Il Tirreno

Versilia

È scontro alla Ficaia su migranti e accoglienza

di Cesare Bonifazi
È scontro alla Ficaia su migranti e accoglienza

Coluccini e Barsotti a confronto. Il consigliere: «I conti non tornano» L’assessora: «Non abbiamo tolto risorse ai cittadini». L’oppositore se ne va

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MASSAROSA. Momenti di tensione tra il consigliere comunale di opposizione Alberto Coluccini e l’assessora al Sociale Simona Barsotti. Il terreno dello scontro a suon di numeri e delibere è quello della Ficaia nel giorno dell’open day della struttura.

A Coluccini non tornano numeri e date: «Secondo gli accordi votati anche dall’opposizione nel passato i due alloggi in cui sono ospitati i richiedenti asilo dovevano essere destinati agli affitti calmierati invece si scopre all’improvviso che non ci sono soldi per i lavori. Non era quello per cui si era deciso. Inoltre quei 9.500 euro del bonus accoglienza che sono arrivati dal ministero non potevano essere utilizzati per i cittadini?».

Gli animi si scaldano perché Barsotti risponde per le rime: «Quelli sono soldi che non vengono dalle tasche dei cittadini e il Comune decide indipendentemente come utilizzarli. I due alloggi sono ancora destinati ai cittadini ma finché non ci sarà denaro per ristrutturare è meglio fare così. Non abbiamo infranto alcun accordo ma negli ultimi anni abbiamo addirittura aumentato la possibilità di aiutare le famiglie massarosesi in difficoltà prendendo dieci alloggi a Quiesa».

Una battaglia che si apre davanti a uno sparuto gruppo di cittadini che sono accorsi per constatare di persona: tra questi anche Daniele Bernardi, capogruppo del Movimento Cinquestelle e il consigliere viareggino del Movimento Cittadini Massimiliano Baldini, presente per dare sostegno a Coluccini.

Parlando della sola Ficaia, l’amministrazione ha a disposizione nove alloggi nel nucleo principale in via di ristrutturazione (circa 250mila euro che arrivano dai bandi della Fondazione Casa). Di queste unità abitative sono occupati sette appartamenti: 10 persone in totale. Poi ci sono i cinque a disposizione per coloro che vivono un’emergenza definita transitoria. E poi, secondo l’accordo con la Regione nel 2015 (e valido per 15 anni), ci sarebbero altre due unità abitative che sarebbero conteggiate per i cosiddetti “canoni calmierati”.

Questi due appartamenti però al momento non ci sono: il progetto non è stato ancora finanziato, malgrado i bandi nazionali ed europei. La villetta della Ficaia quindi è ancora unica e sono stati spesi appena 30mila euro per rifare quei lavori minimi a rendere l’appartamento abitabile. Dentro ci sono solo le brande, due angoli cottura di fortuna, un televisore e i bagni. Nient’altro. Intorno poco più che qualche ulivo lasciato incolto. In effetti la villa arrampicata sulla collina è appena decente e difficilmente qualcuno vorrebbe pagare per stare lì. Quindi ci sono 15 profughi degli oltre trenta ospitati nel territorio massarosese. Tutti accoglienti e con il sorriso all’arrivo della delegazione di cittadini. Si presentano: c’è Omar, tifoso del Napoli, Suare che gioca nel Bozzano e Abdul che è da appena due mesi in Italia. È forse la prima volta che vedono lassù un cittadino. Ma il consigliere di opposizione non rimane abbastanza per vedere: forse seguendo l’ispirazione della nota canzone di Serge Gainsbourg, è “venuto solo per dire che se ne va”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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