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Gargini incontra i familiari delle vittime della strage

Gargini incontra i familiari delle vittime della strage

VIAREGGIO. Un incontro, le scuse, la presa d’atto da parte di tutti che si può archiviare come un infortunio da cui imparare la lezione quello di cui è stato protagonista Franco Gargini, il...

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VIAREGGIO. Un incontro, le scuse, la presa d’atto da parte di tutti che si può archiviare come un infortunio da cui imparare la lezione quello di cui è stato protagonista Franco Gargini, il consigliere comunale del gruppo Viareggio democratica che durante la seduta consiliare di lunedì scorso dedicata alla discussione sull’asse di penetrazione è inciampato in una frase che è risuonata come indecente in città: «Le case a Viareggio - aveva detto Gargini facendo chiaramente riferimento alla strage del 29 giugno 2009 - le butta giù il gas, non l’amministrazione del nostro sindaco».

Inevitabile e immediata la reazione sdegnata dei familiari delle vittime, che hanno commentato come vergognoso il fatto che «un rappresentante istituzionale si permetta di pronunciare simili parole».

Dopo giorni di tensione e polemiche, ieri mattina finalmente il passaggio che ha consentito di chiudere il brutto episodio. Lo ha promosso il presidente del consiglio comunale, Paola Gifuni, peraltro esponente della stessa lista con cui è stato eletto Gargini, che ha invitato i rappresentanti dell’associazione dei familiari delle vittime e il consigliere comunale in municipio. Per un incontro che ha consentito a quest’ultimo di porgere le sue scuse.

«Abbiamo incontrato - si legge in una nota diffusa in serata dall’associazione Il Mondo che vorrei - il quale scusandosi per l’accaduto, ha confermato la non intenzionalità di offendere Viareggio e i familiari. Come riferito direttamente a lui stesso, capiamo la sincera amarezza nel non aver compreso, al momento, quanto dolore possono provocare e hanno provocato le sue parole. Oltretutto quelle che ci è dispiaciuto è che durante il suo intervento, nonostante il clamore del pubblico presente, nessun altro rappresentante del consiglio comunale sia intervenuto per sottolineare negativamente ciò che era stato affermato».

«Per noi la vicenda si chiude qua - prosegue la nota dei familiari delle vittime - abbiamo trasformato nuovamente il dolore in un incontro e nell’occasione abbiamo lasciato a Franco copia di “Ovunque Proteggi”, il cortometraggio per non dimenticare. Questo “spiacevole episodio” dimostra quanto ancora una volta dobbiamo lavorare tutti insieme, per far capire cosa sia accaduto il 29 giugno del 2009, affinché non accada mai più ultra Viareggio. Da quel giorno, il nostro grido di allarme sulla sicurezza non si è mai affievolito e ha trovato conferma prima in una sentenza e poi nelle successive motivazioni: il pericolo di una nuova strage è ancora oggi presente su tutta la rete ferroviari italiana, Viareggio compresa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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