Italia
Sparito il Bambinello nero della Natività in Passeggiata
di Donatella Francesconi
Il sindaco: «Attendiamo fiduciosi un altro Bambin Gesù di qualsiasi colore» La rivendicazione a firma “il Mulo”: «Messo per ricordare i bimbi del Sud del mondo»
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VIAREGGIO. Neppure il tempo di leggere la rivendicazione - firmata solo “il Mulo” - per la presenza del Bambinello dalla pelle nera nel Presepe di piazza Mazzini, che la statuina di Gesù bambino era già scomparsa, lasciando una culla vuota. Giusto per sconfessare le parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro che a Santo Stefano aveva commentato così l’apparizione: «Visto che i Gesù bambini bianchi qualche genio se li portava via appena messi, un’anima buona ne ha portato uno nero, per vedere se rubano anche quello». Niente di meglio, come prova che i bambini, e dunque anche i Gesù bambini sono tutti uguali, che il furto del Bambinello nero.
La cui presenza nel Presepe ha scatenato il meglio ed il peggio di Viareggio. Compreso chi si è arrampicato sugli specchi argomentando che la mancata caduta dell’amministrazione in carica non potrà che portare, per il 2018, un Bambinello gay (ed era bel altro il termine utilizzato nel commento su Facebook). Come dire, razzismi di tutto il mondo uniti.
Del Ghingaro ieri è tornato ad intervenire così: «Nessuna provocazione, nessuna strumentalizzazione, nessun atto d’accusa. Il Presepe viene fatto tradizionalmente da un’associazione di volontari del nostro Comune. E altrettanto tradizionalmente dopo poche ore scompare la statua del Bambin Gesù. Quest’anno forse per scherzo, forse per provocazione, un’anima buona passando ha pensato bene di mettere nella culla vuota un Bambinello di colore. Scomparso anche questo, dopo appena una notte. Forse, visto il clamore, ripreso dal legittimo proprietario, forse rubato di nuovo. Aspettiamo con fiducia che qualche altro cittadino metta un nuovo Gesù in quella culla vuota: che sia bianco, nero o giallo, ci interessa poco. Con buona pace di certi movimenti politici che vivono di provocazioni e, per esistere, devono trovarne anche dove non ce ne sono».
Prima che il Bambinello scomparisse, ecco la rivendicazione firmata “il Mulo” con tanto di piccolo timbro raffigurante l’animale: «Nei tempi dei vuoti rituali commerciali, finalmente si è tornati a ragionare sui principi fondamentali del Natale e sulla figura universale del Gesù Bambino. Proprio quel bambino, che nella realtà non poteva certo avere la carnagione scandinava, portato da Giuseppe e Maria in Egitto per sottrarlo alla furia di Erode e che ci ricorda tanto Aylan e gli altri migliaia di bambini del sud del mondo, costretti ogni anno ad emigrare per motivi legati alla povertà, alle guerre ed alle carestie».
Ma - così si conclude la rivendicazione che invita a riflessioni ben più alte - «quel corpicino, considerato da alcuni come una provocazione irrispettosa della tradizione semplicemente per la colorazione della pelle, è li a porci domande ben più profonde e attuali, dove ognuno con la propria sensibilità e cultura può tentare di darsi una risposta. Esercizio che non sarà vano e per lo meno ci aiuterà a capire meglio chi siamo».
Sulla vicenda torna anche il capogruppo della Lista Del Ghingaro in consiglio comunale, David Zappelli: «Chi si è espresso sul colore della pelle della statuetta, spingendosi ai limiti della bestemmia, si pongono sullo stesso piano del ragazzetto che, seduto al bar, ad un tavolo vicino al mio, per farsi “grande” con le compagne di classe si augurava che il Comune rifacesse il presepe in piazza Mazzini per urinarci anche quest’anno. Mi fanno compassione».
La cui presenza nel Presepe ha scatenato il meglio ed il peggio di Viareggio. Compreso chi si è arrampicato sugli specchi argomentando che la mancata caduta dell’amministrazione in carica non potrà che portare, per il 2018, un Bambinello gay (ed era bel altro il termine utilizzato nel commento su Facebook). Come dire, razzismi di tutto il mondo uniti.
Del Ghingaro ieri è tornato ad intervenire così: «Nessuna provocazione, nessuna strumentalizzazione, nessun atto d’accusa. Il Presepe viene fatto tradizionalmente da un’associazione di volontari del nostro Comune. E altrettanto tradizionalmente dopo poche ore scompare la statua del Bambin Gesù. Quest’anno forse per scherzo, forse per provocazione, un’anima buona passando ha pensato bene di mettere nella culla vuota un Bambinello di colore. Scomparso anche questo, dopo appena una notte. Forse, visto il clamore, ripreso dal legittimo proprietario, forse rubato di nuovo. Aspettiamo con fiducia che qualche altro cittadino metta un nuovo Gesù in quella culla vuota: che sia bianco, nero o giallo, ci interessa poco. Con buona pace di certi movimenti politici che vivono di provocazioni e, per esistere, devono trovarne anche dove non ce ne sono».
Prima che il Bambinello scomparisse, ecco la rivendicazione firmata “il Mulo” con tanto di piccolo timbro raffigurante l’animale: «Nei tempi dei vuoti rituali commerciali, finalmente si è tornati a ragionare sui principi fondamentali del Natale e sulla figura universale del Gesù Bambino. Proprio quel bambino, che nella realtà non poteva certo avere la carnagione scandinava, portato da Giuseppe e Maria in Egitto per sottrarlo alla furia di Erode e che ci ricorda tanto Aylan e gli altri migliaia di bambini del sud del mondo, costretti ogni anno ad emigrare per motivi legati alla povertà, alle guerre ed alle carestie».
Ma - così si conclude la rivendicazione che invita a riflessioni ben più alte - «quel corpicino, considerato da alcuni come una provocazione irrispettosa della tradizione semplicemente per la colorazione della pelle, è li a porci domande ben più profonde e attuali, dove ognuno con la propria sensibilità e cultura può tentare di darsi una risposta. Esercizio che non sarà vano e per lo meno ci aiuterà a capire meglio chi siamo».
Sulla vicenda torna anche il capogruppo della Lista Del Ghingaro in consiglio comunale, David Zappelli: «Chi si è espresso sul colore della pelle della statuetta, spingendosi ai limiti della bestemmia, si pongono sullo stesso piano del ragazzetto che, seduto al bar, ad un tavolo vicino al mio, per farsi “grande” con le compagne di classe si augurava che il Comune rifacesse il presepe in piazza Mazzini per urinarci anche quest’anno. Mi fanno compassione».
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