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Il pontile simbolo di Forte dei Marmi sta cadendo a pezzi
I piloni che lo sostengono sono sempre più deteriorati. Il Comune: incarico a un esperto per rimetterlo a posto
FORTE. Compare, affollato in una giornata di sole, in una delle prime sequenze del celebre film “Sapore di Mare” dei fratelli Vanzina. Pellicola del 1982 che ha osannato il mito di una Forte dei Marmi degli anni ’60 tra le capitali del turismo balneare di nicchia. Ma il pontile, uno dei simboli del paese insieme al Fortino di piazza Garibaldi, sta cadendo a pezzi.
Se lungo il camminamento che per circa 300 metri si inoltra tra le onde – in origine usato per imbarcare i blocchi di marmo che arrivavano dalle Apuane ed oggi tra le principali mete turistiche e punto di attracco del traghetto che fa rotta verse le Cinque Terre – questo deterioramento si nota con più difficoltà, basta dare un’occhiata ai piloni sottostanti che sostengono l’intera struttura per accorgersi della criticità della situazione. Vuoi per l’erosione del mare in cui si immettono, avendo le fondamenta immerse nel fondale, vuoi più semplicemente per l’inesorabile scorrere del tempo che ha lasciato il proprio marchio, il cemento e i materiali che compongono i capisaldi su cui regge il pontile si stanno, più o meno lentamente, sgretolando.
Ed è bastata una foto, postata da un cittadino di Forte dei Marmi sulla bacheca Facebook di “Sei del Forte se...” (gruppo nato per raccogliere aneddoti amarcord e ricordi fotografici degli abitanti del paese), per far scattare in molti un campanello di allarme. Perché al di là del valore simbolico che ha assunto negli anni per Forte dei Marmi, è sorta anche l’ovvia preoccupazione per la sicurezza data la mole – soprattutto nel periodo estivo, ma non solo – di visitatori che lo percorrono.
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«Stiamo valutando la questione del nostro pontile: siamo consapevoli che il problema c’è e serve porvi rimedio – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Enrico Ghiselli – la prima cosa da fare è trovare una figura professionale adeguata che abbia le particolari competenze per poter svolgere un lavoro di questo genere. Quello che ci serve – spiega – è innanzi tutto un esperto capace di stendere una perizia sulla situazione di degrado del pontile, sulla base della quale poi poter dare il via ad un progetto per rimetterlo in sesto. Il problema più grosso – ammette Ghiselli – è trovare i finanziamenti pubblici necessari. Purtroppo, così come per tanti altri lavori cui stiamo mettendo mano come nuova amministrazione, negli anni passati non sono stati fatti interventi per la manutenzione del pontile né è stata tenuta sotto controllo la situazione: si è preferito sostenere spese per cose ben più futili, anziché per interventi strutturali alle opere pubbliche. Ora tocca a noi provvedere agli interventi necessari e lo faremo».
Difficile però, anche per questioni burocratiche relative alla stesura dei bandi, che si riesca ad ovviare al problema dello sgretolamento dei piloni del pontile in tempi particolarmente brevi. «Spero – dichiara l’assessore – di avere in mano la perizia prima dell’inizio della stagione estiva e di affidare di conseguenza un incarico di progettazione degli interventi necessari. Intanto – rassicura Ghiselli – dai dati cognitivi che abbiamo non si corrono rischi reali per la sicurezza nel breve-medio termine».
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