Il presidio
MIGLIARINA
Paura al sottopasso della Rondinella
Un gruppo di studentesse: «La sera è buio ed è sempre sporco»
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VIAREGGIO. Hanno 14-15 anni e dalla Migliarina, dove abitano, vanno tutte le mattine a prendere l’autobus alla stazione per poi raggiungere in autobus le scuole superiori che frequentano. Nel tragitto a piedi devono affrontare il sottopasso della Rondinella, fiore all’occhiello - quando fu costruito - di una città che puntava a superare così la divisione in due tracciata dalla ferrovia.
«Il sottopasso è buio» raccontano al “Tirreno” le ragazze inviando video e audio via telefonino alle 7 del mattino: «E noi abbiamo paura. Lo facciamo di corsa».
Non solo buio, ma anche sporco. Come era la passerella pedonale sopra i binari fino al 2009, prima che il fuoco del disastro ferroviario la distruggesse.
Le studentesse della Migliarina, che come tutti i giovani e giovanissimi sono il futuro della città, chiedono a gran voce di avere l’illuminazione del sottopasso. Così da poter andare a scuola senza dover correre, senza camminare in mezzo ai rifiuti, senza dover fare brutti incontri.
Come è invece accaduto, un anno e mezzo fa ad una ragazza di poco più grande, aggredita e picchiata nel sottopasso per rubarle il telefono cellulare. Era la primavera dello scorso anno e un gruppo di cittadini si organizzò con l’iniziativa “Un caffè alla stazione”. L’intento era quello di “occupare” gli spazi della città più oscuri, pericolosi, difficili da vivere anche di giorno.
Il Comune di Viareggio ha un contratto con l’azienda dell’illuminazione Citelum. Non dovrebbe essere un’impresa titanica ripristinare l’illuminazione nel sottopasso della Rondinella che - per dovere do cronaca - avrebbe dovuto passare sotto la via Aurelia per sbucare dall’altra parte. E, probabilmente, sarebbe stata tutta un’altra cosa.
Ma a Viareggio accade anche questo: si realizza un pezzo di un’opera sì ed un altro no, perfino quando mancano solo pochi metri.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Il sottopasso è buio» raccontano al “Tirreno” le ragazze inviando video e audio via telefonino alle 7 del mattino: «E noi abbiamo paura. Lo facciamo di corsa».
Non solo buio, ma anche sporco. Come era la passerella pedonale sopra i binari fino al 2009, prima che il fuoco del disastro ferroviario la distruggesse.
Le studentesse della Migliarina, che come tutti i giovani e giovanissimi sono il futuro della città, chiedono a gran voce di avere l’illuminazione del sottopasso. Così da poter andare a scuola senza dover correre, senza camminare in mezzo ai rifiuti, senza dover fare brutti incontri.
Come è invece accaduto, un anno e mezzo fa ad una ragazza di poco più grande, aggredita e picchiata nel sottopasso per rubarle il telefono cellulare. Era la primavera dello scorso anno e un gruppo di cittadini si organizzò con l’iniziativa “Un caffè alla stazione”. L’intento era quello di “occupare” gli spazi della città più oscuri, pericolosi, difficili da vivere anche di giorno.
Il Comune di Viareggio ha un contratto con l’azienda dell’illuminazione Citelum. Non dovrebbe essere un’impresa titanica ripristinare l’illuminazione nel sottopasso della Rondinella che - per dovere do cronaca - avrebbe dovuto passare sotto la via Aurelia per sbucare dall’altra parte. E, probabilmente, sarebbe stata tutta un’altra cosa.
Ma a Viareggio accade anche questo: si realizza un pezzo di un’opera sì ed un altro no, perfino quando mancano solo pochi metri.
Donatella Francesconi
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