Il pronto soccorso del Versilia preso d'assalto
Dall'inizio del mese in dieci giorni si sono registrati quasi duemila accessi
VIAREGGIO. La telefonata arriva in redazione nella serata di sabato, poco dopo le 21. Alle 2 della notte tra 8 e 9 dicembre è stato portato al Pronto soccorso, in ambulanza, un uomo di 80 anni, malato di diabete, il quale aveva accusato un malore in casa ed era svenuto.
Quando un familiare chiama il “Tirreno” l’uomo è ancora ricoverato in Pronto soccorso, nello spazio denominato “Osservazione alta intensità”, insieme ad una quindicina di altre persone, uomini e donne insieme, così la testimonianza. «Gli abbiamo portato da casa qualcosa da mangiare. Dovrebbero ricoverarlo, ma non ci hanno ancora detto quando». Intanto, però, le ore passano nello “stanzone” del Pronto soccorso dove si mescolano pezzi di vita e dolori. «Gli hanno dato il pappagallo - prosegue la testimonianza - e ha dovuto urinare davanti a tutti». Si mescolano preoccupazione, sgomento, rabbia, disagio. E la sensazione che, rispetto ai costi sopportati dai cittadini, qualcosa non torni quando il bisogno di sanità si fa pressante».
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L’ufficio stampa Asl Toscana Nord Ovest informa che si è verificata - nei giorni del “ponte” dell’Immacolata «una difficoltà nelle dimissioni dai reparti». Ed il primario del Pronto soccorso, Giuseppe Pepe, aggiunge: «La difficoltà al ricovero in reparto soprattutto nel fine settimana (e al mattino) nasce anche da richiesta pressante da parte delle famiglie di "differire" la dimissione al lunedì successivo, e nei giorni feriali al pomeriggio, per permettere alla organizzazione familiare una maggiore facilità di rientro a casa del proprio congiunto. È questa la prima causa di attesa posto letto: l'incapacità a riaccogliere un ammalato di rientro dall'ospedale nei giorni festivi ed al mattino, che genera attesa anche oltre 16 ore».
Pepe spiega al “Tirreno” di aver «informato i parenti dell’uomo preso in cura da medici ed infermieri nella sala di Osservazione alta intensità. Sala che grazie alle tende assicura anche il massimo della privacy possibile in un Pronto soccorso». Struttura presa d’assalto in questi primi giorni di dicembre: «Dal primo all’11 - spiega Pepe - «si sono registrati 1995 accessi (erano 1920 nel 2016), 7 pazienti in più al giorno, di urgenza/complessità di cure sovrapponibile al 2016 (22% molto critici) ma con un aumento dei casi nel fine settimana con esito ricovero (più 12 pazienti), a fronte di una disponibilità del posto letto prevalentemente nel pomeriggio». Pertanto, «può accadere che chi si presenta in Pronto soccorso nel tardo pomeriggio e abbia bisogno di un ricovero debba aspettare il pomeriggio successivo per essere trasferito in degenza.
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