Il Tirreno

Versilia

Rilancio di Pioppogatto: investimento da 4 milioni

di Donatella Francesconi
L’ingresso al primo capannone che riceve i rifiuti a Pioppogatto (Fotomania)
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L’ingresso al primo capannone che riceve i rifiuti a Pioppogatto (Fotomania)

L’impianto sarà trasformato nel punto di selezione dei materiali da recuperare tra quelli nascosti nelle tonnellate di indifferenziato che vengono trattate

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VIAREGGIO. Quattro milioni di investimenti per dare nuova vita all’impianto di trattamento rifiuti di Pioppogatto (che non è un inceneritore ma un impianto di compostaggio).

«Dobbiamo andare a lavorare sul materiale che non deve essere più portato né ad incenerimento né in discarica», spiega il direttore di Ersu, Walter Bresciani Gatti, «ma recuperato nel ciclo dei materiali. È questo il senso di quella che chiamiamo “Fabbrica dei materiali”: il rifiuto viene preso, trattato, selezionato per le varie frazioni merceologiche». Insomma, sottolinea il vice sindaco di Massarosa, Damasco Rosi, «è quel recuperare materiale da indifferenziato che è previsto nel Piano regionale d’ambito».

Quattro milioni di investimento in tutto, ma - spiega ancora il direttore di Ersu - «io penso così di incrementare del 30% il recupero del materiale. Tengo molto ad impiegare i macchinari che sono qua dentro mai utilizzati. C’è una linea di selezione che dal 2001 è ferma e non ha mai lavorato: ha ancora il cartellino del collaudo».

Perché se c’è una certezza oggi è quella che dalle lavorazioni del rifiuto indifferenziato eseguite a Pioppogatto non si ricava niente in recupero di materiale e quindi in denaro per la vendita di quanto selezionato. Fatto salvo un 1% costituito dalla vendita del ferro. A questo proposito Bresciani prosegue: «Bisogna evitare che materiale buono vada all’incenerimento (a Livorno, ndr) o in discarica (Rosignano e Peccioli, ndr). Non ci interessa fare un bel combustibile. Ma fare attività di recupero della frazione secca. Questo è il vero valore aggiunto di Pioppogatto». Questo impianto, grande com’è, non ha una selezione dell’alluminio. Così, per esempio, buttiamo via - a bruciare o in discarica - tutto l’alluminio».

In questo senso, tra le prime azioni messe in campo da Ersu dopo essere subentrata a “Vera” nella gestione dell’impianto (aprile scorso) c’è stata quella di avere aperto «la modifica dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndr)». Due settimane fa - spiega Bresciani Gatti - «c’è stata la prima conferenza dei servizi. Spero che a gennaio ci diano l’ultima conferenza con la decisione finale sulla sezione di valorizzazione di questo materiale. Spero di avere prima dell’estate la linea dedicata alla selezione dell’alluminio».

L’impianto, inoltre, avrà attività di selezione dei materiali sia manuale che meccanica: «Manuale per la carta ed il legno, mentre per plastica, ferro e alluminio sarà tutto automatico».

Tenendo presente che - sottolinea il presidente di Ersu, Alberto Ramacciotti - «questo è il modo per ridurre realmente e sensibilmente la tariffa dello smaltimento rifiuti».

In un capannone da 3.000 metri quadrati, inoltre, Ersu ha intenzione di trasferire il proprio impianto della differenziata che si trova allo Statuario (Pietrasanta), acquistando macchinari nuovi per il servizio che intende svolgere. «Smantelliamo i mezzi vecchi e facciamo la gara per quelli nuovi: pala, caricatore e tutto quanto è necessario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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