Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio
strage di viareggio

La Casina dei ricordi non sarà più indifesa

di Donatella Francesconi
La Casina dei ricordi devastata dai vandali
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La Casina dei ricordi devastata dai vandali

La fondazione Cassa di risparmio di Lucca acquisterà un allarme Il presidente Bertocchini: «Il disastro ferroviario di Viareggio è di tutti» 

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VIAREGGIO. «L’ho visto sul “Tirreno” e ho subito dato mandato affinché ci facessimo fare un preventivo...». Avrà un allarme la Casina dei ricordi, dopo l’ennesimo oltraggio da parte di vandali o disperati in cerca di spiccioli che alla Casina non ci sono e non ci sono mai stati. A fare l’acquisto sarà la Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, il cui presidente Marcello Bertocchini ha subito messo all’opera i propri uffici tecnici. Uomo di poche parole ma di azione, Bertocchini, aggiunge: «Perché il disastro ferroviario del 29 giugno a Viareggio è davvero cosa di tutti». Tanto che il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, non è mai mancato al corteo per l’anniversario della strage di Viareggio, così come i sindaci della Versilia ed i rappresentanti di Regione e Provincia.

Vedere le finestre della Casina distrutte e l’intero a soqquadro, con le mani dei vandali che si sono posate sui pupazzi, sugli scritti in ricordo, sui disegni, sui piccoli ma grandi segni della memoria, faceva stringere il cuore. E riportava alla memoria come è nata la Casina, con le Tartarughe lente che si sono presi cura degli oggetti, e dei pensieri che i viareggini - e non solo, perché era estate e tanti turisti non mancarono il pellegrinaggio - avevano collocato tutto intorno al parco di largo Risorgimento andato bruciato dalle fiamme del disastro ferroviario.

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La Sea, in quei primi giorni di lacrime e rabbia, una mattina di domenica aveva messo tutto nei sacchi neri, pronti per finire tra i rifiuti. La città si era mobilitata, il materiale era stato recuperato e le Tartarughe lente, da quel giorno, si sono occupate di dare un luogo fisico alla memoria che Viareggio non ha mai smesso di tenere viva. Luogo al quale si è aggiunta la campana dei 32 rintocchi come i 32 nomi di chi non c’è più da quella maledetta notte.

Il posto di tutti e che tutti sono chiamati a proteggere, come di tutti è il disastro ferroviario e meglio non poteva dirlo il presidente Bertocchini nel motivare la scelta di rendere il luogo più sicuro con un sistema d’allarme. Strumento che da una parte scoraggi i malintenzionati e dall’altra faccia accorrere le forze di polizia nel caso di visite non gradite.


 

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