Il Tirreno

Versilia

Il Marconi dice basta: «Ci diano garanzie o aule nei container»

di Cesare Bonifazi
Il Marconi dice basta: «Ci diano garanzie o aule nei container»

Il preside dell’istituto scrive alla Provincia per avere rassicurazioni sullo stato di sicurezza dell’edificio

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VIAREGGIO. Crollo dopo crollo. L’ex collegio Marconi vede quotidianamente ridursi lo spazio disponibile per fare lezione. Un avanzamento progressivo simile a quello del Nulla del film la Storia Infinita. La percezione di insicurezza e di pericolo non è solo una retorica politica ma una realtà che, purtroppo, studenti, insegnanti e personale dell’Alberghiero toccano con mano ogni mattina.

Proprio per questo il preside Lorenzo Isoppo ha scritto e protocollato una lettera alla Provincia, proprietaria dell’immobile, nella quale chiede garanzie sullo stato della scuola.

«Non solo garanzie sulla stabilità e la sicurezza dell’edificio – dice il dirigente – ma anche sull’effettiva disponibilità del finanziamento per avviare la ristrutturazione dell’edificio che ormai sembra quasi un miraggio. Vogliamo anche sapere anche quali sono i tempi di avvio di questi cantieri».

Rassicurazioni anche sul fatto che la Provincia non mollerà la presa e che i lavori non si fermeranno fino alla completa ristrutturazione.

«Se la Provincia non è in grado di rispondere per iscritto a queste semplici richieste – continua Isoppo – ci dia subito altri spazi in cui possiamo tranquillamente continuare a formare i nostri ragazzi. Una delle soluzioni può essere utilizzare alcune aule degli istituti della Darsena. Noi siamo disposti anche a fare lezioni all’interno di container nel giardino della scuola, abbattendo alcune alberi di pino che hanno comunque il destino segnato. Attendiamo la risposta perché non possiamo vivere nell’incertezza».

Disposti dunque a utilizzare anche dei prefabbricati pur di poter continuare a insegnare. Il problema sta nel fatto che l’ex Collegio Colombo, che ospita tutti i laboratori dell’Alberghiero Marconi, ha bisogno di una ristrutturazione ormai da tempo. Ma la situazione si complica perché sono quotidiane le segnalazioni di nuove «magagne», come le chiama il preside nella lettera alla Provincia.

Prima l’intonaco, poi un pezzo di muro che si stacca, poi le infiltrazioni che sembrano cascate nei muri interni, gli infissi bloccati perché rischiano di cadere, quattro aule senza riscaldamento da giorni, un piano che ospita uno dei laboratori completamente chiuso per motivi di sicurezza, e poi le macchie di umido nel controsoffitto in truciolare. Non ultimo proprio il controsoffitto che è caduto a grossi pezzi sui banchi di un’aula in orario non scolastico.

«Cosa dobbiamo aspettarci? – si chiede Isoppo – numerose aree sono chiuse, l’intero perimetro esterno della scuola è transennato e si accede alla scuola attraverso le forche caudine di un tavolato provvisorio».

E il preside accusa: «Se fino ad oggi abbiamo cercato di garantire il servizio, adesso la situazione ci sembra arrivata a un punto di non ritorno. È più che mai necessario porre fine a questo stillicidio e arrivare al punto in cui chi ci amministra faccia i lavori che servono. Qualcuno ci deve mettere nero su bianco la situazione del nostro edificio: se infatti adesso ci sono nove aule in cui è possibile fare lezione, ci aspettiamo che da un momento all’altro succeda ancora. Non è plausibile che un territorio come la Versilia, che basa tanto della propria economia proprio sul turismo, si permetta di avere tanti dei propri futuri lavoratori ridotti a studiare e prepararsi al mondo del lavoro in una struttura del genere: al contrario di altri istituti, nel nostro percorso di studi l’infrastruttura è essenziale alla didattica. Abbiamo bisogno di strumenti e laboratori per le nostre lezioni», conclude il preside.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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