Il Tirreno

Versilia

Addio all’artigiano del Forte

Ieri i funerali di Roberto Mattugini, che costruì il paese in miniatura

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FORTE DEI MARMI. Ci sono persone che hanno fatto grande Forte dei Marmi, e ci sono fortemarmini come Roberto Mattugini che il Forte dei Marmi l’han fatto piccolo piccolo. Non è una questione di meriti o di grandeur, ovviamente, ma solo di dimensioni, e ci piace ricordare questo geniale costruttore di una Forte dei Marmi in miniatura (ma non troppo) scomparso nel fine settimana e di cui si sono tenute ieri le esequie.

Persona mite e schiva alla cronaca, Mattugini in tanti anni di appassionate realizzazioni aveva dato corpo a quelli che per ogni fortemarmino sono i monumenti cittadini per eccellenza. E se era marmo era marmo, ma se erano tegoli non potevano che essere di terracotta. Insomma Mattugini aveva messo su, mattone dopo mattone, un Fortino ricostruito all’inverominile, ma aveva dato anche dimensioni e volumi alla chiesa di Sant’Ermete del centro e a quella di San Francesco a Vittoria Apuana che soltanto a riprenderle con uno zoom si stentava per davvero a capire quale fosse la realtà storica e quale la riproduzione di modelli magnifici e soprattutto unici.

Roberto Mattugini aveva anche ricreato il vecchio pontile con la spiaggia e da ultimo anche la sede della Croce Verde in via Risorgimento con un’attenzione ai dettagli del tutto fuori del comune.

«In queste ore ci ha lasciato un caro amico ed abilissimo artigiano - spiega Vasco Franceschi che si è fatto interprete del cordoglio di tanti fortemarmini - Roberto era uno che si è levata la voglia di lavorare e di coltivare le proprie passioni. Fino al punto di averci lasciato splendide miniature in scala dei principali edifici del nostro paese, in silenzio e umiltà. Anni fa dei suoi capolavori, ammirati ancora oggi, era stata fatta una bella mostra a Palazzo Quartieri che aveva attirato tantissimi visitatori ammaliati dalle sue ricostruzioni. La sua scomparsa - ha concluso Franceschi - lascia in tanti un vuoto profondo per una persona umile e schiva, ma dalle mani e dall’ingegno assolutamente inimitabile».

Roberto, di cui avevamo sfidato spesso, per i lettori del nostro giornale, la riservatezza e la modestia è la prova che si può essere grandi anche facendo cose piccole.

Franco A. Calotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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