a finire l’opera. Bianchi, invece, avrebbe la colpa di aver iniziato la rissa stendendo con un pugno sia Lasurdi che Iacconi.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Secondo quanto si è potuto apprendere il pm Sara Polino ha deciso di rivolgersi alla Corte d’Assise d’Appello, dove si andrà per discutere il processo di secondo grado a carico di Bianchi e Fialdini, dopo il mancato accoglimento della richiesta di condanna di 30 anni fatta dall’accusa: il massimo, considerato che il processo si celebrava con rito abbreviato e quindi non poteva essere dato l’ergastolo. Che con l’abbreviato diventa 30 anni di carcere. Il giudice, come detto, ha optato per pene più ridotte.
Della scelta della Procura prendono atto gli avvocati difensori dei due ragazzi, Massimo Landi (Fialdini) e Maria Laura Bitonte (Bianchi), che a loro volta hanno fatto ricorso contro la sentenza. «Confidiamo nel giudizio di appello e nelle motivazioni che abbiamo proposto a sostegno delle nostre impugnazioni», affermano i due legali.
Per l’omicidio di Manuele Iacconi, morto dopo un pestaggio a colpi di casco in Darsena nella notte di Halloween del 2014, sono quattro i giovani, tutti di Viareggio, condannati almeno in primo grado. Oltre a Bianchi e Fialdini, ci sono due ormai ex minorenni finiti sotto accusa, a cui sono già stati inflitti dodici anni di carcere a testa. Tutti i giudici di primo grado hanno creduto alla ricostruzione che hanno fatto gli inquirenti: la squadra Anticrimine del commissariato di Viareggio diretta da Lucio Chelotti, la Procura di Lucca e quella minorile di Firenze, quest’ultima competente perché due degli imputati avevano, come detto, diciassette anni. Proprio i due ormai ex minorenni avrebbero massacrato Iacconi e Lasurdi a colpi di casco: Manuele morirà un mese dopo, l’amico riuscirà a sopravvivere. Il primo colpo di casco a Manuele, secondo la ricostruzione dell’accusa, lo avrebbe dato Fialdini. Che poi avrebbe passato lo “strumento” nelle mani dell’amico, invitandolo a finire l’opera. Bianchi, invece, avrebbe la colpa di aver iniziato la rissa stendendo con un pugno sia Lasurdi che Iacconi.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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