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Del Dotto ad Ato: l’assemblea si tenga prima di Natale
CAMAIORE. «L’assemblea di Ato Costa toscana deve tenersi necessariamente prima delle festività natalizie»: è il messaggio che il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, manda a tutti i sindaci...
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CAMAIORE. «L’assemblea di Ato Costa toscana deve tenersi necessariamente prima delle festività natalizie»: è il messaggio che il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, manda a tutti i sindaci della costa sul tema in ebollizione della gestione del servizio rifiuti. Poche parole, al termine dell’incontro che il primo cittadino ha avuto con il direttore di Ato, Franco Borchi, Direttore che aveva reagito prendendo carte e penna, di propria iniziativa, per scrivere a Regione e sindaci soci di Reti Ambiente quando, nei giorni scorsi, Del Dotto ed altri 16 sindaci Pd avevano firmato un documento per dire forte e chiaro che la prima fase di Reti Ambiente deve restare a gestione pubblica. Borchi era arrivato a chiedere il commissariamento di Ato.
«L’assemblea deve tenersi - è quanto illustrato da Del Dotto a Borchi, che in Ato ha un ruolo tecnico e non politico - in ragione della nuova proposta che in campo oggi, e per trovare sulla stessa la convergenza di tutti». Insomma, dal 2011 ad oggi - quando i Comuni di Ato decisero che la forma della nuova società, gestore unico del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti lungo la Costa toscana, avrebbe dovuto essere mista, pubblico-Privata - di tempo ne è passato. La gara per il socio privato è stata fermata a gennaio di quest’anno in seguito all’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti, e nel frattempo è entrato in vigore il Decreto Madia. «Borchi - racconta Del Dotto - mi ha posto nuovamente la questione del controllo analogo da esercitare avendo a che fare con una società che mette insieme oltre 100 Comuni. Ho risposto che, seguendo questo ragionamento, allora con Gaia come si fa?». Senza contare che con il Decreto Madia «il modello “in house ha pari dignità rispetto alla società mista». Una formula, quella della società “in house” - ricorda Del Dotto - «non era considerato».
Tra le questioni centrali nella lettera di Borchi a sindaci e Regione, anche quella della spesa sostenuta per gli advisor ed i tecnici che hanno lavorato alla gara poi annullata. «Non è necessario tornare a spendere per un advisor», sono le parole di Del Dotto: «Le nostre università hanno professionisti che possono essere coinvolti. Magari escludendo il Sant’Anna di Pisa, visto che l’amministratore unico di Reti Ambiente, Marco Frey, ne è uno dei docenti».
C’è poi il tema del danno erariale, già sollevato da Del Dotto: «Ho ribadito a Borchi che se non c’è danno erariale oggi ci sarebbe, invece, se persevereremo nella vecchia scelta, senza considerare le alternative oggi possibili».
Donatella Francesconi
«L’assemblea deve tenersi - è quanto illustrato da Del Dotto a Borchi, che in Ato ha un ruolo tecnico e non politico - in ragione della nuova proposta che in campo oggi, e per trovare sulla stessa la convergenza di tutti». Insomma, dal 2011 ad oggi - quando i Comuni di Ato decisero che la forma della nuova società, gestore unico del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti lungo la Costa toscana, avrebbe dovuto essere mista, pubblico-Privata - di tempo ne è passato. La gara per il socio privato è stata fermata a gennaio di quest’anno in seguito all’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti, e nel frattempo è entrato in vigore il Decreto Madia. «Borchi - racconta Del Dotto - mi ha posto nuovamente la questione del controllo analogo da esercitare avendo a che fare con una società che mette insieme oltre 100 Comuni. Ho risposto che, seguendo questo ragionamento, allora con Gaia come si fa?». Senza contare che con il Decreto Madia «il modello “in house ha pari dignità rispetto alla società mista». Una formula, quella della società “in house” - ricorda Del Dotto - «non era considerato».
Tra le questioni centrali nella lettera di Borchi a sindaci e Regione, anche quella della spesa sostenuta per gli advisor ed i tecnici che hanno lavorato alla gara poi annullata. «Non è necessario tornare a spendere per un advisor», sono le parole di Del Dotto: «Le nostre università hanno professionisti che possono essere coinvolti. Magari escludendo il Sant’Anna di Pisa, visto che l’amministratore unico di Reti Ambiente, Marco Frey, ne è uno dei docenti».
C’è poi il tema del danno erariale, già sollevato da Del Dotto: «Ho ribadito a Borchi che se non c’è danno erariale oggi ci sarebbe, invece, se persevereremo nella vecchia scelta, senza considerare le alternative oggi possibili».
Donatella Francesconi
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