Il Tirreno

Versilia

Ex cassiere della Bussola: «Licenziato a 54 anni non mi assume nessuno»

di Melania Carnevali
Agnelo Benassi
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Agnelo Benassi

La storia di Angelo Benassi da quasi due anni senza lavoro. «Mi devono ancora duemila euro». Guidi: «Li avrà entro Natale»

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SERAVEZZA. «Lavori una vita per una persona e poi questa dal giorno alla notte, o quasi, ti lascia a casa. E come se non bastasse ti fa dannare mesi per avere duemila euro». Angelo Benassi, 55 anni, storico cassiere della Bussola, a marzo dello scorso anno si è ritrovato improvvisamente senza lavoro dopo sedici anni di onorata carriera a stampare scontrini per ingressi e bevute. La discoteca della Versilia, in realtà, aveva chiuso per lavori tre anni prima, nel 2013, ma quando nel 2016 è stata riaperta con un nuovo nome (Bussola Club Versilia) e una nuova gestione (da Gherardo Guidi, che ne rimane il patron ad Andrea Biagioli) il contratto di Angelo, come quello del fratello, Giuseppe, che alla Bussola aveva iniziato al lavorare a fine anni Ottanta come cameriere, è stato rescisso.

«Ci siamo ritrovati io a 54 anni e lui a 58 anni, senza lavoro», racconta Angelo. Da quel giorno è iniziato il calvario. È piombato nel mondo sempre più pieno dei senza lavoro. Troppo giovane per andare in pensione e troppo vecchio per essere assunto da qualcun altro. Due figli, minorenni, una casa di proprietà, un’unica persona che porta lo stipendio in famiglia: la moglie, che lavora nella mensa dell’ospedale di Massa. «Non è facile andare avanti in quattro con un solo stipendio», racconta. «Io riesco a trovare qualche lavoretto ogni tanto come giardiniere o imbianchino, ma è veramente dura».

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Fosse solo questo. Angelo Benassi dalla società proprietaria del locale, la Chantal srl, deve avere ancora duemila euro come indennità di mancato preavviso di licenziamento. È il frutto di una conciliazione che si è tenuta davanti all’ispettorato del lavoro di Lucca – Massa Carrara il 7 febbraio scorso. La società, si legge nel verbale dell’ispettorato del lavoro, avrebbe dovuto pagare la somma di 2 mila euro ad Angelo Benassi «entro e non oltre» il 7 marzo, presentando poi all’ispettorato stesso la ricevuta di pagamento delle spettanze. «Io quei soldi non li ho ancora visti (e questo significa che l’ispettorato del lavoro non ha mai ricevuto l’avviso di avvenuto pagamento, ndr)– lamenta l’ex cassiere –, nonostante i solleciti». Per molti, continua, «duemila sono spiccioli. Per me e in questa particolare situazione sono come ventimila euro». I

l patron della Bussola, Gherardo Guidi, contattato da Il Tirreno, tranquillizza: «Entro Natale li avrà».

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