Italia
Mezza città al buio per 5mila euro «Viareggini, facciamo uno sforzo»
di Matteo Tuccini
Raccolti 15mila dei 20mila euro che servirebbero per un’illuminazione natalizia adeguata in centro Il Comune: gli sponsor hanno già dato. Sos delle associazioni di categoria a commercianti e residenti
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. L’appello, dicono, è rivolto a tutta la città. Imprenditori, residenti, semplici passanti. Tutti quelli che hanno a cuore Viareggio. «Servono cinquemila euro, proviamo a fare uno sforzo. Piccolo o grande che sia, ma proviamoci», dicono Confcommercio e Confesercenti. Che fanno ripartire la raccolta fondi per l’illuminazione natalizia in centro. Oggi in cassa ci sono 15mila dei 20mila euro necessari per abbellire strade e piazze con gli addobbi festivi. La Passeggiata, invece, ha raggiunto l’obiettivo minimo di 12mila euro. E il caso, almeno qui, sembra risolto.
Ci vogliono cinquemila euro per evitare che la città sia illuminata a metà. Facendo una brutta figura. È questo il succo dell’appello delle associazioni di categoria, per quanto non lo si dica chiaramente. Ed è questo è il rischio, in una vicenda che racconta cos’è Viareggio nel profondo. Ma anche ciò che è e ciò che potrebbe essere. La Viareggio dei conti pubblici allegri che finisce gambe all’aria. E che si ritrova con un abete spelacchiato come simbolo del Natale 2014. Eppure i cittadini, le famiglie con i bambini, si dettero appuntamento in piazza Mazzini per addobbarlo. Quell’immagine fu il simbolo della riscossa della città. Dello spirito indomabile che la percorre nel sottosuolo e che trova il modo di unirsi, talvolta. Superando le divisioni e le polemiche che fanno parte del Dna dei viareggini.
L’appello di Confcommercio e Confesercenti risuona forte dopo le polemiche con la giunta Del Ghingaro, che ha accusato le associazioni di voler scaricare sul Comune il mancato raggiungimento del risultato. È un dato di fatto che molti commercianti hanno deciso di non pagare il contributo richiesto per l’illuminazione natalizia: 134 euro per chi ha un esercizio in Passeggiata, 105 per il centro città e 50 euro per un banco al Piazzone. Il flop si è registrato soprattutto in centro, dove sembrano esserci maggiori mugugni nei confronti dell’amministrazione Del Ghingaro: si aspetta il progetto di rilancio del Mercato di piazza Cavour, mentre il centro commerciale di via Pisana al Varignano è stato visto come una coltellata alle spalle (non da tutti gli esercenti, però). In centro si contano anche il maggior numero di esercizi chiusi negli ultimi mesi. Secondo Piero Bertolani (Confcommercio) e Valentina Cesaretti (Confesercenti) entrambi i fattori, cioè la crisi del settore e il malcontento nei confronti della giunta, hanno pesato. Fatto sta che alla fine la borsa che avrebbe dovuto consentire l’acquisto delle cosiddette “pendane”, le luci di Natale, era in parte vuota.
Il Comune, dal canto suo, ribadisce di non poter fare di più. «Abbiamo già contattato numerosi sponsor privati – afferma il vicesindaco Valter Alberici – che hanno reso possibile mettere gli alberi di Natale, uno dei quali di 16 metri, in città. Sempre grazie ai privati faremo gli eventi di San Silvestro e di Capodanno. Questo è quanto. Noi siamo un Comune in dissesto, come amministrazione non possiamo mettere un euro». A finanziare gli eventi, spiega una nota inviata da piazza Nieri e Paolini, sono state le attività del nuovo centro commerciale Burlamacca, Gesam Gas, Ludell snc, e le società partecipate di I Care, Sea Ambiente e Sea Risorse, Mover.
