pioppogatto
Mai più le gare di Vera: lo scarto resta in Toscana
MASSAROSA. Dove finisce il materiale di scarto originato dal trattamento dei rifiuti a Pioppogatto, materiale che - a seconda dei casi - può essere soggetto a una fase di ulteriore raffinazione...
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MASSAROSA. Dove finisce il materiale di scarto originato dal trattamento dei rifiuti a Pioppogatto, materiale che - a seconda dei casi - può essere soggetto a una fase di ulteriore raffinazione oppure indirizzato ai processi di smaltimento in discarica? Nel corso dell’ultima giornata di “open day” all’impianto, a fine 2017, il direttore di Ersu, Walter Bresciani Gatti spiegava: «Stiamo completando un ultimo appalto di Versilia Ambiente (Vera, ndr) per l’inceneritore di Livorno. E abbiamo fatto un appalto come Ersu, nel corso dell’estate, per Era (la discarica di Rosignano, finita nel mirino degli inquirenti con l’inchiesta della Dda sulla Lonzi Metalli di Livorno, ndr). Livorno e Rosignano, e dunque Toscana, nella spiegazione di Bresciani Gatti, il quale ricorda: «Le gare che venivano bandite da Vera tendevano a portare fuori regione il sovvallo. Noi, invece, seguiamo ciò che prevede l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia, ndr), che prevede l’invio agli impianti di smaltimento di Ambito, gli impianti di bacino, come Peccioli e Rosignano. Io seguo quello che prevede l’Aia: utilizzare gli impianti di Ambito prima di tutto. Ed è quello che faccio».
Quando Pioppogatto era gestito da “Vera”, società formata da Sea Ambiente e Sea Risorse subentrata nel 2012 nella gestione di Pioppogatto e nella chiusura/smantellamento di Falascaia, la società bandiva gare milionarie (dai sei circa fino a superare gli otto) che venivano vinte da una rete di società che attraversava soprattutto Emilia Romagna e Lombardia. Come messo in evidenza da un’inchiesta del “Tirreno” dell’agosto 2015.
Oggi, invece, emerge - stando a quanto dichiara il direttore di Ersu - si apprende che per Pioppogatto l’Aia dava indicazioni precise sulla destinazione del materiale di scarto . Chi verificherà/controllerà quanto si è speso dal 2012 ad aprile 2017, e con quali motivazioni? (d.f.)
Quando Pioppogatto era gestito da “Vera”, società formata da Sea Ambiente e Sea Risorse subentrata nel 2012 nella gestione di Pioppogatto e nella chiusura/smantellamento di Falascaia, la società bandiva gare milionarie (dai sei circa fino a superare gli otto) che venivano vinte da una rete di società che attraversava soprattutto Emilia Romagna e Lombardia. Come messo in evidenza da un’inchiesta del “Tirreno” dell’agosto 2015.
Oggi, invece, emerge - stando a quanto dichiara il direttore di Ersu - si apprende che per Pioppogatto l’Aia dava indicazioni precise sulla destinazione del materiale di scarto . Chi verificherà/controllerà quanto si è speso dal 2012 ad aprile 2017, e con quali motivazioni? (d.f.)
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