Pioppogatto, la risposta di Ersu: «Prescrizioni Arpat già attuate»
di Donatella Francesconi
Il presidente Alberto Ramacciotti propone: un organismo terzo valuti le emissioni di tutti gli impianti Franco Mungai (Cav): la Regione fissa i flussi di rifiuti e l’Agenzia stabilisce che così non va
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VIAREGGIO. «Quegli accorgimenti sono stati già adottati» è la risposta del presidente di Ersu, Alberto Ramacciotti, in merito alla relazione di Arpat che indica nell’impianto di Pioppogatto (compostaggio rifiuti) la causa maggiormente probabile dei cattivi odori che hanno ammorbato Viareggio per l’intera estate e non solo. «I rifiuti dal Lazio non arrivano più», spiega Ramacciotti, «i camion non stazionano più fuori, i portelloni sono stati sistemati e addirittura ora ci sono le sirene che risuonano molto forte, il software è stato adeguato». Insomma, le prescrizioni dalla Regione non sono ancora formalmente arrivate, ma Ersu - dichiara il presidente - «si è già uniformato quanto richiesto. Sempre partendo dal sospetto che fosse Pioppogatto la causa dell’odore».
Detto tutto questo, Ramacciotti lancia un messaggio: «Si rende indispensabile fare una valutazione di tipo diverso. Cerchiamo un organismo terzo che faccia tutte le analisi del caso, a tutto campo, su tutti gli impianti visitati da Arpat». Ovvero anche su Salov e Morina. «Sarebbe interesse di tutti», continua Ramacciotti, «fare chiarezza una volta per tutti. Nel nome della salute, degli interessi turistici della Versilia, ed anche della tranquillità nostra come azienda».
Ersu attende di incontrare la Regione: «Vogliamo avere garanzie rispetto al decreto flussi della Regione stessa, affinché sia rispettato. Se tutti rispettano le quantità di rifiuti che devono essere conferiti a Pioppogatto in base a quell’atto, non c’è bisogno dei rifiuti dal Lazio». Anche perché in questo momento stanno arrivano a Pioppogatto i rifiuti da Geofor, l’azienda pisana del servizio rifiuti che fa parte di Reti Ambiente, «perché hanno un’emergenza con il termovalorizzatore», sottolinea Ramacciotti. Mentre, per quello che riguarda la discarica di Rosignano gestita da Rea, dove vengono conferiti gli scarti di Pioppogatto, «al momento abbiano spazi fino al 31 marzo».
Sull’esito dell’ultima relazione Arpat interviene anche Franco Mungai, presidente del Consorzio ambiente Versilia e sindaco di Massarosa: «Possibile che gestito come era gestito (Arpat parla di «condizioni pessime» dell’impianto nel passaggio da Vera ad Ersu, ndr) non creava alcun problema, ed in pochi mesi - invece - è diventato la causa del cattivo odore? Per questo voglio andare a vedere la Morina e capire quanto odore arriva da lì». Anche il messaggio di Mungai è diretto alla Regione: «Da una parte stabilisce i flussi affinché si possano pagare i canoni dovuti con l’attività di Pioppogatto, e dall’altra un braccio della stessa Regione, cioè Arpat, decide che così non va bene. E di chi lavora a Pioppogatto che ne facciamo? Qualcuno si è posto il problema?».
Detto tutto questo, Ramacciotti lancia un messaggio: «Si rende indispensabile fare una valutazione di tipo diverso. Cerchiamo un organismo terzo che faccia tutte le analisi del caso, a tutto campo, su tutti gli impianti visitati da Arpat». Ovvero anche su Salov e Morina. «Sarebbe interesse di tutti», continua Ramacciotti, «fare chiarezza una volta per tutti. Nel nome della salute, degli interessi turistici della Versilia, ed anche della tranquillità nostra come azienda».
Ersu attende di incontrare la Regione: «Vogliamo avere garanzie rispetto al decreto flussi della Regione stessa, affinché sia rispettato. Se tutti rispettano le quantità di rifiuti che devono essere conferiti a Pioppogatto in base a quell’atto, non c’è bisogno dei rifiuti dal Lazio». Anche perché in questo momento stanno arrivano a Pioppogatto i rifiuti da Geofor, l’azienda pisana del servizio rifiuti che fa parte di Reti Ambiente, «perché hanno un’emergenza con il termovalorizzatore», sottolinea Ramacciotti. Mentre, per quello che riguarda la discarica di Rosignano gestita da Rea, dove vengono conferiti gli scarti di Pioppogatto, «al momento abbiano spazi fino al 31 marzo».
Sull’esito dell’ultima relazione Arpat interviene anche Franco Mungai, presidente del Consorzio ambiente Versilia e sindaco di Massarosa: «Possibile che gestito come era gestito (Arpat parla di «condizioni pessime» dell’impianto nel passaggio da Vera ad Ersu, ndr) non creava alcun problema, ed in pochi mesi - invece - è diventato la causa del cattivo odore? Per questo voglio andare a vedere la Morina e capire quanto odore arriva da lì». Anche il messaggio di Mungai è diretto alla Regione: «Da una parte stabilisce i flussi affinché si possano pagare i canoni dovuti con l’attività di Pioppogatto, e dall’altra un braccio della stessa Regione, cioè Arpat, decide che così non va bene. E di chi lavora a Pioppogatto che ne facciamo? Qualcuno si è posto il problema?».
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