Il presidio
Ex bancari fanno squadra per combattere l’usura
di Matteo Tuccini
Decine di richieste di aiuto allo sportello della Misericordia di via Cavallotti Da lì si aprono le pratiche per ottenere prestiti dalle banche e ripagare i debiti
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VIAREGGIO. C’è una squadra di ex bancari che combatte l’usura a Viareggio e in Versilia. Quattro moschettieri che da anni fanno servizio volontario allo sportello d’ascolto della Misericordia in via Cavallotti. Ricevendo e parlando con decine di persone travolte dai debiti e in pericolo. Perché l’unica strada rimasta loro è quella dell’illegalità: il prestito a strozzo. L’obiettivo di Vincenzo Cremona, Attilio Galli, Riccardo Mirarchi e Romano Ricci è impedire che accada questo: «Il nostro intervento – spiegano – non riguarda chi è già nelle mani dell’usuraio: quello è un crimine, per cui bisogna rivolgersi alle forze dell’ordine o alla prefettura. Quando non ci sono più strade possibili, quando la banca fa capire che non può aiutarti, quando tutto insomma sembra precipitare, cerchiamo di impedire la persona precipiti davvero in un gorgo senza fine».
Decine di Sos. Dal 1997 esistono i centri d’ascolto di supporto alle persone in difficoltà economica, grazie alla legge 108 anti-usura. In città è aperto alla Misericordia, dove tra l’altro uno dei componenti della squadra, Riccardo Mirarchi, è diventato vicepresidente. «Viareggio è stata una delle prime ad aprire uno sportello – raccontano i quattro volontari – Abbiamo fatto dai 35 ai 40 accessi ogni anno: negli ultimi due ci attestiamo su poco meno di 60». Centinaia, quindi, le richieste di aiuto a cui è stato prestato ascolto negli ultimi anni. Dall’imprenditore messo alle strette dalla crisi economica, alla famiglia che si è incartata tra varie finanziarie per comprare viaggi, auto, cellulari. «I debiti – si spiega – possono andare da alcune migliaia di euro, anche 6-7.000, a importi decisamente più elevati. Anche centinaia di migliaia di euro». Situazioni che, come detto, non possono essere più risolte con un ulteriore prestito bancario. Perché gli istituti di credito non considerano più queste persone affidabili. Soprattutto nel caso in cui siano finiti nell’elenco dei cosiddetti “protestati”: coloro che sottoscrivono assegni e cambiali, ma poi non li saldano. A quel punto la persona pensa che sia rimasto solo un modo per avere dei soldi: rivolgersi a “quello lì”. Quello che a Roma chiamano il cravattaro, con un’ironia che è tipica della Capitale. L’usuraio.
Il saldo dei debiti. L’usura è un’attività criminale di routine: la pratica il singolo cittadino, così come l’appartenente a una banda, per non parlare della criminalità organizzata. I tassi d’interesse dell’usuraio sono fatti apposta per avvilupparti ancora di più nella sua rete. Ecco perché bisogna fare in modo che quella rete non si apra. Saldando, se non tutti, buona parte dei debiti dell’interessato. «Il sistema di cui facciamo parte – spiegano i volontari – consiste in una Fondazione pubblica che ha base a Siena e che fa da intermediaria con le banche convenzionate, dando la propria garanzia. In questo modo si possono pagare i propri debiti, con importi che vanno da 25.800 euro fino ai 200.000 euro nel caso di un mutuo. La persona interessata si impegna a restituire il prestito con una rata mensile».
L’iter. Chi può rivolgersi allo sportello della Misericordia? Tutti coloro che ritengano di potersi prendere un impegno serio, avendo in cambio la chiusura delle proprie pendenze economiche. Persino, come detto, i protestati. «Diciamo chiunque non sia più in grado di rivolgersi al sistema del credito ordinario. Il limite minimo di reddito familiare complessivo è 1. 200 euro al mese – spiegano Cremona, Mirarchi e Ricci – Sotto questa soglia, che è già piuttosto bassa, non si ritiene possibile impegnarsi in una operazione del genere. Noi ascoltiamo le persone che ci chiedono aiuto: dopo il colloquio, se riteniamo di essere in presenza di una persona che ha davvero bisogno e che ha la voglia di uscirne, apriamo la pratica con l’ammontare dei debiti». Viene fatto anche un controllo alla Crif, la centrale dei rischi: un organo di vigilanza che fornisce la situazione dell’interessato e chiarisce se siamo in presenza di un incosciente oppure no. Gli stessi quattro dello sportello anti-usura, dopo una riflessione approfondita e un confronto, decidono di deliberare. «A quel punto la documentazione viene inviata alla Fondazione per l’istruzione della pratica da inviare alla banca: è l’istituto di credito, infatti, a dover dare la parola definitiva sulla richiesta». Il patto è che la Fondazione faccia da garante con la banca per una cifra fino al 50% dei debiti: sarà la banca a mettere sul piatto il denaro, che va dai 25.800 ai 50.000 euro: quest’ultima somma è destinata ad artigiani e imprenditori. Ma si possono chiedere anche prestiti per mutui, ovviamente ipotecari: in questo caso la cifra può superare i 150.000 e arrivare fino a 200.000. «Se anche la banca ritiene che la richiesta possa essere accolta, si procede con il prestito e il pagamento delle pendenze. Eseguito dalla banca stessa. Il richiedente dovrà impegnarsi a restituire la somma con una rata mensile. In genere questo succede nella stragrande maggioranza dei casi: registriamo solo il 7% di mancati pagamenti». Gli istituti convenzionati sono la Banca di credito cooperativo Versilia Lunigiana e Garfagnana, la Cassa di risparmio Pistoia e Lucchesia (ex Cassa di risparmio di Firenze), il Monte dei Paschi di Siena e la Cassa di risparmio di San Miniato.
