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Tre colpi in un mese: fra i tabaccai cresce la paura
di Roy Lepore
Il responsabile versiliese della Fit lancia l’allarme: «Non possiamo continuare a lavorare in questo clima»
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VIAREGGIO. Tre colpi in meno di un mese. Due dei quali nel giro di poche ore. Tutti ai danni di tabaccherie della città. E tutti colpiti quando dietro il banco si trovavano delle donne. Qualcosa di più di una semplice coincidenza. Qualcosa che assomiglia ad un vero e proprio modus operandi. E che non può non allarmare un’intera categoria che adesso si sente più che mai a rischio sicurezza.
E così ieri il il responsabile della Federazione italiana tabaccai (Fit) della Versilia, Giuseppe Pucci, ha deciso di far sentire la propria voce. «C’è bisogno di maggior tutela per una categoria da sempre esposta alla criminalità ma che proprio in questi giorni sembra essere più che mai sotto attacco. Non possiamo pretendere che ad ogni tabaccheria ci sia un poliziotto o un carabiniere, ma non possiamo certo vivere e lavorare in questo clima. Ci sentiamo nel mirino ed abbiamo paura».
Carabinieri e polizia, per altro, sono al lavoro per cercare di dare un nome ed un volto ai banditi che sembrano aver preso di mira proprio le rivendite di tabacchi della città. Gli inquirenti stanno infatti recuperando le immagini delle telecamere di sicurezza interne alle tabaccherie ma anche quelle posizionate nei pressi delle rivendite colpite. Fotogrammi che potrebbero rivelarsi fondamentali per riuscire ad individuare gli autori dei colpi. E, anche se ufficialmente gli inquirenti non si sbilanciano, da fonti investigative trapelano segnali di ottimismo circa la possibilità di arrivare ad una svolta nelle indagini.
C’è poi il caso della tabaccheria di via di Montramito rapinata giovedì dove all’emergenza criminalità si unisce la scarsa sicurezza di una strada che - dopo il tramonto - è considerata pericolosa. Maria Rosa Giordano, come il marito Salvatore Di Freo e la contitolare del bar trattoria da Gianni in via di Montramito che si trova vicino al tabaccaio si soffermano sulla pericolosità della strada. «Appena fa buio questa è terra di nessuno - dice Maria Rosa Giordano - e poi il risultato è quello che mi è capitato appunto con la rapina dell'altra sera. Una concausa di questa situazione sono i dossi che sono stati installati ormai da tempo e che hanno ridotto il traffico ai minimi termini con gli automobilòisti che preferiscono il viale Tobino accanto. E' zona 30, ma è impossibile transitare a questa velocità. I dossi sono alti, andrebbero abbassati. Ci siamo rivolti in Comune dove sembravano aver compreso le nostre esigenze. Poi c'è stato qualcuno che risiede qua che si è opposto. Ed allora tutto è rimasto come prima. Però io ho subito la rapina, perché per la strada non c'è nessuno. Spacciano in questo tratto di via di Montramito, è stato segnalato anche alle forze dell'ordine, però se si favorisse un po' di movimento con le auto, forse ci sarebbe meno facilità per i malintenzionati di rendersi protagonisti di questi episodi. Si sentono tranquilli di agire impunemente. Adesso che stanno facendo i lavori della rotatoria all'inizio di via Montramito sarebbe il momento opportuno per intervenire e sostituire i dossi esistenti con altri più bassi».
Sulla questione viene chiamato in causa anche il sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Mia moglie l'altra sera era sola quando è stata rapinata - dice Salvatore Di Freo, marito della tabaccaia - ed è la seconda volta che accade. Non è una situazione piacevole: invito il sindaco Del Ghinagaro a venire in via di Montramito alla nostra rivendita di tabacchi per rendersi conto, se quello che diciamo risponde a verità. Allora forse darebbe autorizzazione a rendere più sicura la strada, cominciando come detto, a togliere questi dossi, per aumentare un po' la circolazione».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Maria Luisa Esposito, contitolare del bar trattoria da Gianni. «Non ci sentiamo sicuri, c'è chi ad una certa ora, specialmente quando fa buio non esce di casa, perché ha il timore di fare incontri poco raccomandabili. Purtroppo dobbiamo convivere anche con una situazione economica che non è del tutto tranquilla. Ecco perchè anch'io, come la mia collega, chiedo la sostituzione di questi dossi con altri più agevoli per la circolazione».
