Il Tirreno

Versilia

il racconto 

Una caccia al tesoro nella Villa Ginori e la scoperta della stanza di Puccini

Questo il racconto della classe 5ª B della scuola don Aldo Mei di Bozzano (insegnante: Barbara Volpe) che si è piazzato al primo posto.Una famiglia nobile che viveva a Firenze, aveva ereditato molti...

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Questo il racconto della classe 5ª B della scuola don Aldo Mei di Bozzano (insegnante: Barbara Volpe) che si è piazzato al primo posto.



Una famiglia nobile che viveva a Firenze, aveva ereditato molti soldi dal conte Ginori, così decise di andare in vacanza in un paesino che si chiamava Massaciuccoli. Lì visitarono una villa che si trovava sulle sponde di un meraviglioso lago. La casa gli piacque così tanto che la comprarono e la chiamarono Villa Ginori.

Durante il trasloco, i due figli Alex e Teodora, andarono nella camera che si erano scelti, perché dovevano mettere una lampada al posto di un quadro orrendo che si trovava lì. Spostando il quadro, sul retro, trovarono una mappa, che portava ad un tesoro.

I due ragazzi cercarono di leggerla, ma la loro mamma li chiamò per andare a cena, così decisero di proseguire le ricerche il giorno dopo. L’indomani si svegliarono all’alba e videro che la mappa portava ad una vecchia capanna per pescatori, sopra la capanna c’era un cartello con scritto “La Boheme”.

Entrarono e videro tavoli vecchi, bottiglie di vino vuote, carte bagnate e pacchetti di sigari. Su un tavolo notarono che c’era una lettera. Nella lettera c’era scritto: “Seguite i canali fino al punto in cui due archi di pietra si abbracciano, lì troverete il terzo indizio”.

Presero una piccola barca e seguirono il canale, fino ai due archi. Sotto il primo arco dentro ad una vecchia barca, trovarono il terzo indizio. Era una mappa ancora più dettagliata che raffigurava Villa Ginori, e c’era un cerchio rosso sull’immagine della soffitta. I due fratelli, decisero allora, di tornare nel punto da dove erano partiti, la loro nuova casa, perché avevano di sicuro tralasciato qualcosa, quel qualcosa era una busta rossa. Dentro la busta c’era la fotografia della palma più nascosta e grande del giardino. Era la ventesima palma. Arrivati nel giardino, iniziarono ad osservare la palma, su di essa c’era una porticina, l’aprirono e percorsero un piccolo corridoio stretto che portava nella parte superiore della villa. Alla fine del corridoio trovarono una stanza, piena di fogli accartocciati, e c’era una tela con disegnato un bellissimo Cormorano.

Videro anche dei quaderni, con scritte le note musicali, erano tutti pieni di polvere. C’era anche una poltrona con un cuscino, sul cuscino c’era scritto: “Puccini”, così scoprirono a chi apparteneva quella stanza segreta. Quella stanza era proprio appartenuta al loro compositore preferito, Giacomo Puccini. Videro poi qualcosa sotto il cuscino, era uno spartito musicale, si trattava della Turandot, ma purtroppo era incompleta! I due fratelli decisero però di pubblicarla lo stesso, ed ebbe un grande successo! Da quel giorno, sono trascorsi tanti anni e la Villa oggi è disabitata, e la stanza di Puccini è ancora segreta e avvolta nel mistero.

Quello che resta però è l’anima del musicista, seduta sul lago che ammira il tramonto.

Classe 5ª B

elementari don Aldo Mei

Bozzano

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