Lettera a duemila ragazzi che non sono vaccinati
di Matteo Tuccini
L’Asl scrive ai genitori degli alunni tra 7 e 16 anni che non sono in regola C’è tempo fino a marzo per mettersi a posto. Chi si rifiuta rischia la multa
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VIAREGGIO. Duemila ragazzi versiliesi tra i 7 e i 16 anni non sono in regola con le dieci vaccinazioni diventate obbligatorie. Per questo motivo l’Asl scriverà ai loro genitori, invitandoli a mettersi a posto entro marzo. Chi si rifiuta apertamente, o decide di non portare la documentazione dell’avvenuta vaccinazione mancante entro il 10 marzo 2018, sarà multato: l’importo della sanzione va dai 100 ai 500 euro, a stabilirlo è l’Asl. Nessuno di questi ragazzi, invece, sarà espulso dall’istituto: la fascia d’età 7-16 è quella della scuola dell’obbligo e non si può impedire a nessuno di iscriversi, né tantomeno allontanarlo dalle aule. Cosa che invece è avvenuta in almeno un caso in Versilia per un bambino della scuola materna.
Un caos con poche certezze. L’introduzione dei vaccini obbligatori con il decreto del ministro Beatrice Lorenzin ha scatenato un caos senza precedenti nelle scuole e tra i genitori. Ogni comunicazione su cosa dovessero fare le famiglie è stata smentita da una comunicazione successiva. La Regione Toscana aveva cercato di semplificare la vita ai genitori, invitando l’Asl a muoversi in maniera autonoma con gli istituti scolastici. Per indicare in elenchi precisi quali fossero i bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni che non erano in regola. E a quel punto si puntava a contattarli per procedere con la vaccinazione. Ne è nata una contesa con il Garante della Privacy che non ha accettato, diciamo così, lo scambio di dati sensibili – e cioè l’essere o non essere vaccinati – tra Asl e scuola per quanto riguarda i bambini di nidi e materne. Al momento non è chiaro cosa debbano fare i dirigenti scolastici, che peraltro in una riunione recente al Provveditorato di Lucca hanno deciso di non chiedere le autocertificazioni ai genitori. Diciamo che in questo marasma le certezze, poche, sono le seguenti: chi ha figli regolarmente vaccinati secondo il calendario previsto dall’Asl deve documentare la propria posizione, anche con una semplice fotocopia del libretto vaccinale; chi non è in regola deve portare un’autocertificazione all’istituto in cui afferma di aver preso contatto con l’Asl per rimettersi a posto con il programma di prevenzione. Entro il 10 marzo dovrà dimostrare di aver mantenuto la promessa. Mostrando una documentazione completa delle vaccinazioni avvenute.
Le vaccinazioni obbligatorie. Il decreto Lorenzin prevede che i minori fino a 16 anni debbano fare la vaccinazione anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. Quest’ultima viene somministrata dopo il compimento del primo anno di età. L’anti-meningococcica B e C rimangono fortemente consigliate (oltreché gratuite), così come l’anti-pneumococcica e l’anti-rotavirus. Quest’ultimo può causare una forma di gastroenterite pediatrica, che colpisce soprattutto i neonati e i bambini entro i cinque anni.
Bimbi e ragazzi non in regola. Sono 20.061 i bambini e adolescenti tra 0 e 16 anni residenti in Versilia. L’Asl, si spiegava in una nota alcuni giorni fa, è riuscita in breve tempo e grazie all’anagrafe scolastica ad avere un quadro completo delle situazioni su cui intervenire. In particolare, risulta che le posizioni da regolarizzare nella fascia d’età 0-6 anni in Versilia sono 913. Al momento non è chiaro quante di queste situazioni siano già state messe a posto con eventuali vaccinazioni. O se ci siano famiglie che hanno rifiutato di sottoporre i propri figli alla prevenzione sanitaria richiesta. In quel caso, almeno secondo le indicazioni del ministero, il bambino non dovrebbe più frequentare il nido o la materna. Ma è probabile che chi non crede nelle vaccinazioni, i cosiddetti No-vax, abbia comunque assicurato che risponderà all’obbligo per non perdere l’iscrizione. Contando sul fatto che non ci saranno controlli né espulsioni a marzo. Per la fascia d’età 7-16 anni le situazioni che attualmente non risultano regolari sono invece 2.082 per la Versilia. A queste famiglie era stato dato tempo fino al 31 ottobre per fornire la documentazione richiesta. Scaduto il termine si procederà con l’invio di avvisi che, come detto, hanno lo scopo di invitare le famiglie a rimettersi in pari. Con il 10 marzo 2018 come termine ultimo.
