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L’ex dirigente: bisogna coccolare di più i nostri turisti italiani
FORTE DEI MARMI. «L’esito del referendum ha mantenuto il turismo in capo alle Regioni. Si ricordano gli insuccessi promozionali dell’Azienda autonoma e dell’Apt, bracci operativi della Regione. Si...
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FORTE DEI MARMI. «L’esito del referendum ha mantenuto il turismo in capo alle Regioni. Si ricordano gli insuccessi promozionali dell’Azienda autonoma e dell’Apt, bracci operativi della Regione. Si ipotizza un’azione promozionale tra territori turistici della Versilia per i iniziativa della Regione comprendente il nostro comune». A parlare è Pietro Ratti, ex dirigente al turismo del Comune di Forte dei Marmi.
«La promozione – continua – la fanno il prodotto e i turisti che abbiano avuto modo di goderne. Forte dei Marmi non dovrà aderirvi pena la perdita di prestigio e di attrattiva. Il turismo è un prodotto locale che va promosso da chi lo produce ovvero in forma consortile qualora i Comuni lo ritengano opportuno. Non che gli enti menzionati abbiano smosso più di tanto i turisti verso il nostro Comune».
Andare alla fiera del turismo, dice l’ex dirigente, «è stata una perdita di tempo e di finanze. Si registra una impreparazione da parte dei comuni nella promozione abbandonati come sempre alle iniziative della Regione. I russi non sono venuti a seguito di azioni promozionali ma per una scelta fatta da testimonianze rese dai primi venuti (un passaparola). È stata una scelta di bellezza e di buona accoglienza. I russi sono importanti e lo sono stati per la riviera Adriatica da dove da un anno all’altro se ne sono andati in massa scegliendo altri lidi tra i quali il nostro».
Il grosso dei clienti è “nostrano” «e ci mette al riparo da colpi adriatici – dice –. Invece sarebbe opportuno rendere omaggio a quei comuni che hanno dato origine e sviluppato la nostra economia, cominciando da Parma, a seguire Torino, Milano, Piacenza. L’incontro tra i due sindaci costituirà un evento ripreso dalla stampa e dalle televisioni locali. Si tratta di organizzarlo e questa sarebbe un’azione promozionale».
«La promozione – continua – la fanno il prodotto e i turisti che abbiano avuto modo di goderne. Forte dei Marmi non dovrà aderirvi pena la perdita di prestigio e di attrattiva. Il turismo è un prodotto locale che va promosso da chi lo produce ovvero in forma consortile qualora i Comuni lo ritengano opportuno. Non che gli enti menzionati abbiano smosso più di tanto i turisti verso il nostro Comune».
Andare alla fiera del turismo, dice l’ex dirigente, «è stata una perdita di tempo e di finanze. Si registra una impreparazione da parte dei comuni nella promozione abbandonati come sempre alle iniziative della Regione. I russi non sono venuti a seguito di azioni promozionali ma per una scelta fatta da testimonianze rese dai primi venuti (un passaparola). È stata una scelta di bellezza e di buona accoglienza. I russi sono importanti e lo sono stati per la riviera Adriatica da dove da un anno all’altro se ne sono andati in massa scegliendo altri lidi tra i quali il nostro».
Il grosso dei clienti è “nostrano” «e ci mette al riparo da colpi adriatici – dice –. Invece sarebbe opportuno rendere omaggio a quei comuni che hanno dato origine e sviluppato la nostra economia, cominciando da Parma, a seguire Torino, Milano, Piacenza. L’incontro tra i due sindaci costituirà un evento ripreso dalla stampa e dalle televisioni locali. Si tratta di organizzarlo e questa sarebbe un’azione promozionale».
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