Raffica di avvisi e nuove regole per saldare il dovuto
di Donatella Francesconi
Entro fine novembre avvisi per 8 milioni di Ici-Imu-Tasi 2012 Nel 2018 “I Care” metterà a punto il fascicolo del contribuente
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VIAREGGIO. Entro il 30 novembre prossimo “I Care” emetterà gli accertamenti Ici-Imu-Tasi relativi al 2012; mentre gli accertamenti 2013 verranno emessi entro il maggio 2018. Sono 7.500 gli avvisi in arrivo per la sola Tari, per una somma pari a 8 milioni. Così i dati forniti nel corso della conferenza stampa cui hanno partecipato il presidente della società di riscossione, Moreno Pagnini, l’assessore al bilancio, Laura Servetti, e Marco Franciosi, funzionario responsabile del settore tributi di “I Care”.
«Gli accertamenti - spiega Franciosi - danno al contribuente 60 giorni di tempo per ricorrere. Se ciò non accade si avvia la riscossione coattiva, attraverso la nuova Agenzia delle entrate».
L’attività per Ici-Imu-Tasi sta procedendo nella bonifica della banca dati per procedere all’emissione di atti d’accertamento che risultino il più possibile corretti». L’incertezza sulla correttezza del dato - spiega “I Care” - sta nel mancato aggiornamento delle denunce e delle istanze in autotutela, presentate dal contribuente negli anni passati alla ex Viareggio Patrimonio». Alla società fallita e alla sua gestione, Franciosi non risparmia quale “stoccata”. Quando, nell’illustrare le procedure messe a punto dalla nuova società di riscossione, parla di «discontinuità totale dalla precedente gestione». Aggiungendo: «Dall’analisi del passato emerge che non deve esserci discrezionalità nell’applicazione del regolamento», con riferimento a quello comunale dei tributi. Affermazioni gravi sulla gestione della Viareggio Patrimonio, sul cui fallimento sembra che nessuno intenda fare piena luce. E viene da chiedersi se la «discrezionalità» di cui parla Franciosi sia stata o meno oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria da parte dei vertici di “I Care” e/o dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Il quale ha fortemente spinto per il nuovo corso sul fronte della riscossione.
Tornando alle nuove regole, dal 2018 - è stato annunciato ieri - “I Care” si doterà del “fascicolo del contribuente”, «visibile in qualsiasi momento dal contribuente stesso e dai professionisti cui si rivolge». La società di riscossione - ha annunciato l’assessore Servetti - ha contattato gli ordini dei professionisti con lo scopo di avviare un confronto a pro degli studi e dei loro clienti. Ai quali - ecco la novità - arriveranno i pre-accertamenti: «”I Care” - continua Franciosi - chiederà al cittadino che dia conto se ha da darne conto».
Da qui in poi, sottolinea l’assessore Servetti, «guardiamo avanti, per offrire un servizio che sia sempre più efficiente e soprattutto di qualità». Già nel 2016 - così i dati forniti da “i Care” - sono state effettuate 478 iscrizioni d’ufficio per contribuenti non iscritti al tributo a seguito di incrocio su banca dati Sea. Per il tributo Tari (rifiuti) «per la prima volta, nel corrente anno, è stata avviata l’attività di sollecito dell’impagato che ha prodotto un incremento d’incasso del 5,41% sul totale delle bollette emesse per l’anno 2016». Sono stati già inviati - precisa Franciosi - «solleciti a tutti coloro che non hanno pagato la Tari nel 2016. Per il prossimo anno saremo in grado di emettere già gli accertamenti Tari 2017 non pagata».
Insomma - è la voce di Pagnini - «conviene pagare subito, così da evitare che le somme lievitino. Lo consiglio a tutti».
