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Il manager versiliese scelto per coordinare un lavoro miliardario

di Cesare Bonifazi
Il manager versiliese scelto per coordinare un lavoro miliardario

Pietro Kertes è milanese d’origine ma lidese da decenni. Aprirà una nuova sede in Versilia e assumerà venti persone

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LIDO DI CAMAIORE. Pietro Kertes è un uomo che va per i settanta. Si presenta con un sorriso radioso e quel certo modo di parlare di chi non ha fretta. Dietro quest’aria mite però c’è un imprenditore che ha avuto un passato da dirigente della Motorola e che adesso gestisce contratti milionari con Iran e Oman. Ma il suo amore è tutto in Versilia dove c’è anche la sua famiglia: in passato ha anche rinunciato a posti prestigiosi a Barcellona e Londra pur di non allontanarsi da Lido: «La cosa che ancora non abbiamo capito noi italiani - dice con un pizzico di ironia - è che quando facciamo menzione del nostro Paese all’estero, soprattutto in medio Oriente, le porte si spalancano per magia. Esiste ancora in molti il mito dell’Italia e della Versilia. Un ricco signore iraniano mi ha detto un giorno che apprezzava molto la nostra costa perché poteva girottolare tranquillamente in bici tra le strade di Forte dei Marmi senza essere importunato».

La Wincat e la Uniteam di Roma, le altre aziende di cui è presidente, si occupano di microcip, di sviluppo di software bancari e di sistemi di sicurezza, alcuni dei quali sono finiti del nuovo sistema dell’aeroporto di Abu-Dhabi ed erano anche candidati per rifare quello di Teheran.

Adesso Kertes ha deciso di fondere due aziende esistenti e di aprire degli uffici tra Lido di Camaiore e Viareggio dove assumerà «circa venti persone altamente specializzate nel campo dell’impiantistica, delle infrastrutture e dell’ingegneria civile. Persone insomma per gestire i grandi progetti che si stanno muovendo da qui alle calde terre dell’Iran e dell’Oman», racconta.

Kertes, appassionato di sport subacquei e di tennis, è infatti entrato nella rosa degli imprenditori che riunisce grandi aziende da tutto il mondo per creare nuove infrastrutture in Iran, una nazione da poco uscita da un embargo commerciale decennale.

L’azienda Pki, Project Key International, ha infatti siglato un contratto quadro con due primarie aziende iraniane, la Sanaye Alumroll Novin di Tehran e la Seraj Gostaran Rejal di Esfahan per una maxi commessa che prevede un investimento totale di 2,4 miliardi di euro.

«Il Paese - spiega - esce da un periodo molto difficile in cui le sanzioni economiche e finanziarie hanno rallentato molto lo sviluppo infrastrutturale e industriale. Delle misure che erano arrivare a causa delle note attività di proliferazione nucleare nel territorio. Ma rimane un territorio ricco di materie prime: per questo è un posto interessante in cui fare affari - spiega - malgrado ci sia ancora una certa riluttanza per la posizione statunitense nei confronti dell’Iran, è il luogo dove si possono concludere buoni contratti».

L’accordo preso delle settimane scorse prevede infatti la progettazione e la costruzione di due impianti nel settore petrochimico ed in quello della trasformazione dell’alluminio. I contratti sono stati firmati a Tehran nelle sedi delle due società interessate da Pietro Kertes, alla presenza del vice ministro del ministero del Petrolio, ente preposto alla gestione di tutte le attività relative alle materie prime in Iran.

Il primo accordo con la Alumroll prevede la costruzione di due stabilimenti produttivi di alluminio uno nella città di Arak con capacità di 120mila tonnellate all’anno anno ed un secondo nel Sud dell’Iran con capacità di 350mila tonnellate anno per un valore totale di 1 miliardo di Euro.

«Con la Seraj Gostaran Rejal è stato firmato il secondo “Memorandum of Understanding” (un prospetto d’intesa, ndr) che prevede la costruzione di un impianto per la trasformazione del gas naturale in poliolefine, materiale questo che deriva dalla polimerizzazione del gas per la produzione di plastica o gomma che si distingue per l’elevata resistenza agi agenti chimici. L’accordo prevede un investimento iniziale di 1,4 miliardi di Euro - spiega Kertes - il ruolo della Pki, oltre ad operare come coordinatore generale delle due iniziative per la creazione del pool di aziende che eseguiranno i lavori sarà anche quello di occuparsi del reperimento, sui mercati nazionali ed internazionali, di tutte le tecnologie necessarie e dei software per la gestione delle stesse. Successivamente alla firma dei due accordi quadro si svilupperà nei primi del prossimo mese di gennaio un’ulteriore fase di approfondimento tecnico finanziaria cui seguiranno le firme per passare alla parte applicativa».

Ed è grazie alle collaborazioni con l’istituto di scienze applicate di Napoli il Distretto tecnologico di Bari e il Cnr di Lecce, «è stato possibile arrivare alla firma di questi due importanti accordi che rappresentano una svolta basilare e un trampolino di lancio per il futuro della società che dal prossimo anno sarà pienamente attiva nel territorio versiliese con un ufficio, oltre a quello di Roma».

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