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I ragazzi della Versilia preferiscono il liceo
di Melania Carnevali
Pubblicato il report dell’ufficio scolastico: più iscritti negli indirizzi umanistici Il territorio ha anche la più alta percentuale di bimbi disabili nelle classi
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VIAREGGIO. Quella della scuola superiore è la prima grande scelta della vita. Una piccola università che incanala verso quel “cosa voglio fare da grande” che prima o poi arriva ad assillare con tutto il carico di pesantezza di una vita che si prospetta precaria. Voglio fare il marinaio? L’artista? O forse il dentista? No, meglio il cardiochirurgo. O è meglio l’ingegnere? E con la musica? Ci posso campare? E quante volte i ragazzi hanno prima passato in rassegna gli indirizzi di studio per trovare quello più in sintonia con la propria visione di futuro e poi hanno scelto qualcosa di diverso, magari sotto la pressione dei genitori e del “pensa al lavoro”?
Quest’anno non è andata così. Quest’anno sembra proprio che i giovani della Versilia stiano inseguendo i propri sogni. Alla faccia del Pil, della disoccupazione e dei co.co.co. O almeno è quello che si deduce confrontando il report 2017/2018 dell’ufficio scolastico regionale sulle scuole statali della Toscana (che contiene dati su sedi, alunni, classi e dotazioni organiche del personale docente) con quello dello scorso anno. Il primo aspetto che emerge è l’aumento degli iscritti ai licei, in particolare quelli umanistici (classico, linguistico, pedagogico), proprio quelli con cui, secondo gli stereotipi, non si mangia. Non più almeno. Dal report poi emergono altri dati, come l’aumento di alunni e studenti disabili in Versilia (in controtedenza con la provincia di Lucca) e la riduzione di quelli stranieri. Ma andiamo con ordine.
La scelta delle superiori. Aumentano in tutta la provincia e pure nel resto della regione gli iscritti ai licei. A Lucca, nell’anno scolastico 2016/2017 avevano scelto il liceo 7.927 ragazzi su 16.036; quest’anno sono diventati 8.283 su un totale di 16.400 iscritti. Gli iscritti in più, quindi, quest’anno, sono andati quasi tutti al liceo. Lo stesso è successo in Versilia. Qui gli studenti delle superiori quest’anno sono 5.864 (5.763 lo scorso anno scolastico). Di questi ben 1.268 sono quelli del liceo Chini-Michelangelo di Lido, che ha più indirizzi (linguistico, scienze umane, economia sociale. . .). Lo scorso anno l’istituto aveva circa 120 ragazzi in meno: 1.147. Tanto che la Provincia, quest’anno, è stata costretta a trasferire due classi in aule-container. Sono aumentati gli studenti anche dei due licei scientifici di Viareggio: il Galilei-Artiglio (che ha un indirizzo anche nautico) che è passato da 904 iscritti a 966, e il Barsanti Matteucci che è passato da 772 iscritti a 784. Ha perso iscritti invece l’istituto tecnico Don Lazzeri– Stagi di Pietrasanta (che comprende l’artistico e l’agrario), dove gli studenti lo scorso anno erano 655 e quest’anno 600. Anche il Marconi, forse un po’ penalizzato per una delle sue sedi che necessita di una ristrutturazione, è passato da 959 iscritti nel 2016 ai 925 di quest’anno. In sostanza gli studenti iscritti ai licei in Versilia sono passati dal circa 44 per cento all’oltre il 45 per cento. Differenze minimali per la statistica, ma non per lo sociologia.
In Versilia ci sono più disabili. Nelle scuole della Versilia, a differenza del resto della provincia, sono aumentati i bimbi disabili. Partiamo dai dati lucchesi. Su 50.923 alunni, quest’anno, 1.299 sono disabili, ossia il 2,58 per cento. Lo scorso anno erano 1.354 su 50.414, quindi il 2,69 per cento. In Versilia, invece, quest’anno ci sono 647 bimbi disabili su 19.244 iscritti, quindi oltre il 3,36 per cento. E questo è il dato più alto della Toscana, dopo Pistoia dove i bimbi disabili iscritti a scuola sono il 3,53 per cento del totale. La Versilia quest’anno supera anche Livorno dove la percentuale di bimbi disabili è del 3,35%. Lo scorso anno invece i gli alunni e gli studenti con disabilità erano 629 su 19.289: il 3,26 per cento. E il paradosso è che in Versilia (come nel resto della provincia) mancano insegnanti abilitati al sostegno. Le graduatorie sono esaurite da tempo, come quelle di altre classi di concorso. Il ministero, dopo anni di vuoto, lo scorso anno, si è deciso ad aprire un bando per il corso di specializzazione in “pedagogia e didattica speciale”, quello propedeutico per diventare insegnante di sostegno. Ma il corso è a numero chiuso, venti persone al massimo, e così dopo le varie assunzioni in ruolo, la graduatoria a esaurimento Gae è andata a esaurirsi. Di docenti specializzati, seppur pochi, in giro per l’Italia, ce ne sarebbero a valanghe. Sono i docenti inseriti nelle Gae delle altre province non ancora esaurite o gli specializzati dei due cicli inseriti nelle graduatorie di istituto. Ma la burocrazia rovina sempre tutto. La normativa prevede infatti che questi docenti non possano dare la propria disponibilità a istituti scolastici di altre province. Il Tirreno, poi, ha raccontato anche la storia di una giovane insegnante di Lucca abilitata al sostegno, che sarebbe stata pronta a entrare in servizio subito in Versilia ma che, per un banale errore, è stata mandata a Cetona (Siena), contro la sua volontà (è appena diventata mamma).