Altri punti interrogativi. A parte la contesa tra Regione e Garante della Privacy, su cui si attende ulteriore chiarezza dopo un nuovo scambio di comunicazioni tra istituzioni, è lecito chiedersi come si riuscirà a prevedere migliaia di appuntamenti in pochi mesi. Considerando che sono 3000 le situazioni da “sanare” in Versilia. I medici del Dipartimento di prevenzione hanno assicurato il massimo impegno per consentire alle famiglie di rimettersi in pari con le vaccinazioni. Sostenendo che non fosse così improbabile un recupero da qui a marzo. Il dubbio resta e viene da domandarsi: se la vaccinazione richiesta mi viene fissata ad aprile, rischio lo stesso la multa? Una domanda a cui al momento non c’è risposta.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un caos con poche certezze. L’introduzione dei vaccini obbligatori con il decreto del ministro Beatrice Lorenzin ha scatenato un caos senza precedenti nelle scuole e tra i genitori. Ogni comunicazione su cosa dovessero fare le famiglie è stata smentita da una comunicazione successiva. La Regione Toscana aveva cercato di semplificare la vita ai genitori, invitando l’Asl a muoversi in maniera autonoma con gli istituti scolastici. Per indicare in elenchi precisi quali fossero i bambini e ragazzi tra 0 e 16 anni che non erano in regola. E a quel punto si puntava a contattarli per procedere con la vaccinazione. Ne è nata una contesa con il Garante della Privacy che non ha accettato, diciamo così, lo scambio di dati sensibili – e cioè l’essere o non essere vaccinati – tra Asl e scuola per quanto riguarda i bambini di nidi e materne. Al momento non è chiaro cosa debbano fare i dirigenti scolastici, che peraltro in una riunione recente al Provveditorato di Lucca hanno deciso di non chiedere le autocertificazioni ai genitori. Diciamo che in questo marasma le certezze, poche, sono le seguenti: chi ha figli regolarmente vaccinati secondo il calendario previsto dall’Asl deve documentare la propria posizione, anche con una semplice fotocopia del libretto vaccinale; chi non è in regola deve portare un’autocertificazione all’istituto in cui afferma di aver preso contatto con l’Asl per rimettersi a posto con il programma di prevenzione. Entro il 10 marzo dovrà dimostrare di aver mantenuto la promessa. Mostrando una documentazione completa delle vaccinazioni avvenute.
Le vaccinazioni obbligatorie. Il decreto Lorenzin prevede che i minori fino a 16 anni debbano fare la vaccinazione anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. Quest’ultima viene somministrata dopo il compimento del primo anno di età. L’anti-meningococcica B e C rimangono fortemente consigliate (oltreché gratuite), così come l’anti-pneumococcica e l’anti-rotavirus. Quest’ultimo può causare una forma di gastroenterite pediatrica, che colpisce soprattutto i neonati e i bambini entro i cinque anni.
Bimbi e ragazzi non in regola. Sono 20.061 i bambini e adolescenti tra 0 e 16 anni residenti in Versilia. L’Asl, si spiegava in una nota alcuni giorni fa, è riuscita in breve tempo e grazie all’anagrafe scolastica ad avere un quadro completo delle situazioni su cui intervenire. In particolare, risulta che le posizioni da regolarizzare nella fascia d’età 0-6 anni in Versilia sono 913. Al momento non è chiaro quante di queste situazioni siano già state messe a posto con eventuali vaccinazioni. O se ci siano famiglie che hanno rifiutato di sottoporre i propri figli alla prevenzione sanitaria richiesta. In quel caso, almeno secondo le indicazioni del ministero, il bambino non dovrebbe più frequentare il nido o la materna. Ma è probabile che chi non crede nelle vaccinazioni, i cosiddetti No-vax, abbia comunque assicurato che risponderà all’obbligo per non perdere l’iscrizione. Contando sul fatto che non ci saranno controlli né espulsioni a marzo. Per la fascia d’età 7-16 anni le situazioni che attualmente non risultano regolari sono invece 2.082 per la Versilia. A queste famiglie era stato dato tempo fino al 31 ottobre per fornire la documentazione richiesta. Scaduto il termine si procederà con l’invio di avvisi che, come detto, hanno lo scopo di invitare le famiglie a rimettersi in pari. Con il 10 marzo 2018 come termine ultimo.
Altri punti interrogativi. A parte la contesa tra Regione e Garante della Privacy, su cui si attende ulteriore chiarezza dopo un nuovo scambio di comunicazioni tra istituzioni, è lecito chiedersi come si riuscirà a prevedere migliaia di appuntamenti in pochi mesi. Considerando che sono 3000 le situazioni da “sanare” in Versilia. I medici del Dipartimento di prevenzione hanno assicurato il massimo impegno per consentire alle famiglie di rimettersi in pari con le vaccinazioni. Sostenendo che non fosse così improbabile un recupero da qui a marzo. Il dubbio resta e viene da domandarsi: se la vaccinazione richiesta mi viene fissata ad aprile, rischio lo stesso la multa? Una domanda a cui al momento non c’è risposta.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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