Tra le attività cui si è dedicata “I Care” «la verifica puntuale delle istanze sopra i 10.000 euro di accertamento per un numero di 110 posizioni. Gli atti che usciranno saranno corretti prevedendo una percentuale di errore del 10%. Per le posizioni da 1000 a 10000 che risultano circa 2.075 si è proceduto ad una verifica puntuale, bonificando circa il 70% delle posizioni. Rimangono circa 12.549 posizioni per le quali si è proceduto ad una bonifica massiva, mediante incrocio con banche dati riferite al catasto e conservatoria e altre tipologie di controlli automatici per ridurre la percentuale di errore che si presume si possa attestare a circa il 50%».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Gli accertamenti - spiega Franciosi - danno al contribuente 60 giorni di tempo per ricorrere. Se ciò non accade si avvia la riscossione coattiva, attraverso la nuova Agenzia delle entrate».
L’attività per Ici-Imu-Tasi sta procedendo nella bonifica della banca dati per procedere all’emissione di atti d’accertamento che risultino il più possibile corretti». L’incertezza sulla correttezza del dato - spiega “I Care” - sta nel mancato aggiornamento delle denunce e delle istanze in autotutela, presentate dal contribuente negli anni passati alla ex Viareggio Patrimonio». Alla società fallita e alla sua gestione, Franciosi non risparmia quale “stoccata”. Quando, nell’illustrare le procedure messe a punto dalla nuova società di riscossione, parla di «discontinuità totale dalla precedente gestione». Aggiungendo: «Dall’analisi del passato emerge che non deve esserci discrezionalità nell’applicazione del regolamento», con riferimento a quello comunale dei tributi. Affermazioni gravi sulla gestione della Viareggio Patrimonio, sul cui fallimento sembra che nessuno intenda fare piena luce. E viene da chiedersi se la «discrezionalità» di cui parla Franciosi sia stata o meno oggetto di denuncia all’Autorità giudiziaria da parte dei vertici di “I Care” e/o dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Il quale ha fortemente spinto per il nuovo corso sul fronte della riscossione.
Tornando alle nuove regole, dal 2018 - è stato annunciato ieri - “I Care” si doterà del “fascicolo del contribuente”, «visibile in qualsiasi momento dal contribuente stesso e dai professionisti cui si rivolge». La società di riscossione - ha annunciato l’assessore Servetti - ha contattato gli ordini dei professionisti con lo scopo di avviare un confronto a pro degli studi e dei loro clienti. Ai quali - ecco la novità - arriveranno i pre-accertamenti: «”I Care” - continua Franciosi - chiederà al cittadino che dia conto se ha da darne conto».
Da qui in poi, sottolinea l’assessore Servetti, «guardiamo avanti, per offrire un servizio che sia sempre più efficiente e soprattutto di qualità». Già nel 2016 - così i dati forniti da “i Care” - sono state effettuate 478 iscrizioni d’ufficio per contribuenti non iscritti al tributo a seguito di incrocio su banca dati Sea. Per il tributo Tari (rifiuti) «per la prima volta, nel corrente anno, è stata avviata l’attività di sollecito dell’impagato che ha prodotto un incremento d’incasso del 5,41% sul totale delle bollette emesse per l’anno 2016». Sono stati già inviati - precisa Franciosi - «solleciti a tutti coloro che non hanno pagato la Tari nel 2016. Per il prossimo anno saremo in grado di emettere già gli accertamenti Tari 2017 non pagata».
Insomma - è la voce di Pagnini - «conviene pagare subito, così da evitare che le somme lievitino. Lo consiglio a tutti».
Tra le attività cui si è dedicata “I Care” «la verifica puntuale delle istanze sopra i 10.000 euro di accertamento per un numero di 110 posizioni. Gli atti che usciranno saranno corretti prevedendo una percentuale di errore del 10%. Per le posizioni da 1000 a 10000 che risultano circa 2.075 si è proceduto ad una verifica puntuale, bonificando circa il 70% delle posizioni. Rimangono circa 12.549 posizioni per le quali si è proceduto ad una bonifica massiva, mediante incrocio con banche dati riferite al catasto e conservatoria e altre tipologie di controlli automatici per ridurre la percentuale di errore che si presume si possa attestare a circa il 50%».
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