Il Tirreno

Versilia

Il Natale degli scontenti luci spente in mezza città

di Matteo Tuccini
Il Natale degli scontenti luci spente in mezza città

Un flop la raccolta tra i commercianti: la Passeggiata si salva in corner, il centro no Confcommercio e Confesercenti: non è vero che abbiamo chiesto soldi al Comune

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VIAREGGIO. L’inverno del nostro scontento, recita il titolo di un romanzo del grande scrittore americano John Steinbeck. Quello che con “Furore” raccontò la Grande depressione. Anche il Natale di Viareggio tenderà allo scontento, se non al depresso. Perché l’illuminazione natalizia che vedremo a partire dall’8 dicembre coprirà mezza città. A meno di un colpo di coda che, al momento, non sembra possibile. Anche perché servirebbe un’intesa tra Comune e associazioni di categoria, in questo periodo ai ferri corti.

I primi scontenti sembrano essere i commercianti. O almeno tutti quelli che hanno deciso di non dare soldi per l’illuminazione natalizia. La raccolta fondi è stata un flop, i numeri sono impietosi: in Passeggiata hanno aderito 83 negozianti su 160, quindi appena più della metà ha versato i 134 euro richiesti a testa di contributo. Ma è in centro città che si registra il crollo più evidente. Secondo Confesercenti almeno il 50% delle attività non hanno dato i 105 euro previsti a testa (50 euro per i banchi del Piazzone); a detta di Confcommercio la percentuale è ancora più elevata. Tanto da far pensare a una minoranza ristretta di negozianti che hanno deciso di sborsare la loro quota. Questo significa che l’illuminazione in centro per le feste sarà assai più ridotta rispetto al previsto. Non così devastante, invece, sarà l’impatto sulla Passeggiata: secondo il presidente di Confcommercio Piero Bertolani «la somma raccolta consentirà di addobbare la Passeggiata nella maniera adeguata».

La presa di coscienza di numeri così ridotti di adesioni ha portato Confcommercio a Confesercenti a fare un appello ai colleghi, ma anche all’amministrazione comunale. L’appello è stato rispedito al mittente dal vicesindaco Valter Alberici. Che ha attaccato le associazioni di categoria per una raccolta di fondi non sufficiente e il cui esito negativo, ha spiegato, si vuole far ricadere sull’amministrazione.

«Ma noi non avevamo intenzione di chiedere un contributo al Comune», assicurano Valentina Cesaretti, responsabile di Confesercenti Versilia, e Piero Bertolani. Quest’ultimo aggiunge: «Premesso che dare i soldi per l’illuminazione natalizia non è un obbligo in carico ai commercianti, e che ci sono amministrazioni comunali che danno un contributo, il nostro Sos non era legato a una richiesta di denaro pubblico. È chiaro che la situazione di Viareggio è diversa e noi ce ne rendiamo conto. La nostra richiesta di supporto era legata alla possibilità di trovare uno sponsor privato. Tutto qui».

E allora perché si è scatenato un putiferio? Perché oggi i rapporti tra associazioni di categoria e amministrazione comunale sono pessimi. E in questo momento basta poco per far accendere lo scontro. Un deterioramento del dialogo che Confcommercio e Confesercenti motivano con le scelte fatte dall’amministrazione. O anche, dicono, con le non scelte. Primo tema su tutti: il rilancio del Piazzone. «Avevamo stabilito una scadenza per il progetto che poteva rilanciare quest’area così importante – spiega Valentina Cesaretti – quella scadenza era la fine di ottobre. Ad oggi non abbiamo notizie di quel progetto, che doveva tradursi con un bando pubblico per la risistemazione del Mercato di piazza Cavour. Non bisogna meravigliarsi, quindi. se dal centro città arrivano così poche adesioni all’illuminazione». Bertolani punta nuovamente il dito contro il nuovo centro commerciale di via Pisana al Varignano: «È una scelta di cui non siamo stati fatti partecipi, l’abbiamo letta sul giornale. Una scelta che ha avuto delle conseguenze. Se si investe sui centri commerciali e si tiene al palo il rilancio di altre zone è chiaro che non ci si può aspettare entusiasmo quando si va a chiedere un contributo. Io personalmente non ci vado più, perché capisco la situazione di disagio di molti colleghi».

Ma è davvero questa la motivazione che sta alla base del rifiuto di dare una mano? Ci sono stati, è vero, 220 esercenti in città che non si sono tirati indietro, versando quanto richiesto. Ma perché ci sono ancora così tanti imprenditori che continuano a fare orecchie da mercante quando si tratta di dare qualcosa per Viareggio? Alla fine, se la città sarà illuminata a metà, sarà un danno per tutti. E chi vuol bene a Viareggio, come dice di volerle bene, potrebbe anche fare uno sforzo.

«Capisco la rimostranza e mi rendo conto che se il risultato finale è un’illuminazione a metà non è un bene per nessuno – replica Bertolani – ma nel nostro settore ci sono state molte chiusure. C’è gente che dice che non arriverà alla prossima estate con la propria attività. Di questo bisogna tener conto». Fatto sta che per scongiurare addobbi festivi a macchia di leopardo ci vorrà un bell’impegno. A partire dal ritrovare il dialogo tra il Comune e le associazioni imprenditoriali. Che si mettono a disposizione «senza alcun pregiudizio verso l’amministrazione, ma nel rispetto della difformità di opinioni».

Sulla questione interviene anche Massimiliano Baldini, consigliere comunale di opposizione: «È giunto il momento che chi guida le categorie economiche prenda piena consapevolezza di ciò che sono e degli interessi che rappresentano: è l’ora che prendano una posizione netta, supportati anche da Roma, smettendola di fare la politica di chi va “con il cappello in mano” dal sindaco di turno, sperando di portare a casa qualcosa. Tanto meno con questo».

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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