E le altre categorie economiche? «Noi balneari – afferma il presidente Pietro Guardi – abbiamo dato un contributo economico all’illuminazione natalizia tramite la nostra associazione. Il nostro supporto, inoltre, si traduce nel ripulire la spiaggia nella prima settimana di dicembre, in modo da metterla nelle migliori condizioni per le feste, oltre che nell’illuminazione legata al Natale. Che molti stabilimenti decidono di allestire in proprio». Per quanto riguarda gli hotel non arrivano risposte particolari: molti alberghi, si spiega, sono chiusi in questo periodo e quindi non ritengono necessario dare contributi ulteriori rispetto a quanto già dato.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ci vogliono cinquemila euro per evitare che la città sia illuminata a metà. Facendo una brutta figura. È questo il succo dell’appello delle associazioni di categoria, per quanto non lo si dica chiaramente. Ed è questo è il rischio, in una vicenda che racconta cos’è Viareggio nel profondo. Ma anche ciò che è e ciò che potrebbe essere. La Viareggio dei conti pubblici allegri che finisce gambe all’aria. E che si ritrova con un abete spelacchiato come simbolo del Natale 2014. Eppure i cittadini, le famiglie con i bambini, si dettero appuntamento in piazza Mazzini per addobbarlo. Quell’immagine fu il simbolo della riscossa della città. Dello spirito indomabile che la percorre nel sottosuolo e che trova il modo di unirsi, talvolta. Superando le divisioni e le polemiche che fanno parte del Dna dei viareggini.
L’appello di Confcommercio e Confesercenti risuona forte dopo le polemiche con la giunta Del Ghingaro, che ha accusato le associazioni di voler scaricare sul Comune il mancato raggiungimento del risultato. È un dato di fatto che molti commercianti hanno deciso di non pagare il contributo richiesto per l’illuminazione natalizia: 134 euro per chi ha un esercizio in Passeggiata, 105 per il centro città e 50 euro per un banco al Piazzone. Il flop si è registrato soprattutto in centro, dove sembrano esserci maggiori mugugni nei confronti dell’amministrazione Del Ghingaro: si aspetta il progetto di rilancio del Mercato di piazza Cavour, mentre il centro commerciale di via Pisana al Varignano è stato visto come una coltellata alle spalle (non da tutti gli esercenti, però). In centro si contano anche il maggior numero di esercizi chiusi negli ultimi mesi. Secondo Piero Bertolani (Confcommercio) e Valentina Cesaretti (Confesercenti) entrambi i fattori, cioè la crisi del settore e il malcontento nei confronti della giunta, hanno pesato. Fatto sta che alla fine la borsa che avrebbe dovuto consentire l’acquisto delle cosiddette “pendane”, le luci di Natale, era in parte vuota.
Il Comune, dal canto suo, ribadisce di non poter fare di più. «Abbiamo già contattato numerosi sponsor privati – afferma il vicesindaco Valter Alberici – che hanno reso possibile mettere gli alberi di Natale, uno dei quali di 16 metri, in città. Sempre grazie ai privati faremo gli eventi di San Silvestro e di Capodanno. Questo è quanto. Noi siamo un Comune in dissesto, come amministrazione non possiamo mettere un euro». A finanziare gli eventi, spiega una nota inviata da piazza Nieri e Paolini, sono state le attività del nuovo centro commerciale Burlamacca, Gesam Gas, Ludell snc, e le società partecipate di I Care, Sea Ambiente e Sea Risorse, Mover.
E le altre categorie economiche? «Noi balneari – afferma il presidente Pietro Guardi – abbiamo dato un contributo economico all’illuminazione natalizia tramite la nostra associazione. Il nostro supporto, inoltre, si traduce nel ripulire la spiaggia nella prima settimana di dicembre, in modo da metterla nelle migliori condizioni per le feste, oltre che nell’illuminazione legata al Natale. Che molti stabilimenti decidono di allestire in proprio». Per quanto riguarda gli hotel non arrivano risposte particolari: molti alberghi, si spiega, sono chiusi in questo periodo e quindi non ritengono necessario dare contributi ulteriori rispetto a quanto già dato.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
