Italia
Bimba malata portata in Francia dopo la fuga dall’ospedale
di Matteo Tuccini
I genitori, che erano in vacanza in Versilia, se ne sono andati dal Meyer senza avvisare nessuno I medici: «Non hanno commesso un’imprudenza, la piccola sta meglio». Però hanno preso qualche flebo
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VIAREGGIO. L’hanno portata via dall’ospedale, senza avvisare nessuno. E l’hanno riportata a casa loro in Francia. Forse per curarla in un centro più vicino e più facilmente raggiungibile dalla loro abitazione. Protagonisti di questo episodio una coppia di genitori rumeni residenti a Bordeaux e la loro figlia di 14 mesi, da alcune settimane in Versilia. Dove erano venuti per una vacanza a casa di amici. Una vacanza che poi ha preso una brutta piega, perché la piccola ha contratto un’infezione non contagiosa. Che li ha costretti a un viavai tra ospedali, il Versilia e il Meyer di Firenze. Quest’ultimo divenuto il teatro della fuga precipitosa.
Va detto che, secondo quanto affermato dallo stesso ospedale pediatrico Meyer – dove la bambina era ricoverata e da cui è stata prelevata dalla mamma – la piccola non è in pericolo di vita. Anzi, le sue condizioni sarebbero in miglioramento.
L’episodio, accaduto il 28 ottobre, è singolare. Anche perché non accade di frequente che un paziente sparisca senza lasciare traccia. È per questo motivo che il Meyer, dopo aver cercato per tutta la struttura la bimba e i suoi genitori, ha avvertito le forze dell’ordine. Non è possibile allontanarsi così da una struttura sanitaria che ti ha, come si dice in gergo, “preso in carico”: è necessario firmare le dimissioni volontarie, in maniera da prendersi la responsabilità del gesto. Ma i genitori della bimba, a parte questa mancanza e a parte il fatto che si sono portati dietro qualche flebo del Meyer, non possono essere accusati di granché. Perché la cosiddetta “potestà genitoriale” consente loro di scegliere il luogo che ritengono migliore per curare la loro bambina. Non solo: secondo quanto afferma il Meyer non è neppure possibile ipotizzare che abbiano commesso un’imprudenza. Perché la bimba, come detto, è in via di miglioramento.
I due genitori, originari della Romania ma residenti in Francia, erano arrivati ad agosto a Camaiore per passare qualche giorno di vacanza a casa di una connazionale loro amica. Poi la scoperta della malattia e la corsa al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Versilia. Da cui è stato deciso il trasferimento al Meyer. A Firenze hanno deciso di dimettere la bambina, che però dopo qualche settimana non è migliorata. Così i genitori sono tornati al “Versilia” e da lì di nuovo al Meyer, dove la bimba è stata ricoverata. Nel frattempo la famigliola è stata ospite dell’amica, ma è chiaro che questi mesi lontano da casa hanno rappresentato un problema ulteriore rispetto alla malattia della figlia. Da qui, forse, la decisione di tornare a casa. Dimenticandosi, però, di avvisare i medici. Dopo una rapida ricerca i carabinieri di Firenze hanno accertato che la famiglia è tornata in Francia: la Procura fiorentina, per la vicenda delle flebo, ha aperto un’inchiesta con l’accusa di sottrazione di materiale sanitario.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Va detto che, secondo quanto affermato dallo stesso ospedale pediatrico Meyer – dove la bambina era ricoverata e da cui è stata prelevata dalla mamma – la piccola non è in pericolo di vita. Anzi, le sue condizioni sarebbero in miglioramento.
L’episodio, accaduto il 28 ottobre, è singolare. Anche perché non accade di frequente che un paziente sparisca senza lasciare traccia. È per questo motivo che il Meyer, dopo aver cercato per tutta la struttura la bimba e i suoi genitori, ha avvertito le forze dell’ordine. Non è possibile allontanarsi così da una struttura sanitaria che ti ha, come si dice in gergo, “preso in carico”: è necessario firmare le dimissioni volontarie, in maniera da prendersi la responsabilità del gesto. Ma i genitori della bimba, a parte questa mancanza e a parte il fatto che si sono portati dietro qualche flebo del Meyer, non possono essere accusati di granché. Perché la cosiddetta “potestà genitoriale” consente loro di scegliere il luogo che ritengono migliore per curare la loro bambina. Non solo: secondo quanto afferma il Meyer non è neppure possibile ipotizzare che abbiano commesso un’imprudenza. Perché la bimba, come detto, è in via di miglioramento.
I due genitori, originari della Romania ma residenti in Francia, erano arrivati ad agosto a Camaiore per passare qualche giorno di vacanza a casa di una connazionale loro amica. Poi la scoperta della malattia e la corsa al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Versilia. Da cui è stato deciso il trasferimento al Meyer. A Firenze hanno deciso di dimettere la bambina, che però dopo qualche settimana non è migliorata. Così i genitori sono tornati al “Versilia” e da lì di nuovo al Meyer, dove la bimba è stata ricoverata. Nel frattempo la famigliola è stata ospite dell’amica, ma è chiaro che questi mesi lontano da casa hanno rappresentato un problema ulteriore rispetto alla malattia della figlia. Da qui, forse, la decisione di tornare a casa. Dimenticandosi, però, di avvisare i medici. Dopo una rapida ricerca i carabinieri di Firenze hanno accertato che la famiglia è tornata in Francia: la Procura fiorentina, per la vicenda delle flebo, ha aperto un’inchiesta con l’accusa di sottrazione di materiale sanitario.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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