Italia
Il sindaco di Camaiore chiede ufficialmente la liquidazione di Sea
di Donatella Francesconi
Il messaggio a Reti Ambiente: estrema incapacità Miracolo: «Le affermazioni di Del Dotto sono fuffa»
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VIAREGGIO. Liquidare Sea Ambiente, dato «l’accertato stato di incapacità di nomina degli organi sociali e, dunque, l’avvenuta realizzazione della causa di scioglimento della società ai sensi del codice civile». È la richiesta formalizzata ieri dal sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto e diretta a Reti Ambiente (amministratore unico Marco Frey) e al collegio di revisori dei conti, oltre che a Sea Ambiente e al collegio di revisori, al Comune di Viareggio e all’Autorità nazionale anticorruzione. Del Dotto raccomanda «tempestività nell’avvio degli atti e delle procedure di liquidazione della società che dovrà essere immediatamente assorbita per incorporazione da Reti Ambiente. Qualsiasi atto posto in essere dal cda è, oggi, fuori norma».
Nello spiegare i motivi della decisione, il pensiero del sindaco è per i dipendenti di Sea: «Ringrazio tutti coloro che in questi anni difficili hanno collaborato lealmente con il nostro Comune, cercando di far funzionare le cose e rimediare a quanto non andava, mentre qualcuno negava l’esistenza delle criticità. Il loro destino lavorativo sarà adesso assicurato da Reti Ambiente, società interamente pubblica, che li dovrà assorbire e nella quale auspico trovino tranquillità, serietà e ascolto».
Da qui in poi, prosegue Del Dotto, «Camaiore vigilerà con estremo rigore su atti e comportamenti di Reti Ambiente: lo scioglimento e l’incorporazione sono atti dovuti per legge. Mi affido ai revisori di entrambe le società pubbliche perché assumano a pieno i poteri straordinari di controllo che la situazione richiede e perché vigilino sulla corretta esecuzione degli articoli 2485 e 2486 del codice civile. Il 3 novembre, ancorché in assenza dei soci e nonostante le dimissioni di Alessio Ciacci, Reti Ambiente dovrà imporre al cda di nominare il liquidatore, che prenderà il posto degli attuali amministratori».
Rivolgendosi a Reti Ambiente e all’amministratore unico Frey, il sindaco Del Dotto non cela niente del proprio pensiero: «Nonostante l’estrema incapacità dimostrata, e la certificata e passiva complicità a meccanismi di spartizione politica con chi pensa ai seggioloni invece che ai servizi della città che governa, almeno si degni di rispettare la legge. Se chi deve farlo in Reti Ambiente non è in grado e ha paura della sua stessa ombra, se ne vada e i soci di Reti Ambiente, che ce lo hanno messo, lo sostituiscano con qualcuno di idoneo e capace al ruolo di responsabilità che serve. In ballo ci sono soldi pubblici e Camaiore non consentirà a nessuno di abusare della propria posizione, dei propri poteri o di incerte e bislacche interpretazioni di legge o statuto». Il “Tirreno” ha cercato a lungo, in questi giorni, il professor Frey che non ha risposto.
Una presa di posizione arriva, invece, da Fabrizio Miracolo, presidente sia di Sea Ambiente che di Sea Risorse: «Permane lo stupore nel constatare che un normale avvicendamento societario venga strumentalizzato per mera polemica politica. Sulla questione “prorogatio” le dissertazioni di Del Dotto sono fuffa, perché i 45 giorni decorrono dalla scadenza dell’organo, e quindi dopo l’approvazione del bilancio del terzo mandato».
Nello spiegare i motivi della decisione, il pensiero del sindaco è per i dipendenti di Sea: «Ringrazio tutti coloro che in questi anni difficili hanno collaborato lealmente con il nostro Comune, cercando di far funzionare le cose e rimediare a quanto non andava, mentre qualcuno negava l’esistenza delle criticità. Il loro destino lavorativo sarà adesso assicurato da Reti Ambiente, società interamente pubblica, che li dovrà assorbire e nella quale auspico trovino tranquillità, serietà e ascolto».
Da qui in poi, prosegue Del Dotto, «Camaiore vigilerà con estremo rigore su atti e comportamenti di Reti Ambiente: lo scioglimento e l’incorporazione sono atti dovuti per legge. Mi affido ai revisori di entrambe le società pubbliche perché assumano a pieno i poteri straordinari di controllo che la situazione richiede e perché vigilino sulla corretta esecuzione degli articoli 2485 e 2486 del codice civile. Il 3 novembre, ancorché in assenza dei soci e nonostante le dimissioni di Alessio Ciacci, Reti Ambiente dovrà imporre al cda di nominare il liquidatore, che prenderà il posto degli attuali amministratori».
Rivolgendosi a Reti Ambiente e all’amministratore unico Frey, il sindaco Del Dotto non cela niente del proprio pensiero: «Nonostante l’estrema incapacità dimostrata, e la certificata e passiva complicità a meccanismi di spartizione politica con chi pensa ai seggioloni invece che ai servizi della città che governa, almeno si degni di rispettare la legge. Se chi deve farlo in Reti Ambiente non è in grado e ha paura della sua stessa ombra, se ne vada e i soci di Reti Ambiente, che ce lo hanno messo, lo sostituiscano con qualcuno di idoneo e capace al ruolo di responsabilità che serve. In ballo ci sono soldi pubblici e Camaiore non consentirà a nessuno di abusare della propria posizione, dei propri poteri o di incerte e bislacche interpretazioni di legge o statuto». Il “Tirreno” ha cercato a lungo, in questi giorni, il professor Frey che non ha risposto.
Una presa di posizione arriva, invece, da Fabrizio Miracolo, presidente sia di Sea Ambiente che di Sea Risorse: «Permane lo stupore nel constatare che un normale avvicendamento societario venga strumentalizzato per mera polemica politica. Sulla questione “prorogatio” le dissertazioni di Del Dotto sono fuffa, perché i 45 giorni decorrono dalla scadenza dell’organo, e quindi dopo l’approvazione del bilancio del terzo mandato».
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