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Bocciato dal Consiglio di Stato il ricorso contro la Coop
Secondo i giudici amministrativi l’associazione dei commercianti del Forte non è legittimata a opporsi I portavoce dei negozianti: «Siamo allibiti e sconcertati, ma la questione non finisce qui»
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FORTE DEI MARMI. L’AssoCommercianti del Forte non ha titolo per continuare la sua battaglia di principio contro la Coop nata lungo la via di Scorrimento. Il Consiglio di Stato, a cui si era rivolto il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per avere un parere sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica che fu presentato ben tre anni fa dall’Associazione Commercianti di Forte dei Marmi contro il Comune di Seravezza, la Salt e l’Unicoop Tirreno, ha infatti sentenziato che tale ricorso è inammissibile per carenza d’interesse all’impugnazione da parte proprio dei rappresentanti dei commercianti fortemarmini. I quali, come si ricorderà, chiedevano di fatto l’annullamento del permesso di costruire il nuovo supermercato Coop sul lato seravezzino della via di Scorrimento e del nullaosta rilasciato dalla Società autostrada ligure toscana, risalenti e metà 2015. Insomma, l’Associazione Commercianti preoccupata, all’epoca, per le possibili conseguenze di un nuovo supermercato sul piccolo commercio della vicina Forte non poteva chiedere l’impugnazione dei vari provvedimenti amministrativi.
«La giurisprudenza- spiega il Consiglio di Stato - ha avuto modo di chiarire che l’apertura di una nuova struttura di vendita esclude la legittimazione di un’associazione di commercianti a censurare il relativo provvedimento, a prescindere dall’eventuale adesione all’associazione del titolare della licenza, dato che la costruzione e l’attivazione di un centro commerciale potrebbe danneggiare soltanto alcuni operatori economici della zona che vedrebbero dall’ingresso sul mercato di nuovi soggetti la possibilità di distogliere la clientela e quindi interessati a limitare la concorrenza. Tale interesse non riguarda perciò l’intera categoria ma solo parte dei commercianti iscritti all’associazione, sicché il ricorso è inammissibile per carenza di legittimazione quand’anche l’associazione fosse legittimata a rappresentare giudizialmente la totalità degl’iscritti».
Una ragione che ha lasciato basiti i dirigenti dell’Ascom fortemarmina, che a fine 2015 avevano preso carta e penna e fatto ricorso al Presidente della Repubblica, visto che ormai per il Tar toscano non c’erano più i tempi. «Siamo veramente sorpresi e annichiliti da questo parere – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Alessandro Bindi - che a noi profani sembra molto discutibile e francamente incomprensibile, basato sul fatto che non abbiamo titolo a fare il ricorso per carenza d’interesse all’impugnazione dei provvedimenti. Che dire? Non ci aspettavamo né volevamo certo provvedimenti drastici, il nostro era un ricorso volto a sottolineare gli aspetti della vicenda che avevamo più volte denunciato sui giornali e che non ci convincevano, e chiedevamo il riconoscimento di tutto ciò. Comunque adesso affideremo tutto al nostro ufficio legale perché analizzi ogni aspetto e quando avremo risposte valuteremo il da farsi».
Come si ricorderà il ricorso chiedeva di annullare il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Seravezza, nonché il nulla-osta, con prescrizioni, rilasciato dalla Salt. Tuttavia il nuovo centro commerciale Coop sulla via di Scorrimento in pieno territorio seravezzino, ma con un balcone di riferimento sull’altro versante della strada targato Forte dei Marmi, fu anche oggetto di aspre contestazioni all’amministrazione comunale di Forte dei Marmi a cui si contestava un’eccessiva tiepidità su un intervento che avrebbe potuto avere riflessi pesanti sul piccolo commercio della cittadina rivierasca. «Si dice che le sentenze non si commentano – conclude l’ex presidente dei commercianti Giovanni Maffei che nel 2015 avviò, col suo direttivo, questo ricorso – ma in questo caso siamo rimasti allibiti e sconcertati. Avremmo piuttosto preferito che ci fosse stato risposto dicendoci, magari, che avevamo sostenuto un sacco di sciocchezze o inesattezze, e non che come associazione non siamo legittimati a ricorrere. A parte il chiederci chi allora sarebbe stato legittimato a ricorrere, non c’è dubbio che questo parere non può che lasciare l’amaro in bocca». (r.f.)
«La giurisprudenza- spiega il Consiglio di Stato - ha avuto modo di chiarire che l’apertura di una nuova struttura di vendita esclude la legittimazione di un’associazione di commercianti a censurare il relativo provvedimento, a prescindere dall’eventuale adesione all’associazione del titolare della licenza, dato che la costruzione e l’attivazione di un centro commerciale potrebbe danneggiare soltanto alcuni operatori economici della zona che vedrebbero dall’ingresso sul mercato di nuovi soggetti la possibilità di distogliere la clientela e quindi interessati a limitare la concorrenza. Tale interesse non riguarda perciò l’intera categoria ma solo parte dei commercianti iscritti all’associazione, sicché il ricorso è inammissibile per carenza di legittimazione quand’anche l’associazione fosse legittimata a rappresentare giudizialmente la totalità degl’iscritti».
Una ragione che ha lasciato basiti i dirigenti dell’Ascom fortemarmina, che a fine 2015 avevano preso carta e penna e fatto ricorso al Presidente della Repubblica, visto che ormai per il Tar toscano non c’erano più i tempi. «Siamo veramente sorpresi e annichiliti da questo parere – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Alessandro Bindi - che a noi profani sembra molto discutibile e francamente incomprensibile, basato sul fatto che non abbiamo titolo a fare il ricorso per carenza d’interesse all’impugnazione dei provvedimenti. Che dire? Non ci aspettavamo né volevamo certo provvedimenti drastici, il nostro era un ricorso volto a sottolineare gli aspetti della vicenda che avevamo più volte denunciato sui giornali e che non ci convincevano, e chiedevamo il riconoscimento di tutto ciò. Comunque adesso affideremo tutto al nostro ufficio legale perché analizzi ogni aspetto e quando avremo risposte valuteremo il da farsi».
Come si ricorderà il ricorso chiedeva di annullare il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Seravezza, nonché il nulla-osta, con prescrizioni, rilasciato dalla Salt. Tuttavia il nuovo centro commerciale Coop sulla via di Scorrimento in pieno territorio seravezzino, ma con un balcone di riferimento sull’altro versante della strada targato Forte dei Marmi, fu anche oggetto di aspre contestazioni all’amministrazione comunale di Forte dei Marmi a cui si contestava un’eccessiva tiepidità su un intervento che avrebbe potuto avere riflessi pesanti sul piccolo commercio della cittadina rivierasca. «Si dice che le sentenze non si commentano – conclude l’ex presidente dei commercianti Giovanni Maffei che nel 2015 avviò, col suo direttivo, questo ricorso – ma in questo caso siamo rimasti allibiti e sconcertati. Avremmo piuttosto preferito che ci fosse stato risposto dicendoci, magari, che avevamo sostenuto un sacco di sciocchezze o inesattezze, e non che come associazione non siamo legittimati a ricorrere. A parte il chiederci chi allora sarebbe stato legittimato a ricorrere, non c’è dubbio che questo parere non può che lasciare l’amaro in bocca». (r.f.)
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