Il Tirreno

Versilia

Operazione mare pulito via alla fase due

di Melania Carnevali

L’acido peracetico verrà presto immesso anche nel Motrone, subito dopo nel Fiumetto

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VIAREGGIO. Inizia la fase due della sperimentazione “Mare pulito”, la disinfezione delle acque dei fossi della Versilia con l’acido peracetico. Dopo il test della scorsa estate nel fosso dell’Abate, al confine tra Viareggio e Lido di Camaiore, l’arrivo delle analisi (positive), e l’okay del collegio di vigilanza all’estensione del progetto anche al comune di Pietrasanta, adesso l’operazione parte. Entro febbraio/marzo l’acido peracetico verrà gettato anche nel fosse Motrone, a Marina, e subito dopo anche nel Fiumetto. Quella che partirà sarà una sperimentazione nella sperimentazione, dal momento che la miscela verrà immessa direttamente nell’alveo dei corsi d’acqua e non dentro le idrovore (sistemi chiusi dove confluiscono le acque delle fognature prima di essere immesse nei corsi d’acqua) come nel caso del fosso dell’Abate. Per quale motivo? Semplice: il Motrone e il Fiumetto non hanno idrovore.

Stop ai divieti di balneazione. Tutto parte da lontano, dalle prime stagioni estive in cui in spiaggia apparivano, improvvisamente, i cartelli di divieti di balneazione. È capitato spesso, infatti, negli anni, che Arpat durante la fase di monitoraggio delle acque rilevasse una presenza di escherichia coli ben al di sopra dei limiti consentiti dalle legge. Questi episodi hanno interessato soprattutto le zone in prossimità dei piccoli corsi d’acqua che sfociano lungo il litorale, come appunto l’Abate, il Fiumetto e il Motrone. I divieti scattavano quasi sempre dopo la pioggia. In questi fossi finiscono infatti gli scarichi fognari non trattati (vuoi per abusivismo, per commistioni di acque nere e bianche, carenza di rete fognaria) provenienti dagli agglomerati urbani di Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta e Viareggio, e non a caso quelle acque vengono classificate come “scarse” (dal punto di vista dei parametri biologici e chimici) o “sufficienti”. Il problema subentra quando contaminano anche il mare.

Il progetto. Per risolvere il problema sarebbero necessari interventi enormi, che Gaia in parte ha pure iniziato ma è ben lontana dalla loro conclusione. Si tratta di completare la fognatura nera nelle zone mancanti di tutta la Versilia, completare gli allacci, riparare le tantissime tubature danneggiate, potenziare i depuratori, quello di Viareggio, dove il progetto prevede il raddoppio dell’impianto, e quello di Querceta dove a breve dovrebbe partire la realizzazione della terza vasca. E per fare tutto questo servono soldi e tempo. In attesa la Regione Toscana ha sottoscritto, con le Province e i Comuni interessati, un accordo di programma «per la tutela delle foci fluviali e delle acque marino costiere della riviera apuo-versiliese», di cui Camaiore è il Comune capofila. All’iniziò si parlò di ionizzazione, ma tutto si arenò. Poi si pensò all’acido peracetico. È un progetto da oltre un milione di euro (stanziati dalla Regione) realizzato in stretta collaborazione con l’università di Pisa diventata il braccio operativo degli enti locali. L’accordo prevede che per due anni possa essere effettuata una disinfezione con acido peracetico delle acque dei fossi per ridurne la contaminazione da escherichia coli.

La prima fase della sperimentazione. A maggio 2017 è partita la sperimentazione nel fosso dell’Abate. L’acido è stato immesso per tutta l’estate nelle idrovore, in modo quindi che fossero facilmente monitorabili sia dall’università che da Arpat. Sono stati fatti centinaia di campionamenti da parte dell’agenzia ambientale e l’obiettivo di tenere i livelli di escherichia coli bassi sembra essere stato raggiunto. L’Arpat tuttavia non è mai stata pienamente convinta dell’efficacia dell’acido. Nel report di agosto si legge infatti che «emerge un quadro di difficile comprensione» per una serie di motivi, come: la mancanza di dati in periodi piovosi, il sistema di dosaggio dell’acido e altri aspetti minori. Poi però il tavolo che si è riunito a settembre scorso ha dato piena fiducia al progetto decidendo di, non solo di proseguire la sperimentazione nel fosso dell’Abate, ma di portarla anche nel comune di Pietrasanta.

Un anno a pieno regime. Adesso quindi l’acido verrà immesso nel Motrone, subito dopo nel fosso Fiumetto. Entro l’estate la sperimentazione dovrebbe essere a pieno regime. E così andrà avanti per un anno, fino al maggio del 2019, quando la sperimentazione finirà. Il progetto, come detto, è valido per due anni. Cosa succederà dopo? Non è chiaro. Il Comune di Camaiore spinge per prorogare la sperimentazione fino a quando Gaia non avrà ultimato gli interventi necessari a scongiurare i divieti di balneazione. Altri, come Arpat, hanno sempre chiesto il contrario. Anche questa è una decisione che andrà presa, a breve. . MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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