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Versilia

Meno concerti e più mostre Tucci: così cambierà Villa Bertelli

di Melania Carnevali
Meno concerti e più mostre Tucci: così cambierà Villa Bertelli

Il nuovo presidente della Fondazione: «Il mio sogno? Trasformarla in un polo espositivo» I grandi eventi estivi invece traslocheranno nell’area del Luna Park di Vittoria Apuana

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FORTE DEI MARMI. Quando, nel 2005, aprirono i cantieri per la ristrutturazione della villa, lui era lì come vicesindaco e assessore all’Urbanistica della giunta Bertola, lo stesso sindaco che volle a tutti i costi l’acquisto di quella vecchia pensione abbandonata per trasformarla poi in un polo culturale. Adesso, Ermindo Tucci, avvocato fortemarmino, parla dall’ufficio al secondo di quella villa come presidente della Fondazione Villa Bertelli. Le pareti sono ricoperti dei quadri di Arturo Dazzi, pittore e scultore carrarese le cui opere (una parte di esse) sono state donate nel 1985 al Comune di Forte dei Marmi e che adesso fanno parte del patrimonio artistico del paese. «Se questa villa è come è – racconta Tucci – lo dobbiamo all’ex sindaco Roberto Bertola, che con il suo impegno è riuscito a far acquisire al patrimonio del nostro comune la villa e senza gravare sulle tasche dei cittadini. Senza di lui non avremmo avuto un punto così prestigioso di aggregazione unico in tutta la Versilia».

Adesso quali sono i progetti per la villa?

«Siamo ancora nella fase conoscitiva, sia contabile che di disponibilità. Quindi non abbiamo ancora un calendario di eventi. Sappiamo solo che partiremo per le feste di Natale con una serie di concerti di musica classica nella sala Ugo Ferrario. Abbiamo un pianoforte di immenso valore che verrà suonato da grandi artisti».

Ma qual è la sua visione di Villa Bertelli?

«Il mio sogno sarebbe quello di trasformarla in un grande polo di esposizioni. Quando la biblioteca (adesso al primo piano, ndr), in primavera, verrà trasferita a palazzo Quartieri, avremo tre piani interi, per un totale di una decina di sale, da utilizzare per le mostre».

Mostre permanenti?

«No, di mostra permanente avremo quella di Arturo Dazzi. Pensavo più a mostre temporanee, di grandi artisti».

Quindi, l’obiettivo è quello di trasformare Villa Bertelli in una sorta di Palazzo Blu di Pisa?

«Esatto, però con un focus sugli artisti dell’Ottocento e del Novecento. Però continueremo anche con i concerti nella sala Ferrario e nel giardino di inverno».

Quindi basta solo ai mega-concerti nel parco?

«No, non ho detto questo. Sappiamo che i commercianti di Vittoria Apuana sono rimasti soddisfatti dei vecchi cartelloni estivi, quindi mi confronterò anche con il resto del cda e l’amministrazione prima di prendere decisioni. Sicuramente, il numero dei concerti nel parco diminuirà, anche se presto inizieranno i lavori per l’insonorizzazione dell’area. Però il mio pensiero è questo: per un giorno solo di concerto non si brucia l’area».

In che senso?

«Nel senso che, inevitabilmente, il mega concerto stride con la normale vocazione del territorio, tipicamente turistico residenziale. La mostra, invece, oltre a inserirsi alla perfezione nel contesto, va avanti due o tre mesi e si può estendere anche nei mesi dell’anno morti. Quindi va nell’ottica della destagionalizzazione. Anche perché, d’estate, non abbiamo bisogno di riempire alberghi o ristoranti: si riempiono da soli, il problema è d’inverno. Poi bisogna considerare che a un passo da qui c’è già la Versiliana che offre un tipo di concerti. Partirà poi l’ex Bussoladomani, a Camaiore. E il Pucciniano. Infine, qui, al Forte, c’è l’area del Luna Park».

Quindi va avanti il progetto di trasformarla in un’area concerti?

«Sì, l’idea è quella di portare lì i concerti di un certo tipo».

E sarà la Fondazione Bertelli a occuparsene?

«Anche, sì».

E chi altro?

«Questo, vedremo».

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