E così ieri il il responsabile della Federazione italiana tabaccai (Fit) della Versilia, Giuseppe Pucci, ha deciso di far sentire la propria voce. «C’è bisogno di maggior tutela per una categoria da sempre esposta alla criminalità ma che proprio in questi giorni sembra essere più che mai sotto attacco. Non possiamo pretendere che ad ogni tabaccheria ci sia un poliziotto o un carabiniere, ma non possiamo certo vivere e lavorare in questo clima. Ci sentiamo nel mirino ed abbiamo paura».
Carabinieri e polizia, per altro, sono al lavoro per cercare di dare un nome ed un volto ai banditi che sembrano aver preso di mira proprio le rivendite di tabacchi della città. Gli inquirenti stanno infatti recuperando le immagini delle telecamere di sicurezza interne alle tabaccherie ma anche quelle posizionate nei pressi delle rivendite colpite. Fotogrammi che potrebbero rivelarsi fondamentali per riuscire ad individuare gli autori dei colpi. E, anche se ufficialmente gli inquirenti non si sbilanciano, da fonti investigative trapelano segnali di ottimismo circa la possibilità di arrivare ad una svolta nelle indagini.
C’è poi il caso della tabaccheria di via di Montramito rapinata giovedì dove all’emergenza criminalità si unisce la scarsa sicurezza di una strada che - dopo il tramonto - è considerata pericolosa. Maria Rosa Giordano, come il marito Salvatore Di Freo e la contitolare del bar trattoria da Gianni in via di Montramito che si trova vicino al tabaccaio si soffermano sulla pericolosità della strada. «Appena fa buio questa è terra di nessuno - dice Maria Rosa Giordano - e poi il risultato è quello che mi è capitato appunto con la rapina dell'altra sera. Una concausa di questa situazione sono i dossi che sono stati installati ormai da tempo e che hanno ridotto il traffico ai minimi termini con gli automobilòisti che preferiscono il viale Tobino accanto. E' zona 30, ma è impossibile transitare a questa velocità. I dossi sono alti, andrebbero abbassati. Ci siamo rivolti in Comune dove sembravano aver compreso le nostre esigenze. Poi c'è stato qualcuno che risiede qua che si è opposto. Ed allora tutto è rimasto come prima. Però io ho subito la rapina, perché per la strada non c'è nessuno. Spacciano in questo tratto di via di Montramito, è stato segnalato anche alle forze dell'ordine, però se si favorisse un po' di movimento con le auto, forse ci sarebbe meno facilità per i malintenzionati di rendersi protagonisti di questi episodi. Si sentono tranquilli di agire impunemente. Adesso che stanno facendo i lavori della rotatoria all'inizio di via Montramito sarebbe il momento opportuno per intervenire e sostituire i dossi esistenti con altri più bassi».
Sulla questione viene chiamato in causa anche il sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Mia moglie l'altra sera era sola quando è stata rapinata - dice Salvatore Di Freo, marito della tabaccaia - ed è la seconda volta che accade. Non è una situazione piacevole: invito il sindaco Del Ghinagaro a venire in via di Montramito alla nostra rivendita di tabacchi per rendersi conto, se quello che diciamo risponde a verità. Allora forse darebbe autorizzazione a rendere più sicura la strada, cominciando come detto, a togliere questi dossi, per aumentare un po' la circolazione».
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Maria Luisa Esposito, contitolare del bar trattoria da Gianni. «Non ci sentiamo sicuri, c'è chi ad una certa ora, specialmente quando fa buio non esce di casa, perché ha il timore di fare incontri poco raccomandabili. Purtroppo dobbiamo convivere anche con una situazione economica che non è del tutto tranquilla. Ecco perchè anch'io, come la mia collega, chiedo la sostituzione di questi dossi con altri più agevoli per la circolazione».
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