Come contattarli. Rivolgersi alla sede della Misericordia in via Cavallotti: numeri 0584 946764-946753, email prevenzioneusura@misericordiaviareggio.it. L’appuntamento viene dato entro due giorni dalla telefonata.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Decine di Sos. Dal 1997 esistono i centri d’ascolto di supporto alle persone in difficoltà economica, grazie alla legge 108 anti-usura. In città è aperto alla Misericordia, dove tra l’altro uno dei componenti della squadra, Riccardo Mirarchi, è diventato vicepresidente. «Viareggio è stata una delle prime ad aprire uno sportello – raccontano i quattro volontari – Abbiamo fatto dai 35 ai 40 accessi ogni anno: negli ultimi due ci attestiamo su poco meno di 60». Centinaia, quindi, le richieste di aiuto a cui è stato prestato ascolto negli ultimi anni. Dall’imprenditore messo alle strette dalla crisi economica, alla famiglia che si è incartata tra varie finanziarie per comprare viaggi, auto, cellulari. «I debiti – si spiega – possono andare da alcune migliaia di euro, anche 6-7.000, a importi decisamente più elevati. Anche centinaia di migliaia di euro». Situazioni che, come detto, non possono essere più risolte con un ulteriore prestito bancario. Perché gli istituti di credito non considerano più queste persone affidabili. Soprattutto nel caso in cui siano finiti nell’elenco dei cosiddetti “protestati”: coloro che sottoscrivono assegni e cambiali, ma poi non li saldano. A quel punto la persona pensa che sia rimasto solo un modo per avere dei soldi: rivolgersi a “quello lì”. Quello che a Roma chiamano il cravattaro, con un’ironia che è tipica della Capitale. L’usuraio.
Il saldo dei debiti. L’usura è un’attività criminale di routine: la pratica il singolo cittadino, così come l’appartenente a una banda, per non parlare della criminalità organizzata. I tassi d’interesse dell’usuraio sono fatti apposta per avvilupparti ancora di più nella sua rete. Ecco perché bisogna fare in modo che quella rete non si apra. Saldando, se non tutti, buona parte dei debiti dell’interessato. «Il sistema di cui facciamo parte – spiegano i volontari – consiste in una Fondazione pubblica che ha base a Siena e che fa da intermediaria con le banche convenzionate, dando la propria garanzia. In questo modo si possono pagare i propri debiti, con importi che vanno da 25.800 euro fino ai 200.000 euro nel caso di un mutuo. La persona interessata si impegna a restituire il prestito con una rata mensile».
L’iter. Chi può rivolgersi allo sportello della Misericordia? Tutti coloro che ritengano di potersi prendere un impegno serio, avendo in cambio la chiusura delle proprie pendenze economiche. Persino, come detto, i protestati. «Diciamo chiunque non sia più in grado di rivolgersi al sistema del credito ordinario. Il limite minimo di reddito familiare complessivo è 1. 200 euro al mese – spiegano Cremona, Mirarchi e Ricci – Sotto questa soglia, che è già piuttosto bassa, non si ritiene possibile impegnarsi in una operazione del genere. Noi ascoltiamo le persone che ci chiedono aiuto: dopo il colloquio, se riteniamo di essere in presenza di una persona che ha davvero bisogno e che ha la voglia di uscirne, apriamo la pratica con l’ammontare dei debiti». Viene fatto anche un controllo alla Crif, la centrale dei rischi: un organo di vigilanza che fornisce la situazione dell’interessato e chiarisce se siamo in presenza di un incosciente oppure no. Gli stessi quattro dello sportello anti-usura, dopo una riflessione approfondita e un confronto, decidono di deliberare. «A quel punto la documentazione viene inviata alla Fondazione per l’istruzione della pratica da inviare alla banca: è l’istituto di credito, infatti, a dover dare la parola definitiva sulla richiesta». Il patto è che la Fondazione faccia da garante con la banca per una cifra fino al 50% dei debiti: sarà la banca a mettere sul piatto il denaro, che va dai 25.800 ai 50.000 euro: quest’ultima somma è destinata ad artigiani e imprenditori. Ma si possono chiedere anche prestiti per mutui, ovviamente ipotecari: in questo caso la cifra può superare i 150.000 e arrivare fino a 200.000. «Se anche la banca ritiene che la richiesta possa essere accolta, si procede con il prestito e il pagamento delle pendenze. Eseguito dalla banca stessa. Il richiedente dovrà impegnarsi a restituire la somma con una rata mensile. In genere questo succede nella stragrande maggioranza dei casi: registriamo solo il 7% di mancati pagamenti». Gli istituti convenzionati sono la Banca di credito cooperativo Versilia Lunigiana e Garfagnana, la Cassa di risparmio Pistoia e Lucchesia (ex Cassa di risparmio di Firenze), il Monte dei Paschi di Siena e la Cassa di risparmio di San Miniato.
Come contattarli. Rivolgersi alla sede della Misericordia in via Cavallotti: numeri 0584 946764-946753, email prevenzioneusura@misericordiaviareggio.it. L’appuntamento viene dato entro due giorni dalla telefonata.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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