Il presidio
Sos dormitorio: senza volontari si chiude
di Melania Carnevali
Nel centro della Misericordia mancano addetti alla sorveglianza
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. I volantini sono apparsi un po’ovunque. All’ingresso delle parrocchie, sulle bacheche delle associazioni locali, anche vicino alle casse sui banconi di alcuni bar. «Si cercano volontari per sostenere il dormitorio della Misericordia di Viareggio». Dopo quasi cent’anni di storia, il fondo di via Cavallotti rischia di chiudere: mancano persone per la sorveglianza.
E la notizia arriva proprio adesso, alla vigilia di Natale, le strade ghiacciate, il termometro che segna meno tre. «Fino ad oggi siamo comunque riusciti a organizzarci in un modo o nell’altro, ma è sempre più difficile», spiega Antonio Dettori, responsabile della Caritas di Viareggio che si occupa della gestione dei volontari e dell’accoglienza nel fondo di proprietà della Misericordia.
Il dormitorio, inaugurato negli Venti da re Vittorio Emanuele III, nei decenni ha visto aumentare e diminuire i posti letto, ma è sempre stato un punto di riferimento in Versilia per le persone in difficoltà. Prima solo italiani, poi solo stranieri. Adesso sono sia stranieri (due terzi) sia italiani. Persone che hanno perso il lavoro e non lo hanno più ritrovato. Clochard per miseria. «Non superano i 65 anni di età».
Il dormitorio adesso ha quindici posti letto, dieci per gli uomini e cinque per le donne. Le richieste, d’inverno, sarebbero molte di più: almeno il doppio per gli uomini, un terzo in più per le donne. Gli ospiti si possono quindi fermare solo per dieci notti, poi (se ci sono altre richieste) devono far passare altri dieci giorni prima di tornare. E in quei giorni senza tetto si mettono in fila sui cartoni al mercato coperto, sotto i portici, in case abbandonate a resistere al freddo, ai topi, al puzzo di urina.
Poi torna un lampo di vita, di umanità, sotto le coperte pulite del dormitorio di via Cavallotti. Quella parentisi di dolcezza adesso è a rischio. A gestire il dormitorio nei tre turni (accoglienza, vigilanza notturna e pulizia) ci sono solo quindici volontari, di cui solo due però si sono offerti per il turno notturno per dormire nella stessa struttura delle persone ospitate. «Lo impone la normativa – spiega il presidente della Misericordia di Viareggio, Gabriele Cipriani – dobbiamo avere persone che accolgono gli ospiti e li identificano e qualcuno che faccia la sorveglianza».
Le figure richieste quindi sono tre. Volontari per l’accoglienza degli ospiti: servono dal lunedì alla domenica, dalle 18. 30 alle 20. 30, per accogliere le persone, chiedere i documenti, registrarli, fornire lenzuola, asciugamani e bagnoschiuma. Poi servono volontari per la vigilanza notturna dalle 21 alle 7 della mattina seguente (anche in questo caso dal lunedì alla domenica), i quali hanno il compito di «effettuare un giro di ricognizione della struttura durante la notte», spiega Dettori, ma hanno anche una camera da letto a disposizione. E infine volontari per le pulizie, dalle 8 alle 9.30, tre volte a settimana, per pulire gli spazi del dormitorio composto da tre camere, bagni e sala comune.
MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
E la notizia arriva proprio adesso, alla vigilia di Natale, le strade ghiacciate, il termometro che segna meno tre. «Fino ad oggi siamo comunque riusciti a organizzarci in un modo o nell’altro, ma è sempre più difficile», spiega Antonio Dettori, responsabile della Caritas di Viareggio che si occupa della gestione dei volontari e dell’accoglienza nel fondo di proprietà della Misericordia.
Il dormitorio, inaugurato negli Venti da re Vittorio Emanuele III, nei decenni ha visto aumentare e diminuire i posti letto, ma è sempre stato un punto di riferimento in Versilia per le persone in difficoltà. Prima solo italiani, poi solo stranieri. Adesso sono sia stranieri (due terzi) sia italiani. Persone che hanno perso il lavoro e non lo hanno più ritrovato. Clochard per miseria. «Non superano i 65 anni di età».
Il dormitorio adesso ha quindici posti letto, dieci per gli uomini e cinque per le donne. Le richieste, d’inverno, sarebbero molte di più: almeno il doppio per gli uomini, un terzo in più per le donne. Gli ospiti si possono quindi fermare solo per dieci notti, poi (se ci sono altre richieste) devono far passare altri dieci giorni prima di tornare. E in quei giorni senza tetto si mettono in fila sui cartoni al mercato coperto, sotto i portici, in case abbandonate a resistere al freddo, ai topi, al puzzo di urina.
Poi torna un lampo di vita, di umanità, sotto le coperte pulite del dormitorio di via Cavallotti. Quella parentisi di dolcezza adesso è a rischio. A gestire il dormitorio nei tre turni (accoglienza, vigilanza notturna e pulizia) ci sono solo quindici volontari, di cui solo due però si sono offerti per il turno notturno per dormire nella stessa struttura delle persone ospitate. «Lo impone la normativa – spiega il presidente della Misericordia di Viareggio, Gabriele Cipriani – dobbiamo avere persone che accolgono gli ospiti e li identificano e qualcuno che faccia la sorveglianza».
Le figure richieste quindi sono tre. Volontari per l’accoglienza degli ospiti: servono dal lunedì alla domenica, dalle 18. 30 alle 20. 30, per accogliere le persone, chiedere i documenti, registrarli, fornire lenzuola, asciugamani e bagnoschiuma. Poi servono volontari per la vigilanza notturna dalle 21 alle 7 della mattina seguente (anche in questo caso dal lunedì alla domenica), i quali hanno il compito di «effettuare un giro di ricognizione della struttura durante la notte», spiega Dettori, ma hanno anche una camera da letto a disposizione. E infine volontari per le pulizie, dalle 8 alle 9.30, tre volte a settimana, per pulire gli spazi del dormitorio composto da tre camere, bagni e sala comune.
MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