Diminuiscono gli stranieri. In questo caso il dato disponibile è solo provinciale e fa riferimento all’anno precedente (quindi nel report di quest’anno si riferisce all’anno scolastico 2016/2017, quello dello scorso anno al 2015/2016): la presenza di cittadini non stranieri nelle scuole di Lucca è bassa rispetto alla media italiana, che si attesta mediamente intorno all’undici o dodici per cento. Lo scorso anno, invece, nelle scuole lucchesi era dell’8,9 per cento. Quest’anno ancora meno: 7, 40 per cento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quest’anno non è andata così. Quest’anno sembra proprio che i giovani della Versilia stiano inseguendo i propri sogni. Alla faccia del Pil, della disoccupazione e dei co.co.co. O almeno è quello che si deduce confrontando il report 2017/2018 dell’ufficio scolastico regionale sulle scuole statali della Toscana (che contiene dati su sedi, alunni, classi e dotazioni organiche del personale docente) con quello dello scorso anno. Il primo aspetto che emerge è l’aumento degli iscritti ai licei, in particolare quelli umanistici (classico, linguistico, pedagogico), proprio quelli con cui, secondo gli stereotipi, non si mangia. Non più almeno. Dal report poi emergono altri dati, come l’aumento di alunni e studenti disabili in Versilia (in controtedenza con la provincia di Lucca) e la riduzione di quelli stranieri. Ma andiamo con ordine.
La scelta delle superiori. Aumentano in tutta la provincia e pure nel resto della regione gli iscritti ai licei. A Lucca, nell’anno scolastico 2016/2017 avevano scelto il liceo 7.927 ragazzi su 16.036; quest’anno sono diventati 8.283 su un totale di 16.400 iscritti. Gli iscritti in più, quindi, quest’anno, sono andati quasi tutti al liceo. Lo stesso è successo in Versilia. Qui gli studenti delle superiori quest’anno sono 5.864 (5.763 lo scorso anno scolastico). Di questi ben 1.268 sono quelli del liceo Chini-Michelangelo di Lido, che ha più indirizzi (linguistico, scienze umane, economia sociale. . .). Lo scorso anno l’istituto aveva circa 120 ragazzi in meno: 1.147. Tanto che la Provincia, quest’anno, è stata costretta a trasferire due classi in aule-container. Sono aumentati gli studenti anche dei due licei scientifici di Viareggio: il Galilei-Artiglio (che ha un indirizzo anche nautico) che è passato da 904 iscritti a 966, e il Barsanti Matteucci che è passato da 772 iscritti a 784. Ha perso iscritti invece l’istituto tecnico Don Lazzeri– Stagi di Pietrasanta (che comprende l’artistico e l’agrario), dove gli studenti lo scorso anno erano 655 e quest’anno 600. Anche il Marconi, forse un po’ penalizzato per una delle sue sedi che necessita di una ristrutturazione, è passato da 959 iscritti nel 2016 ai 925 di quest’anno. In sostanza gli studenti iscritti ai licei in Versilia sono passati dal circa 44 per cento all’oltre il 45 per cento. Differenze minimali per la statistica, ma non per lo sociologia.
In Versilia ci sono più disabili. Nelle scuole della Versilia, a differenza del resto della provincia, sono aumentati i bimbi disabili. Partiamo dai dati lucchesi. Su 50.923 alunni, quest’anno, 1.299 sono disabili, ossia il 2,58 per cento. Lo scorso anno erano 1.354 su 50.414, quindi il 2,69 per cento. In Versilia, invece, quest’anno ci sono 647 bimbi disabili su 19.244 iscritti, quindi oltre il 3,36 per cento. E questo è il dato più alto della Toscana, dopo Pistoia dove i bimbi disabili iscritti a scuola sono il 3,53 per cento del totale. La Versilia quest’anno supera anche Livorno dove la percentuale di bimbi disabili è del 3,35%. Lo scorso anno invece i gli alunni e gli studenti con disabilità erano 629 su 19.289: il 3,26 per cento. E il paradosso è che in Versilia (come nel resto della provincia) mancano insegnanti abilitati al sostegno. Le graduatorie sono esaurite da tempo, come quelle di altre classi di concorso. Il ministero, dopo anni di vuoto, lo scorso anno, si è deciso ad aprire un bando per il corso di specializzazione in “pedagogia e didattica speciale”, quello propedeutico per diventare insegnante di sostegno. Ma il corso è a numero chiuso, venti persone al massimo, e così dopo le varie assunzioni in ruolo, la graduatoria a esaurimento Gae è andata a esaurirsi. Di docenti specializzati, seppur pochi, in giro per l’Italia, ce ne sarebbero a valanghe. Sono i docenti inseriti nelle Gae delle altre province non ancora esaurite o gli specializzati dei due cicli inseriti nelle graduatorie di istituto. Ma la burocrazia rovina sempre tutto. La normativa prevede infatti che questi docenti non possano dare la propria disponibilità a istituti scolastici di altre province. Il Tirreno, poi, ha raccontato anche la storia di una giovane insegnante di Lucca abilitata al sostegno, che sarebbe stata pronta a entrare in servizio subito in Versilia ma che, per un banale errore, è stata mandata a Cetona (Siena), contro la sua volontà (è appena diventata mamma).
Diminuiscono gli stranieri. In questo caso il dato disponibile è solo provinciale e fa riferimento all’anno precedente (quindi nel report di quest’anno si riferisce all’anno scolastico 2016/2017, quello dello scorso anno al 2015/2016): la presenza di cittadini non stranieri nelle scuole di Lucca è bassa rispetto alla media italiana, che si attesta mediamente intorno all’undici o dodici per cento. Lo scorso anno, invece, nelle scuole lucchesi era dell’8,9 per cento. Quest’anno ancora meno: 7, 40 per cento.
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