Il presidio
Il turismo del futuro arriva dall’Indonesia
di Gabriele Noli
Il trend dei grandi alberghi: più presenze da Australia e Usa
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VIAREGGIO. La serenità dell’orizzonte è generata da numeri per il presente e previsioni per il futuro. «Il trend è positivo e, di conseguenza, anche le sensazioni», affermano all’unisono i direttori di tre dei principali hotel di Viareggio (Beatrice Taccola dell’Esplanade, Marino Patruno del Royal e Gianfranco Bindi del Palace) che hanno partecipato – in rappresentanza della Versilia - al Ttg Incontri di Rimini, appuntamento di rilevanza internazionale per gli operatori turistici, in grado di richiamare circa un migliaio di buyer (acquirenti) provenienti da 85 Paesi.
Il bilancio esteso a livello nazionale recita: 48 milioni di arrivi e quasi 208 milioni di presenze. Dati eclatanti, che sanciscono una crescente ripresa dopo i tempi bui, logica conseguenza di una crisi che ha investito un po’ tutti i settori, turismo compreso, da rapportare alla Versilia, con una considerazione specifica sui flussi della clientela e un doveroso distinguo. «Registriamo la presenza sempre significativa di inglesi e tedeschi in primis, così come di belgi e olandesi – spiega Marino Patruno, direttore del Grand Hotel Royal -, ma l’intento è riuscire a fare apprezzare il nostro territorio ad una clientela sempre più vasta. Abbiamo notato un incremento di turisti americani e australiani e avviato contatti con operatori indonesiani».
Zone nelle quali chi viaggia, lo fa disponendo di elevate risorse per godersi appieno il proprio soggiorno. Fattore per nulla marginale, che contribuisce a ridisegnare la geografia mondiale del turismo. Strizzare l’occhio a nuovi mercati e nel frattempo continuare a seguire con scrupolosa attenzione quelli più tradizionali. «I flussi dal Regno Unito sono ragguardevoli, nonostante la Brexit».
Merito (anche) dell’accordo con la compagna aerea Jet2Holidays, che nel periodo di alta stagione garantisce sette-otto voli dall’Inghilterra. Il vero successo, secondo Patruno, «è riuscire a proporre pacchetti che includano visite nelle località più suggestive della Toscana».
Il riferimento multiplo, pur implicito, è facilmente individuabile: Lucca, Pisa, Siena, Firenze. Un modus operandi che sta fornendo risultati concreti, tanto che «ogni anno il dato delle presenze aumenta. Noi siamo proiettati verso il futuro, stiamo già lavorando per il 2019».
Feedback incoraggianti riscontrati anche da Beatrice Taccola, direttrice dell’hotel Esplanade, secondo cui «si avverte un interesse maggiore verso la Toscana e più nel dettaglio la Versilia, non soltanto nel periodo di alta stagione».
Il merito è da attribuire «alla qualità dell’offerta, che comprende iniziative e eventi che danno lustro al territorio, come il Torneo di Viareggio. E questo attira i buyer stranieri».
Taccola però guarda oltre. «Serve una maggiore aggregazione tra amministrazione comunale e operatori del settore per proporre un prodotto sempre più moderno e all’altezza delle aspettative e le esigenze del cliente, che altrimenti potrebbe rimanere deluso e decidere di non tornare una seconda volta. Se vogliamo trarre beneficio da questa incoraggiante tendenza dobbiamo impegnarci nel fare sistema, tenendo presente che il turismo è un’industria che incide sul territorio in termini di ricaduta. Le condizioni affinché ciò avvenga ci sono, ecco perché rimango ottimista».
Gianfranco Bindi, direttore dell'hotel Palace, si sofferma invece sugli investimenti compiuti per migliorare le principali strutture alberghiere di Viareggio. «Per far questo, da almeno quattro anni restiamo chiusi per alcuni mesi - sottolinea -, e come noi anche i nostri competitor». Il quadro generale lascia dunque ben sperare, anche perché «una volta ci rapportavamo con clienti provenienti da quattro-cinque nazioni, oggi di tutto il mondo, salvo qualche eccezione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il bilancio esteso a livello nazionale recita: 48 milioni di arrivi e quasi 208 milioni di presenze. Dati eclatanti, che sanciscono una crescente ripresa dopo i tempi bui, logica conseguenza di una crisi che ha investito un po’ tutti i settori, turismo compreso, da rapportare alla Versilia, con una considerazione specifica sui flussi della clientela e un doveroso distinguo. «Registriamo la presenza sempre significativa di inglesi e tedeschi in primis, così come di belgi e olandesi – spiega Marino Patruno, direttore del Grand Hotel Royal -, ma l’intento è riuscire a fare apprezzare il nostro territorio ad una clientela sempre più vasta. Abbiamo notato un incremento di turisti americani e australiani e avviato contatti con operatori indonesiani».
Zone nelle quali chi viaggia, lo fa disponendo di elevate risorse per godersi appieno il proprio soggiorno. Fattore per nulla marginale, che contribuisce a ridisegnare la geografia mondiale del turismo. Strizzare l’occhio a nuovi mercati e nel frattempo continuare a seguire con scrupolosa attenzione quelli più tradizionali. «I flussi dal Regno Unito sono ragguardevoli, nonostante la Brexit».
Merito (anche) dell’accordo con la compagna aerea Jet2Holidays, che nel periodo di alta stagione garantisce sette-otto voli dall’Inghilterra. Il vero successo, secondo Patruno, «è riuscire a proporre pacchetti che includano visite nelle località più suggestive della Toscana».
Il riferimento multiplo, pur implicito, è facilmente individuabile: Lucca, Pisa, Siena, Firenze. Un modus operandi che sta fornendo risultati concreti, tanto che «ogni anno il dato delle presenze aumenta. Noi siamo proiettati verso il futuro, stiamo già lavorando per il 2019».
Feedback incoraggianti riscontrati anche da Beatrice Taccola, direttrice dell’hotel Esplanade, secondo cui «si avverte un interesse maggiore verso la Toscana e più nel dettaglio la Versilia, non soltanto nel periodo di alta stagione».
Il merito è da attribuire «alla qualità dell’offerta, che comprende iniziative e eventi che danno lustro al territorio, come il Torneo di Viareggio. E questo attira i buyer stranieri».
Taccola però guarda oltre. «Serve una maggiore aggregazione tra amministrazione comunale e operatori del settore per proporre un prodotto sempre più moderno e all’altezza delle aspettative e le esigenze del cliente, che altrimenti potrebbe rimanere deluso e decidere di non tornare una seconda volta. Se vogliamo trarre beneficio da questa incoraggiante tendenza dobbiamo impegnarci nel fare sistema, tenendo presente che il turismo è un’industria che incide sul territorio in termini di ricaduta. Le condizioni affinché ciò avvenga ci sono, ecco perché rimango ottimista».
Gianfranco Bindi, direttore dell'hotel Palace, si sofferma invece sugli investimenti compiuti per migliorare le principali strutture alberghiere di Viareggio. «Per far questo, da almeno quattro anni restiamo chiusi per alcuni mesi - sottolinea -, e come noi anche i nostri competitor». Il quadro generale lascia dunque ben sperare, anche perché «una volta ci rapportavamo con clienti provenienti da quattro-cinque nazioni, oggi di tutto il mondo, salvo qualche eccezione».
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