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Reti Ambiente non sceglie su Sea Il Comune di Camaiore se ne va
VIAREGGIO. Nuovo rinvio per Sea Ambiente, oggi interamente partecipata da Reti Ambiente, che deve definire i propri organi sociali. Se ne riparla il 3 novembre e l’amletico dilemma è lo stesso da...
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VIAREGGIO. Nuovo rinvio per Sea Ambiente, oggi interamente partecipata da Reti Ambiente, che deve definire i propri organi sociali. Se ne riparla il 3 novembre e l’amletico dilemma è lo stesso da mesi: amministratore unico o consiglio di amministrazione. Soluzione quest’ultima indicata dal Comune di Viareggio e che vedrebbe il presidente, Fabrizio Miracolo, rimanere in sella. Un tira e molla che ha fatto pronunciare parole di fuoco al sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, insieme agli assessori Simone Leo e Sara Pescaglini: «La società è tenuta ostaggio al solo scopo di tutelare il ruolo dell'attuale presidente della stessa. Il tutto accade con la passività di Reti Ambiente. Se questo è il modo in cui qualcuno pensa di gestire Reti Ambiente, non siamo per nulla messi bene. Non penso solo a Marco Frey, l'amministratore unico di Reti Ambiente, ma anche a chi gli sta dietro». Martedì, dunque, «spiegheremo cosa faremo. Abbiamo un servizio che non funziona e un'azienda che non ci ascolta». Immediata la replica di Miracolo: «Chi è causa del suo mal pianga se stesso e, quando ha finito, collabori per la miglior gestione di un servizio che non riguarda solo Camaiore».
Oggi no, ma di qui a breve sì, è il rischio concreto:lo strappo definitivo è dietro l’angolo. «Dopo il teatrino vergognoso di Reti Ambiente, Alessio Ciacci ha già rassegnato le dimissioni da Sea». Ma non solo: «Abbiamo dato mandato ai nostri uffici di esaminare, per il tempo ancora necessario a far diventare Reti Ambiente operativa, ogni possibile alternativa contrattuale. Dobbiamo lavorare per migliorare il servizio e questa situazione non ce lo consente. Qui amministriamo vagonate di milioni di euro: chi ha coscienza e un minimo di senso dell'etica non lascia nel caos i servizi per assecondare i capricci della vecchia e stantìa politica. Martedì mattina Camaiore avrà la sua strada ben tracciata e chiara». Una strada che sembra portare lontano da Sea.
Prima ancora c’è un altro passaggio: «Il cda di Sea Ambiente è in proroga da ben oltre il termine massimo di 45 giorni previsto dalla legge. Dunque, è oggi realizzata una delle cause di scioglimento della società previste dal codice civile. Lunedì mattina Reti Ambiente e tutti i soggetti coinvolti riceveranno la Pec del Comune per procedere a scioglimento, come da legge. Ne consegue che il 3 novembre Reti Ambiente dovrà nominare il liquidatore: in caso non lo facesse, dovrà renderne conto nelle competenti sedi. Sia chiaro che non esistono strumentalizzazioni accettabili: nessun rischio per i lavoratori, che diventano dipendenti di Reti Ambiente». (d.f.)
Oggi no, ma di qui a breve sì, è il rischio concreto:lo strappo definitivo è dietro l’angolo. «Dopo il teatrino vergognoso di Reti Ambiente, Alessio Ciacci ha già rassegnato le dimissioni da Sea». Ma non solo: «Abbiamo dato mandato ai nostri uffici di esaminare, per il tempo ancora necessario a far diventare Reti Ambiente operativa, ogni possibile alternativa contrattuale. Dobbiamo lavorare per migliorare il servizio e questa situazione non ce lo consente. Qui amministriamo vagonate di milioni di euro: chi ha coscienza e un minimo di senso dell'etica non lascia nel caos i servizi per assecondare i capricci della vecchia e stantìa politica. Martedì mattina Camaiore avrà la sua strada ben tracciata e chiara». Una strada che sembra portare lontano da Sea.
Prima ancora c’è un altro passaggio: «Il cda di Sea Ambiente è in proroga da ben oltre il termine massimo di 45 giorni previsto dalla legge. Dunque, è oggi realizzata una delle cause di scioglimento della società previste dal codice civile. Lunedì mattina Reti Ambiente e tutti i soggetti coinvolti riceveranno la Pec del Comune per procedere a scioglimento, come da legge. Ne consegue che il 3 novembre Reti Ambiente dovrà nominare il liquidatore: in caso non lo facesse, dovrà renderne conto nelle competenti sedi. Sia chiaro che non esistono strumentalizzazioni accettabili: nessun rischio per i lavoratori, che diventano dipendenti di Reti Ambiente». (d.f.)
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