Il Tirreno

Versilia

Almeno trenta bagni sono sul mercato

di Matteo Tuccini
Almeno trenta bagni sono sul mercato

Boom degli annunci di vendita degli stabilimenti balneari in Versilia: «Ma a prezzi sempre più bassi»

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VIAREGGIO. Caccia grossa agli stabilimenti balneari della Versilia. Sono una trentina quelli ufficialmente in vendita e che aspettano solo un compratore in grado di soddisfare le loro richieste. Nulla a che vedere col passato, quando poche erano le trattative e pochissime quelle che si concludevano positivamente: una vendita all’anno era considerata un evento.

Anche le cifre, spiegano i concessionari, sono diverse: più ridotte. Perché la tagliola della direttiva Bolkestein è sempre più vicina: le concessioni dei bagni scadono nel 2020, quindi tra due anni. A meno che il proprietario dello stabilimento non abbia fatto il cosiddetto “atto formale”, cioè abbia ottenuto il rinnovo pluriennale della concessione grazie ad investimenti. In quel caso il venditore può contare di offrire un bene senza controindicazioni anche fino al 2035. Quindi aggirando l’ostacolo delle famigerate aste. In realtà gare pubbliche che metteranno in palio i bagni e che dovrebbero scattare, appunto, tra due anni.

Gli annunci dei bagni in vendita si trovano ovunque, sul web come nelle bacheche delle agenzie immobiliari. Come mai questo fermento? «La Bolkestein ha avuto molte conseguenze – spiega Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido – questa è una. Gli imprenditori si sentono sfiduciati e pensano che sia meglio lasciare quello che una volta era considerato un bene rifugio, quasi come una casa». Questo non significa, secondo Petrucci, che ci siano file di compratori fuori dalla porta. «Ora sono loro che hanno il coltello dalla parte del manico – dice Petrucci – il bagno ha perso molto del suo valore originario a causa della vicenda Bolkestein: a mio parere si è scesi anche del 50%. Adesso è il compratore che fa il prezzo, un po’ come è accaduto nel mercato delle case». Tanto che un bagno di Viareggio o Lido, valutato ai tempi d’oro anche due milioni di euro o più, può scendere sotto il milione.

È questa possibilità di ottenere un maxi-sconto che attira gli interessati. «Può darsi – dice Pietro Guardi, presidente dei balneari di Viareggio – Ma io credo che i bagni rappresentino sempre un’occasione di investimento interessante. Sono una ricchezza della Versilia: molti ci vedono margini di crescita e di guadagno professionale. Anche con la Bolkestein alle porte».

C’è, però, una scappatoia che consente a chi vende di offrire una proprietà senza inghippi fino al 2035. E a chi compra di stare tranquillo fino a quella data. «Il cosiddetto “atto formale” – spiega Piero Bellandi, professionista viareggino che segue gli stabilimenti balneari anche nelle compravendite – è stato accolto con molti dubbi. Ma ha portato cose positive. Una di queste è aver ridato sostanza al mercato dei bagni, perché dà la possibilità al proprietario di offrire una concessione più lunga. A quel punto il bene ha più valore». Una delle strategie più usate negli ultimi tempi è un accordo tra venditore e acquirente proprio sulla questione del prolungamento della concessione: viene sottoscritto un preliminare vincolato, in cui gli investimenti sono a nome e a carico del futuro proprietario. Se l’amministrazione pubblica acconsente alla richiesta di rinnovo fino al 2035, può scattare l’acquisto.

Come detto in Versilia ci sono una trentina di bagni ufficialmente in vendita, anche se vale il vecchio adagio: al prezzo giusto sono tutti sul mercato. I nomi, così come le cifre, sono riservatissimi. A Viareggio ce ne sono almeno quattro, tra cui l’Aloha sulla Terrazza della Repubblica. A Lido sono otto: tra questi, il Graziano dell’ex sindaco di Massarosa Fabrizio Larini sarebbe al punto più avanzato della trattativa. Anche a Marina si parla di una decina di bagni offerti al migliore acquirente: trattative febbrili per l’Edy e il Twiga, che Flavio Briatore vuole acquistare al 100% dalla famiglia Galeotti. Così come per il bagno Motrone. A Forte dei Marmi risultano in vendita il Principe, il Remo Beach e il Bistrot. Mentre il magnate Oleg Tinkov della Dacia avrebbe messo nel mirino gli stabilimenti vicini.

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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