Il presidio
Stop al servizio associato della polizia municipale
di Tiziano Baldi Galleni
Dal primo gennaio Seravezza, Stazzema e Pietrasanta non collaboreranno più Ma l’obiettivo è di tornare a riunire le forze magari insieme a Forte dei Marmi
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SERAVEZZA. La prospettiva è quella di riprovarci e di coinvolgere anche Forte dei Marmi, con i suoi agenti. Ma intanto, il primo tentativo di realizzare un servizio associato della Polizia Municipale fra i comuni della Versilia storica è fallito. Con il 31 dicembre termina infatti la convenzione fra Pietrasanta, Seravezza e Stazzema, e non sarà rinnovata. «Non era interesse di nessuno portarla avanti in questi termini – ha detto l’assessore di Seravezza Dino Vené - però c’è tutta la volontà di riprovarci».
Il primo aspetto a saltare con la convenzione (forse il più utile e su cui si basò all’inizio questa idea) è quello di un aiuto reciproco in caso di emergenza. Esempio: quando c’è un primo e poi un secondo incidente stradale nello stesso comune, il comando di Polizia poteva chiedere l’intervento di una pattuglia del distretto vicino. Da gennaio questo non sarà più possibile.
Gli ultimi incontri, a fine anno, fra il Commissario di Pietrasanta Giuseppe Priolo, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e Dino Vené hanno fatto emergere una consapevolezza: la funzione associata, così com’era, non portava benefici a nessuno. O perlomeno questo è quello che si è detto ufficialmente. Dopo l’uscita di Massimo Mallegni (unico sindaco di centrodestra della Versilia), pare improbabile che di mezzo ci siano litigi politici. E allora, cos’è che faceva acqua nell’accordo? Soprattutto il terzo turno di pattugliamento, quello della pattuglia mista serale (dalle 19 all’1). Cioè un’auto della Municipale con a bordo personale misto di Pietrasanta e Seravezza. «Questo per noi – prosegue Vené – era un sacrificio, così come lo era per Pietrasanta». Soprattutto d’estate tutti e due i territori hanno bisogno contemporaneamente di agenti di Polizia. Era impossibile giocare sui momenti di maggior bisogno prima di un comune e poi dell’altro, come invece può avvenire con le fasi di emergenza. Difatti questa collaborazione era già cessata la scorsa estate, anche se nessuno lo aveva detto. Così ora si ripartirà da zero. L’idea è di rimettersi tutti seduti a un tavolo per studiare una funzione associata migliore, fondandola su basi più solide.
«Già dall’inizio dell’anno lavoreremo a questo obiettivo - assicura Vené - sull’esperienza maturata in questi anni. Dovremo discutere su cosa ogni comune e ogni amministrazione può fare per venire incontro alle esigenze dell’altro».
Sarà impegnativo: ad esempio Stazzema può far poco per aiutare gli altri, dato che ha un solo vigile; mentre Pietrasanta è una città movimentata tutto l’anno. Un grosso aiuto però potrebbe arrivare da Forte dei Marmi. Per Seravezza – ad esempio – l’esigenza maggiore rimane quella di poter contare su un supporto esterno in fasi di emergenza. Forse è da qui che ripartirà il confronto fra le amministrazioni, magari dopo le elezioni di Pietrasanta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il primo aspetto a saltare con la convenzione (forse il più utile e su cui si basò all’inizio questa idea) è quello di un aiuto reciproco in caso di emergenza. Esempio: quando c’è un primo e poi un secondo incidente stradale nello stesso comune, il comando di Polizia poteva chiedere l’intervento di una pattuglia del distretto vicino. Da gennaio questo non sarà più possibile.
Gli ultimi incontri, a fine anno, fra il Commissario di Pietrasanta Giuseppe Priolo, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona e Dino Vené hanno fatto emergere una consapevolezza: la funzione associata, così com’era, non portava benefici a nessuno. O perlomeno questo è quello che si è detto ufficialmente. Dopo l’uscita di Massimo Mallegni (unico sindaco di centrodestra della Versilia), pare improbabile che di mezzo ci siano litigi politici. E allora, cos’è che faceva acqua nell’accordo? Soprattutto il terzo turno di pattugliamento, quello della pattuglia mista serale (dalle 19 all’1). Cioè un’auto della Municipale con a bordo personale misto di Pietrasanta e Seravezza. «Questo per noi – prosegue Vené – era un sacrificio, così come lo era per Pietrasanta». Soprattutto d’estate tutti e due i territori hanno bisogno contemporaneamente di agenti di Polizia. Era impossibile giocare sui momenti di maggior bisogno prima di un comune e poi dell’altro, come invece può avvenire con le fasi di emergenza. Difatti questa collaborazione era già cessata la scorsa estate, anche se nessuno lo aveva detto. Così ora si ripartirà da zero. L’idea è di rimettersi tutti seduti a un tavolo per studiare una funzione associata migliore, fondandola su basi più solide.
«Già dall’inizio dell’anno lavoreremo a questo obiettivo - assicura Vené - sull’esperienza maturata in questi anni. Dovremo discutere su cosa ogni comune e ogni amministrazione può fare per venire incontro alle esigenze dell’altro».
Sarà impegnativo: ad esempio Stazzema può far poco per aiutare gli altri, dato che ha un solo vigile; mentre Pietrasanta è una città movimentata tutto l’anno. Un grosso aiuto però potrebbe arrivare da Forte dei Marmi. Per Seravezza – ad esempio – l’esigenza maggiore rimane quella di poter contare su un supporto esterno in fasi di emergenza. Forse è da qui che ripartirà il confronto fra le amministrazioni, magari dopo le elezioni di Pietrasanta.
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